Ljajic, esuberanza e classe al servizio del Toro

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L’ex giocatore di Inter e Roma ha talento da vendere e Mihajlovic può essere l’uomo giusto per plasmarlo definitivamente

Adem Ljajic è un giocatore che ormai conosciamo da anni in Italia, ha un potenziale tecnico enorme che, però, è sempre stato accompagnato da poca continuità e scarsa dedizione al lavoro. Ad onor del vero, tuttavia, bisogna dire che il serbo ha sicuramente bruciato le tappe. Infatti, pur giocando in Italia dal gennaio 2010, non bisogna dimenticare che Ljajic non ha ancora 25 anni e che ha, quindi, fatto il suo ingresso giovanissimo nell’importante palcoscenico della Serie A.

Gli uomini mercato della Fiorentina credono sin da subito in lui e rimangono affascinati dalle sue capacità tanto da portarlo in viola nel mercato invernale della stagione 2009/2010. Ljajic è molto apprezzato dal tecnico Prandelli, ma, anche a causa della sua giovane età, ha poche occasioni per dimostrare il suo valore, così termina la stagione con solo 9 presenze in campionato. Nella stagione successiva, però, il fantasista serbo riesce a mettersi in luce sotto la guida proprio di Mihajlovic, il suo rendimento migliora partita dopo partita e colleziona 23 presenze e 3 reti in campionato a soli 19 anni.

Tuttavia, il talento di Ljajic è stato da sempre limitato dal suo carattere scontroso e irriverente che ha fatto sì che, durante la stagione 2011/2012, venisse messo fuori rosa dalla Fiorentina a causa di un grave screzio con l’allora allenatore viola Delio Rossi. Dopo quell’episodio, con il conseguente cambio in panchina, Ljajic viene reintegrato in squadra dal neo tecnico Montella, è autore di qualche buona prestazione, ma il rapporto con la squadra e la società è ormai logoro, quindi, nell’agosto 2013, il giovane serbo lascia Firenze e si trasferisce a Roma. Tra le fila dei giallorossi, Ljajic gioca un ottimo girone d’andata, ma non sono altrettanto buone le sue prestazioni nel girone di ritorno, così spesso viene relegato in panchina. La stagione 2014/2015, sempre con la maglia giallorossa, è decisamente positiva per Ljajic, che a suon di gol e grandi giocate, totalizza ben 41 presenze e 9 reti, ma questo non basterà per fargli ottenere la conferma nella squadra capitolina che, nell’agosto 2015, quando ormai il mercato stava per chiudersi, lo cede in prestito all’Inter. In nerazzurro Ljajic non parte da protagonista ma, nonostante questo, in molte occasioni risulta decisivo. Tuttavia, la sua stagione a Milano è contraddistinta da una serie di picchi positivi e negativi, che inducono la dirigenza interista a non riscattare il giocatore.

Tornato a Roma, è chiaro sin da subito che Ljajic non rientra nel progetto di Spalletti e, dopo una lunga ed estenuante trattativa, il giocatore si trasferisce a Torino, in maglia granata, voluto fortemente da Mihajlovic.

Il Toro può essere l’occasione della vita per Ljajic, giovane di talento ma finora incompiuto e chissà se, sotto la guida rigida del tecnico granata, il serbo riuscirà a imporsi come uno dei giocatori più tecnici della nostra Serie A.

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9 Commenti

  1. Ma Baselli quando non aveva le conoscenze maturate sul sintetico di Castellammare era forte, faceva la differenza. Segnava! Poi il Guru l’ha indottrinato a passare il pallone all’indietro e ci ha capito poco, gli sono crollate tutte le certezze che aveva. Non doveva più mirare il portiere avversario ma il sempre sicuro Padelli.

  2. La continuitá di rendimento è il tallone di achille di tutti i geni del pallone…fosse continuo sarebbe un grandissimo e non sarebbe al toro.cmq meglio 20 partite da grande giocatore di ljajic o elkaddouri che ti fanno fare 35 punti e poi 20 partite nell anonimato che 40 gare da gregario di baselli che mi fa il compitino.dico baselli come potrei dire gli altri mediani granata.