L’Under 21 in visita ad Auschwitz, Benassi: “Non avere il coraggio di dire nulla”

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Benassi Auschwitz
CAMPO, 25.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 6.a giornata di Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Marco Benassi

Il ct della nazionale italiana Under 21, Gigi Di Biagio, questa mattina ha accompagnato la propria squadra in visita al campo di concentramento di Auschwitz

Dopo la convincente vittoria a Cracovia per 2-0 contro la Danimarca, nel match d’esordio all’Europeo in Polonia, la nazionale Under 21 quest’oggi si trasferirà a Tychy dove domani affronterà la Repubblica Ceca. Prima di raggiungere la cittadina, la squadra Azzurra questa mattina si è però recata a visitare il campo di concentramento di Auschwitz. Erano stati gli stessi calciatori azzurri negli scorsi giorni a manifestare l’intenzione di recarsi al campo di sterminio. La delegazione, con a capo il ct Gigi Di Biagio e il capitano Marco Benassi, ha posato una corona di fiori all’interno del campo. Il centrocampista del Torino, su Twitter, ha poi postato un commesso messaggio: “Camminare tra blocchi e camere a gas. Immaginare la sofferenza e le atrocità. Non avere il coraggio di dire nulla. Se non fare memoria”.

 

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41 Commenti

  1. SpakkaLaGobba Spakkalagobba a.k.a. Il mercato non decolla... Le nostre palle però decollano che è un piacere.... Secondo l'ESA stanno formando un nuovo anello intorno a Saturno.

    Non sono d’accordo con te Tric 15:24. Qui non di tratta semplicemente di fare cultura. È una chiara e deliberata presa di coscienza. E ossì che ce n’è bisogno, ma tanto tanto tanto. Tranquillo che l’allegria normale dei ragazzi non ne partirà. Forse sarà solo un po’ più sana. Meno bunga bunga. Meno stile bamboccione che si sposa con un’incappucciata. Per me questi ragazzi hanno già vinto. Quelli che hanno perso (un esempio purtroppo tra mille) sono i bimbi asfissiati dal gas in Siria.

  2. Sono nato a pochi Km da dal campo di concentramento di Fossoli ( Carpi ) , nn era un campo di sterminio , ero un bambino e la maestra ci portò al campo , lo stato d’ abbandono nn permetteva di capire molto , per lo più macerie. Ma subito dopo andammo al museo del deportato sito nel castello di Carpi, e li ci si rende conto cosa fosse quel posto. Nn era un campo di sterminio quello di Fossoli era un campo di raccolta da dove partivano i vagoni dei deportati nei campi di sterminio. Sono passati più di 40 anni ma ricordo molto bene cosa ho provato nel museo . Nn ci sono più tornato, una volta ti basta , capisci subito tutto, nn c’ è spazio a diverse interpretazioni , solo orrore.

  3. Secondo me, nel corso di un torneo come quello in corso, non avrei portato i giovanotti in questo posto opprimente. Per far cultura, ammesso che ce ne sia bisogno, possono andare a titolo personale quando vogliono. Forza ragazzi, che in allegria si vince ed il mondo, anche se è un po’ una schifezza, non è tutto così, soprattutto alla vostra età!

  4. Una delle pagine più crudeli scritte dall’uomo, un luogo dove le atrocità più impensabili erano la norma, un luogo dove la presenza di un Dio era impalpabile. Non sono un “buono”, ma ascoltare le testimonianze di quell’epoca mi fanno accapponare la pelle e mozzare il fiato. Bravi azzurrini, così si collabora a non far dimenticare.

  5. Senti VM, uno può essere contrario o a favore alla pena di morte e a parte il fatto che anche una persona condannato a morte deve avere una sua dignità nel morire, ce da aggiungere che comunque non puoi uccidere una perché ruba o perché e solo un rom che non stanno simpatici a nessuno me compreso ma insomma sterminarli mi sembra esagerato e soprattutto non razzista… di più.