Ljajic, assist decisivo alla duecentesima in A: il serbo scopre la continuità

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CAMPO, 27.8.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-SASSUOLO, nella foto: Adem Ljajic esulta dopo gol 2-0

Inizio di campionato sorprendente per il trequartista del Torino: contro il Benevento ancora una giocata decisiva, una piacevole abitudine ormai

Se decidi di cambiare pelle per esaltare un giocatore sai che l’effetto boomerang, in termini di gioco e di armonia di squadra, potrebbe essere dietro l’angolo. Ma sai anche che nel calcio sono il rischio, lo strappo improvviso, la giocata a cambiare gli equilibri. E allora aveva ragione Sinisa Mihajlovic, quando sul finire della scorsa stagione decise di cambiare tutto: esaltare l’estro di Ljajic, era questo l’obiettivo del tecnico con il passaggio al 4-2-3-1. Non solo, certamente. Maggior compattezza ed un inconsueto equilibrio difensivo sono benefici non arrivati per caso, ma ciò che salta maggiormente all’occhio in queste prime tre giornate di campionato è proprio il ruolo da protagonista che ha assunto il 10 granata. Numero profetico, come accade sempre più raramente nel calcio delle cifre pazze (sulle spalle, si intende) e del “fantasista morto”. Al Torino il trequartista c’è, e si vede.

Dopo il gol decisivo per il pareggio a Bologna e la rete del 2-0 contro il Sassuolo, a Benevento è ancora lui ad inventare. Il partner di giornata è l’altro ex Roma, Iago Falque: da quest’ultimo, Ljajic riceve il pallone sulla sinistra e si accentra attaccando in maniera perfetta lo spazio di mezzo. Il taglio di Iago è da manuale e agevola la comunque complessa invenzione del serbo: passaggio in diagonale che, unito al precedente movimento, mette fuori gioco l’intera retroguardia avversaria. Il gol che fa esplodere la panchina è solo la logica conseguenza di un’azione costruita ad arte. Non male, insomma, per essere il gettone numero 200 nella massima serie. Traguardo tagliato proprio in uno dei momenti migliori della sua avventura italiana che tra Fiorentina, Roma e Inter ha spesso raccontato di un talento purissimo fermato dalla zavorra della discontinuità.

Gli ultimi mesi a Torino, però, parlano di altro: di una serie ininterrotta di sei gol e due assist nelle ultime dieci gare di campionato, a partire da quella trasferta di Cagliari che molto ha cambiato in casa granata; il tutto, finalmente, nel segno della continuità. Niente più “Ljajic è un disastro”, come dopo un Napoli-Torino 5-3 della scorsa stagione: anche per Mihajlovic la musica è cambiata. Certo, qualche piccolo rimprovero arriva ancora, come le bacchettate sulla fase difensiva dopo Torino-Sassuolo, ma il crescendo dell’ultimo anno ha stupito anche il duro tecnico serbo. E in attesa del miglior Belotti, il Toro si gode il suo 10. Più maturo e ora anche più decisivo.

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47 Commenti

  1. @RiminiGranata mi hai tolto le parole di bocca. Il nostro 4-2-3-1 sembra troppo spesso un 4-2-4, con Ljiajic che gioca quasi sulla stessa linea di Belotti, e anche quando gioca tra le linee troppo spesso avanza palla al piede e si perde in dribbling invece di cercare subito il movimento dei compagni. Dovrebbe giocare più basso, specialmente quando non c’è Baselli in campo. Se si posizionasse in modo da allontanare i mediani avversari dai loro difensori ci ritroveremmo spesso con Niang, Belotti e Falque in movimento contro i quattro della linea difensiva opposta (e Ljiajic a fare l’ultimo passaggio). Secondo me faremmo gol a raffica contro la stragrande maggioranza delle difese di Serie A e lui arriverebbe a fine stagione con 20+ assist.

    • Si!

      Diciamo il Pirlo in nazionale o nel Milan, prima che andasse davanti alla difesa.

      Anche Soriano alla Samp faceva un può quella funzione.

      Ma Liajic ha la capacità di saltare l’ uomo come aveva Pirlo.

