Ljajic illumina il Toro e Mihajlovic lo esalta: “In questo ruolo è fondamentale”

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CAMPO, 11.8.17, Torino, Stadio Grande Torino, terzo turno di TIM Cup, TORINO-TRAPANI, nella foto: Adem Ljajic

Il 10 granata è stato tra i protagonisti della vittoria per 7-1 sul Trapani: assist e giocate illuminanti per uno dei fari di un Torino ambizioso

Chiamatelo fantasista, trequartista, numero 10. Oppure chiamatelo semplicemente Adem Ljajic. Nel Torino targato Mihajlovic, volume due, il serbo sembra avere tutta l’intenzione di prendersi la scena. E la sfida contro il Trapani ne è stata una prima, illuminante, dimostrazione. Nel 7-1 con cui i granata si sono agilmente sbarazzati della compagine siciliana, l’ex Inter ha esposto sul rettangolo verde tutte le qualità in suo possesso. Visione di gioco, dribbling, tiro, precisione: il repertorio del Ljajic versione 4-2-3-1 è ricco ed imprevedibile. La manovra offensiva passa per larghi tratti dai suoi piedi, traendone spesso e volentieri concreto giovamento. Gli assist confezionati alla fine sono tre: per la prima rete di Belotti, per la manita di Obi e per il gol di Falque. Quello per lo spagnolo è un vero e proprio gioiello: pallone controllato sull’out destro, pausa tattica in attesa del movimento giusto, azione convergente verso il centro e inaspettato scavetto d’esterno a servire il compagno che di prima batte Marcone. Certo, l’avversario di gran lunga inferiore non permette eccessive esaltazioni, ma il valore della giocata resta e lancia segnali importanti in vista del campionato, ormai alle porte.

“Ljajic in quel ruolo al centro del campo è importantissimo, può fare tutto. Parole al miele, quelle di Mihajlovic nei confronti del suo connazionale. Dichiarazioni che dimostrano la centralità assunta dal classe ‘91 nel progetto Toro. Del resto è stato il campo a dimostrarlo. Più volte nel corso del match il venticinquenne di Novi Pazar ha tenuto le redini del gioco. Fraseggio con i compagni sulla trequarti, uscite a liberare gli spazi centrali e giocate improvvise a favorire gli inserimenti in area, tanto di Belotti, quanto di esterni e centrocampisti. E se le premesse sono queste, il Toro può ben sperare per il futuro. Stagione complessa, quella che attende i ragazzi di Mihajlovic, con ambizioni europee mai nascoste e colpi di mercato ancora da rifinire. Oltre al Gallo, una certezza potrebbe essere proprio Ljajic che nella prima uscita stagionale ha dimostrato di poter illuminare la squadra con estro ed eleganza. Qualità da fantasista o, più semplicemente, da numero 10.

 

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30 Commenti

  1. Da un lato c’è da sperare che non giochi sempre come ieri sera se no a gennaio ce lo portano via. I numeri da altissimo livello li ha, se è continuo…ciao. A meno che bracciamozze gli metta addosso 100 cocuzze di clausola. Ljajic è ancora giovane.

  2. Concordo alquanto con la tesi di @Mimmo. C’ha un caratteraccio e spesso si crede sto caz.o. Pensa che tutto il mondo giri intorno a lui e quando non gli riescono le giocate che ha in mente, invece di allentare e cercare palleggi più semplici ed utili per la squadra, si scazza, ostinandosi egoisticamente a cercare soluzioni che neanche Messi e Ronaldo. Servono più umiltà e dedizione a servizio della squadra; non è difficile da capire, cavolo. Dai, un piccolo sforzo e vedrai che ti divertirai mooolto di più. E ci divertiremo di più anche noi.

  3. Senza considerare la partita di ieri.
    Io ero scettico al suo acquisto, l’ho sempre considerato discontinuo, troppo discontinuo.
    Ma se vai in “doppia doppia” cifra il tuo l’hai fatto eccome.
    Speriamo di confermi come lo scorso anno, magari con un pizzico di continuità in più.

  4. La partita di ieri non fa testo. Era praticamente un allenamento, e anche soft. Riaggiornerei l’articolo al campionato, sperando possa essere dello stesso tenore, visto che abbiamo costruito tutta la squadra attorno a lui.

  5. Gran parte della fortune della nostra stagione passano dalla testa di Adem.
    Quest’anno ha tutto dalla sua parte. La posizione di campo preferita, dei compagni di reparto affiatati e micidiali, la fiducia dell’allenatore e il calore della piazza, i piedi quelli ce li ha dalla nascita.
    La testa ragazzo, usa fino in fondo quella testa, anche nelle giornate no.

