Joe Hart: “Sì, questo Toro può arrivare in Europa”

25
4314
hart
CAMPO, 16.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, presentazione Joe Hart, nella foto: Joe Hart

La conferenza stampa di presentazione di Joe Hart, il nuovo portiere del Toro prelevato nell’ultima sessione di mercato dal City

Oggi è il giorno di Hart: il portiere granata sarà presentato alla stampa. Sala gremita di giornalisti, molti stranieri: fra pochi minuti avrà inizio la conferenza.

A presentare il portiere sarà il presidente Cairo, atteso nella sala conferenze dello stadio Grande Torino.

“Buongiorno a tutti, grazie per essere venuti qui. Sto studiando italiano: ho imparato ‘mia’, tua’, ‘destra’, ‘sinistra’. Scusate se oggi risponderò ancora in inglese”.

“Ci sono sempre delle differenze tra serie A e Premier League, ci possono essere errori durante una partita, può succedere ogni volta. Il pubblico e i giocatori mi hanno accolto molto bene, cercherò di migliorare. Sono eccitato dal progetto e dalla nuova stagione”. 

“Sono stato accolto benissimo da tutti, a partire dal presidente. Il mio unico problema è che non parlo ancora bene italiano. Ho un buon rapporto anche con il mister: sono pronto per questa nuova esperienza”.

Sulla lingua: “Ho una buona insegnante, sto imparando anche perché è importante per comunicare con la squadra, sto studiando per questo, per essere capace di parlare con tutti”. 

Da Manchester a Torino: “Ho trascorso 10 anni belli, spostarsi in un altro paese e parlare un’altra lingua non è facile ma è un percorso che fa parte della mia carriera”.

Perché la scelta di Torino: “Una grande opportunità: ho parlato con il mister e il presidente mi ha fatto sentire a casa. Ora sono in Serie A e grato per questo”. Sui ricordi sulla serie A: “Da piccolo guardavo il calcio italiano, sono cresciuto guardando la serie A, ed è una categoria che mi piace molto”. 

Sul Grande Torino: “Certo che conosco la storia del Grande Torino, già da prima di essere qui. Il disastro che è successo mi è ben noto. So che c’è anche la Juventus in città, ma il Torino è uno dei migliori team”. 

“Avevo una situazione particolare al City, adoro giocare a calcio e ora sono qui per questo. Il Torino ha una grande storia e mi dà anche l’opportunità di giocare, cosa che desidero. Questa è stata una decisione che ho preso e so che farò un grande lavoro con i compagni”.

“Da allenatore ad allenatore ci sono differenze, ogni coach allena a modo suo. Mancini, Capello, ci sono similitudini ma poi ognuno allena a modo suo”.

“La mia mentalità coincide con quella del Toro: vogliamo lavorare bene, sodo, so che devo dare molto qualità. Spingeremo tantissimo per avere la meglio delle squadre avversarie”. 

“Il ritorno al Manchester? In questo momento sono al Torino e lavorerò qui. Guardiola? Penso che siano stati sinceri con me, ho avuto la chance di scegliere una cosa diversa e ho scelto. Sono qua, e se sei accolto bene lavori bene”.
La scelta di Guardiola ha stupito in patria: “Sono opinioni, io ho cercato un nuovo club e sono qui, concentrato su questo”.

Sulla pressione: “Non ci sono differenze tra i vari campionati, non sento più o meno pressione qui”.  

Sui portieri che lo hanno ispirato e sui migliori attualmente in Europa: “Sono cresciuto guardando Seaman che poi è diventato un amico e mi ha dato tanti consigli. Ci sono tanti grandi portieri, a partire da quello della Nazionale, Buffon ad esempio è un esempio per tutti i ragazzi. Un buon giocatore ma non lo conosco come persona, mi dicono sia una brava persona”. La qualità migliore per un portiere? Beh, parare”.

Contro la Juve sarà sfida nella sfida contro Buffon: “Il derby? Una partita importante, al momento però sto pensando alla prossima partita”.
Sull’eventualità di rimanere a Torino: “Penso ad ora, sono concentrato su questa stagione, non penso ad altro, non penso a giugno. Il mio futuro è domenica”.  

“Io imparo ogni giorno qualcosa di nuovo, nonostante l’esperienza che ho alle spalle. Ho 29 anni, mi sento giovane e sono aperto a tutte le novità e agli insegnamenti che possono arrivare da compagni e allenatori”. 

Sulla scelta del numero: “Era uno dei numeri disponibili, non per qualche motivo particolare”.

Il Toro può puntare all’Europa? “Certo, il presidente e il mister pensano che la stagione possa andare bene ma serve lavorare. L’obiettivo è quello”. 

“Parlare col mister è stato molto importante, quando gioco mi piace parlare con i coach, è importante. Cercano di farti sentire a tuo agio, ed è stato importante parlare da subito con lui. Mi ha fatto molte domande, specialmente sulle mie motivazioni, ho risposto nel modo più onesto possibile. Volevo venire qui, lavorare con lui, lavorare con questa squadra”. 

“So cosa vuol dire la tattica per i vari allenatori italiani, perché ne ho avuti tanti”. 

“Prima di venire al Torino mi sono informato. L’attacco è molto forte, ci sono tanti giocatori che sto conoscendo adesso, ognuno di loro è stato molto gentile con me, anche dal punto di vista del mio italiano”.

Condividi

25 Commenti

  1. E’ straordinariamente positivo e non lascia trasparire, lui portiere titolare della nazionale inglese, il fatto di trovarsi in un club fuori dalle coppe e ‘tecnicamente’ più modesto rispetto a quello in cui è stato fino ad oggi. Sono dell’idea che farà benissimo, poi probabilmente ci sarà solo il problema di rimpiazzarlo adeguatamente!

    • davvero un ragazzo d’oro, io mi sento quasi in imbarazzo ad avere un giocatore di tale livello senza potergli offrire un traguardo consono, la modestia e l’attitudine con cui si è calato nella realtà mostrano che è davvero una grande persona oltre a un grande portiere

  2. Sicuramente un ragazzo schietto,simpatico ,sembra una bella persona.Ma per l’Europa caro Joe non basta solo lavorare,bisogna che tra gennaio e giugno gli elementi non utili alla funzionalita’ della squadra emigrino in altri lidi e a gennaio servono almeno 4 innesti di spessore aprendo la cassaforte dei i soldi accantonati, se no rassegnati ad un sofferto dodicesimo posto.