      Avendo Niang, Mihajlovic si vedrà costretto a provarci.

      Abbiamo speso troppo per lui per non tentare di trovargli la miglior collocazione.

      Di fatto si ritorna al 433.

  2. Per me Liajic un po’ alla volta dovrebbe spostarsi più indietro e diventare qualcosa di simile al pen’ultimo Pirlo.

    Ha caratteristiche simili , compreso il modo di difendere la palla.
    Gli manca ancora il contrasto e l’interdizione. (non e’ poco)

    Se ci riuscisse avremmo molto più gioco e Belotti, Iago e Niang potrebbero entrare meglio in area, aprendosi spazi a vicenda.

    Attualmente, Belotti e’ troppo penalizzato nel 4231, sempre spalle alla porta e lontano dal gioco.
    Pure Niang non mi pare possa fare tanto se gioca cosi lontano dalla porta.

    433 o 4231 cambia poco, dipende tutto da dove gioca Liajic e gli esterni..

  3. Non è continuo questo è abbastanza evidente….. ma in teoria è quello che fa la giocata giusta in partita.. anche fossero solo due in 90 minuti…..iago invece mi lascia ogni tanto perplesso…..ma non per colpa sua….. arrivo da una scuola di pensiero vecchia, per me l’ala o attaccante esterno deve prima pensare a saltare l’uomo andando sul fondo e crossare… e solo in alcuni casi quando è possibile, sterzare cverso il centro… noi invece abbiamo gli esterni invertiti e IAGO per esempio è uno che non salta MAI l’uomo per andare a crossare…. se lo salta lo fa rientrando, magari crossa ma non è la stessa cosa….dovrebbe variare di piu il tipo di gioco perchè questo ormai lo conoscono tutti.

  4. Abbiamo 2 fantasisti veramente forti. Ljajic quando accende la luce è uno spettacolo. Falque fa quasi sempre la cosa giusta al monento giusto. Bellissima la corsa a perdifiato per andare a chiudere il triangolo con ljajic nell’azione del goal. Bravissimi! Ora attendiamo con pazienza che Niang entri in forma e che Belotti riprenda a segnare e ci sarà da divertirsi, nella speranza che acquah rincon e baselli non prendano neanche un raffreddore

  5. Nel primo tempo a Benevento unico a salvarsi.
    Poi letargo nella ripresa insieme a tutta la squadra Sirigu escluso.
    Il lampo al 93 esimo cambia la partita e la storia, perché lui è così, e sarà sempre così.
    Senza di lui questa squadra varrebbe un terzo in meno.

  6. L’asse Ljajic – Falque funziona bene, ne avevamo già visto cose buone lo scorso anno col 4231. Iago è in generale un giocatore forte e prezioso per l’intelligenza tattica che possiede.
    Ljiajic nel ruolo di trequartista è responsabilizzato e dà molto, anche in termini di corsa e quantità. Aspetto da non sottovalutare vista la mediana a 2. Se Niang trova i tempi giusti e Belotti resta sereno davanti possiamo fare danni, aspettando Berenguer (che credo alla lunga farà bene) ed il ns Edera che merita chances vista ‘la garra’ che ci ha messo negli sprazzi in cui ha giocato.

  7. Ho notato anche ieri che l’articolo su Falque è stato un po’ snobbato.
    Per me lui è il vero top player che abbiamo. Sbaglia pochissimi palloni, sceglie quasi sempre la giusta cosa (il tiro, l’assist o lo scarico), difficilmente perde palla facendo respirare la squadra. Forse non ha l’appeal mediatico degli altri ma è il giocatore a cui non rinuncerei mai….

  8. Dico la mia……..
    Proprio perchè a volte Lijaic pecca di egoismo, secondo me la sua posizione ideale sarebbe quella di seconda punta accanto al Gallo, libero di fare quel che vuole senza compiti particolari.
    I area farebbe moooolto male con i suoi dribling ed il suo talento nello stretto.