  6. Possono anche non essere sempre decisivi, ma lui e Iago danno tanta qualità , quindi quando c’è ne sarà bisogno invece di dargli addosso cerchiamo di invitarli, ragazzi lo scavetto per il gol di iago ed anche lo stesso gol roba da fantacalcio. Continuò a credere che il gallo con quei 2 vicino ne guadagni tantissimo altro che in coppia con immobile

  7. Adem da trequartista è tutta un’altra cosa. Il mister però dovrebbe spiegarci perché per 6/7 mesi ce lo ha propinato come esterno. Eppure si vedeva lontano un miglio che quello non era il suo ruolo.

  8. Adoro questo giocatore, è un piacere per gli occhi. E godo doppio pensando a chi è pronto a sparargli a zero, ma da mesi non può farlo perchè Ljajic corre, inventa, recupera e fa tutto quello che dovrebbe fare un giocatore di classe assoluta. GRANDE ADEM.

  9. I dubbi su Ljajic sono esclusivamente di tipo caratteriale, la tecnica e la classe non sono minimamente in discussione. Solo che non siamo il Real che può permettersi di avere qualcuno a mezzo servizio che tanto ne ha altri 10 fenomenali. Ljajic, tatticamente, è tosto da sostenere. Se trova continuità e non scazza, se gioca con il piglio del leader anche contro le big, ti fa svoltare. Sennò è un orpello bellissimo ma costoso, tatticamente e finanziariamente. La speranza è che maturi e trascini il Toro soprattutto quando il gioco si fa duro.

    • La continuità non è la qualità dei fantasisti, tranne che per pochi fenomeni. Guarda Ilicic che alterna annate fantastiche ad altre assurde. Solo l’ultimo anno il Papu Gomez è stato continuo (merito di Gasperini?). O rinunci ad uno in quel ruolo (ormai sono pochi gli allenatori che utilizzano un fantasista dietro le punte) oppure accetti anche prestazioni non belle, con la speranza però che possa sempre risolvere la partita da un momento all’altro. Di meglio in giro, salvo andare su fenomeni non alla nostra portata, non vedo.

      • per continuità non intendo certo partite da fenomeno in serie ma che, almeno, quando non è in giornata di grazia, non mandi in bambola la squadra estraniandosi. E’ sempre stato il suo limite: se scazza diventa dannoso. L’auspicio è che impari a rendersi utile come un giocatore qualsiasi quando non è ispirato piuttosto che mollare completamente.

        • Il problema è che mentre tutti gli altri si impegnano in copertura, Belotti compreso, lui se ne sta quasi sempre fermo davanti ad aspettare che gli arrivi la palla. Quando è in forma e fa belle giocate nulla da ridire, quando non ne azzecca una invece fa incazzare. Dovrebbe rientrare di più a dare una mano, così anche nelle giornate di poca qualità potrebbe rendersi utile con un po’ di quantità.

          • Qualcuno in avanti la palla dovrà prenderla… dopo che gli altri l’hanno recuperata 🙂 🙂

  10. Non mi aspetto che faccia 38 gare con la stessa qualita’ di ieri. Sarebbe Messi. Pero’ neppure 10 come fino ad oggi.
    Se trova un po’ di continuita’ di rendimento e’ un giocatore che sposta gli equlibri di una stagione.

  11. Ha dei limiti fisici (come Falque del resto), ma dei gran piedi. Contro le piccole squadre fa sempre grandi partite, contro le squadre forti spesso non riesce ad essere decisivo. Comunque un bel giocatore ed è in ogni caso il massimo che possiamo permetterci nel ruolo, al momento (finchè non arriverà uno sceicco tipo quello del PSG).

      • Parli del “vater”….??? Io lo avrei preso a calci nel deretano ben prima della fine del suo ultimo campionato al Toro, vista la nulllità del suo gioco.

        Per quanto riguarda l’allenatore asino in panchina, ne riparleremo a suo tempo quando si giocherà contro squadre all’altezza.

        P.S.: Tu sei “vedovo” di cervello…e si legge e si vede.

    • Certo che è uno scarsone: carattere di m…., discontinuo, quando non è in giornata (8 volte su 10) si eclissa completamente dal match e quando riceve palla si ostina nel dribbling, peccando di egoismo e cercando soluzioni impossibili.

      E se non lo fosse stato, la Roma non ce lo avrebbe certo mollato a “poco prezzo” (senza contare tutta la telenovela messa su dal suo entourage per due mesi, prima di “convincersi” a giocare nel Toro, con richiesta insistita addirittura di inserimento, nel suo contratto di calusola rescissoria per 12 milioni) ed in più non giocherebbe nel Toro, bensi in una squadra europea di alto livello.

      Vedremo come se la cavera nei matches che contano e non contro una squadra di serie inferiore, in una partita di mero allenamento.