        • A dire il vero personalmente giocherei con la difesa a 3 (probabilmente sono l’unico a pensarla ancora così), 3412.
          Iago si potrebbe provare come 4 di dx a centrocampo (posto che sarebbe stato di Zappa)
          2 mastini in mezzo (Rincon+Obi/Acqhah)
          Barreca a sx
          Baselli (o Boye) dietro al Gallo e Ljiac libero di girare intorno al Gallo.

          • @max69, anch’io vedrei bene un ritorno alla difesa a tre, con un centrale in più Barreca potrebbe giocare con più spensieratezza e Iago largo a destra farebbe meno gol ma probabilmente più assist. Davanti Ljajic dietro Belotti e Niang o Boyé. Ma Mihajilovic ha il dogma della difesa a quattro (che comunque è stata una ventata di aria fresca dopo anni di 3-5-2).

            In ogni caso più ancora dei moduli contano gli interpreti e l’intesa che c’è tra i giocatori. Paradossalmente la difesa, che è il reparto più “nuovo”, sembra girare meglio dell’attacco. Vorrei vedere più fraseggi tra i quattro davanti e meno egoismi (e più movimenti senza palla).

  9. Vado controcorrente e’ secondo me anche con il Benevento Ljaic il suo l ha fatto.
    E’ molto piu nel vivo del gioco, e cerca sempre la giocata importante quella che puo creare pericolosita. Per quseto a volte perde palla.
    Sull’ egoismo, e’ vero che quella palla a Jago poteva anche darla, ma era al limite dell area in posizione centrale senza nessuno davanti, in quella posizione uno come lui minimo fa goal 1 volta su 2 che tira; quiindi per me il tiro non era un’eresia.
    In 3 partite 2 goal e un assist non mi sembra poca roba.

  10. diciamo che se nel primo tempo avesse passato la palla a iago solissimo sulla dx dell’area, la partita sarebbe stata molto più in discesa

    invece troppo egoismo

    è andata bene che all’ultima azione ha capito che falque, che gli aveva smistato il pallone dalla nostra metà campo, aveva addosso il sacro fuoco della vittoria e si stava catapultando nell’area avversaria

  11. Ma @Carbonaro ha dei problemi, perché ha questa fidanzata in bichini, che la guardano tutti, molto vistosa, e ha sempre un gran daffare, deve difendere i due pericoli: la fidanzata insidiata e il padrone pure; a volte confonde i pericoli, e dice persino inesattezze. Io non lo leggo dall’81, però: il giorno dell’uscita della foto della fidanzata. Non ho più osato rivolgergli la parola, destare il can che dorme.

  12. Leggo che @Alberto (Lovi) si dedica di più al forum. Forse non eri più abituato alla rissa. Qui a distinguere gli “haters” si fa fatica: è più un “morte tua, vita mea”, se scrive così, che vado a orecchio. Oggi ho cambiato il nick, ma volevo dire che mi frega sempre meno di parlare di Cairo: è solo uno scherzo, per me oggi (o quasi). Tanto mi sopravvive, e mi sopravvivono i cairoti, cento volte, mille volte sempre di più. Come l’erba cattiva (non so, occorre chiedere ai contadini di una volta). Mi voglio godere il Toro, se questo operazione piace ancora, nella sua natura fanciullesca. Per cui, meglio uscire dalle rotte del padrone, che, come tutti i padroni, rischia di essere oggetto di odio che non fa che attardare il tuo tifo, non fa che renderlo impuro e mediocre.

    @Lovi, ti invito a scrivere come stai facendo, haters o non haters. E invito tutti quelli che hanno da dire cose, a scrivere. Oggi sono in vena di robe così.

    • Ciao Carlone, sto cambiando lavoro e quindi ho un po’ più di tempo. Mi interessa abbastanza poco se mi odiano o mi amano. Non sono qui per questo. Alla rissa sono abituato da anni (fin da Toronews). Sono più aperto al dialogo, anche con persone che non godono della mia stima incondizionata di tifosi granata, ma di cui riconosco almeno una educazione di facciata ed una discreta intelligenza. So che son visto come arrogante e presuntuoso e la cosa mi diverte assai, ma quando parlo di Toro so di cosa parlo e non tollero le mistificazioni. Il resto fa parte del fisiologico inutile ciarpame che affolla ogni community che si rispetti e può essere evitata, oppure insultata (in risposta ai loro insulti)… dipende dal piede con cui scendo dal letto. Un abbraccio e continua così, surreale e stralunato: sei una forza! FVCG.

  13. Su Niang, lo scrivo qui, confidando che nessuno si faccia sangue amaro per averlo scritto qui.

    Niang deve ritrovare la sua roba, le sue spinte di quando è arrivato in Italia. Non so cosa gli manca e non lo voglio sapere, ché non ci sto dietro a una testa così: a un “leader in campo” così. Di certo occorre ammettere che mette adrenalina, perché ti aspetti sempre che faccia qualcosa. Poi vediamo se lo fa.

    L’unica cosa che mi dispiace è però pensare allo stupore di qualcuno di voi, se Niang non diventasse l’idolo del tifoso granata. Mi dispiacerebbe, davvero. Perché l’acquisto di Niang è una delle cose più rischiose, se non la più la più rischiosa, che ha fatto Adelmo Urbano Giuseppe Cairo da quando è al Toro. Roba da chiodi, si direbbe, per uno che guarda i cent come Paolino Paperino pure avendo il deposito di Paperone. Ieri ho avuto persino il dubbio di andarmi a vedere le foto di Cairo giovane, su internet (se ci sono). Ma poi ho desistito. Preferisco una vita normale.

  14. Allora dico la mia. Simpatico non è, non è mai stato fin dalla sua prima estate con le visite mediche deqqua e dellà. Di qua e di là. Con sto muso da ragazzino nobile viziato, non è mai stato, a me, simpatico. Ma detto questo, gli altri possono dire quello che vogliono; in serie a, oggi, non c’è uno che gioca così. E pure il gobbo Dybala, tanto talentuoso, certo, ma è quasi più discontinuo di lui ed è un altro tipo di giocatore.
    E’ in un posto comodo Adem, ora: nessuna big ha il coraggio di riprovarci con lui; lui ha già fatto il viaggio andata e ritorno e ora ci pensa due volte (forse) a ripartire per una big: che poi sono sempre le stesse: Roma, Inter, Milan eventualmente. Di così forti non ce n’è. Lo dico con mezzo malincuore.

  15. Premessa: son contento della crescita di Ljajic e spero continui così. Ma ne deve fare di strada! A Benevento ha condizionato in negativo il risultato fino alla giocata risolutiva arrivata allo scadere. E se abbiamo portato a casa 3 punti e più per merito di Sirigu che suo. Troppe volte avrebbe potuto mettere il Gallo e Iago davanti al portiere e non lo ha fatto pur di crogiolarsi in un dribbling in più alla ricerca della magia personale piuttosto che dela giocata utile ala squadra e al risultato. Ecco, la continuità per me passa prima di tutto da queste cose. Perché si gioca in 11 e conta buttarla dentro, non come o chi lo fa. Questo è l’ultimo step che gli manca per diventare un campione perché è notevole la sua crescita in fase di non possesso e in presenza nel gioco. Può farcela perché basta capirla sta cosa, non servono talenti particolari per arrivarci ma consapevolezza di ciò che è gihsto fare per il bene della squadra e del risultato piuttosto che per la propria gloria. Daje

    • Ciao Mimmo, condivido, ho solo un dubbio, nei due palloni non dati ho l’impressione che lui fosse in una posizione migliore ( con tutto lo specchio della porta davanti) rispetto agli altri due più defilati o coperti, però potrei sbagliarmi. Sottolineo invece, come fai tu, che è molto cresciuto nella ‘fase difensiva’ e questo è un segnale importante, il ragazzo ha voglia di dimostrare qualcosa.

      • Ciao Ersilio. Ne ho contati 3: due per Belotti (riguardati la faccia del Gallo, segno che avrebbe potuto servirlo eccome – la prospettiva inganna) e una clamorosa per Iago. Comunque, come dicevo, la crescita è evidente: vuol dire che la testa c’è. E se ci sono testa e voglia non ho dubbi che Adem riuscirà a completarsi definitivamente. Un saluto