Niang, esordio in sordina: il Toro lo aspetta, Mihajlovic lo sprona

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Esordio con più ombre che luci per M’baye Niang ma le attenuanti del caso ci sono: il Toro e Mihajlovic lo aspettano

Circa 15 milioni spesi e una trattativa lunga e sfinente che si è conclusa soltanto all’ultimo giorno di mercato. Il Toro voleva Niang e il giocatore voleva assolutamente vestire la maglia granata. Un desiderio che si è realizzato proprio allo scadere della sessione di mercato e che ha reso Niang uno dei giocatori più attesi dal tecnico e dai tifosi. Mihajlovic lo conosce e lo stima e il rapporto tra i due ha fatto sì che il tecnico serbo lo lanciasse dal primo minuto già contro il Benevento. Allenamenti in gruppo contati, un affiatamento che, giocoforza, non può ancora essere al massimo così come la condizione fisica non hanno intaccato la decisione dell’allenatore granata che lo ha voluto vedere immediatamente all’opera. Il suo arrivo all’ombra della Mole va sicuramente a rinforzare un parco attaccanti già di per sé ottimo ma al Vigorito, la miglior condizione e il vero Niang, quello che sulla carta dovrebbe fare la differenza, si sono visti solo in pochi frangenti. Qualche buona sgroppata che gli ha permesso di sfruttare la sua velocità e lasciare indietro gli avversari, un controllo di palla in grado di ammaestrare anche lanci lunghi stoppando la sfera a terra senza alcun apparente problema e un potenziale tecnico che certamente non è nuovo al panorama calcistico italiano né al tecnico. M’baye Niang, d’altronde, non è l’ultimo arrivato nel nostro campionato e di esperienza ne ha da vendere. Caratteristiche che, nonostante una prestazione decisamente non brillante, lo rendono un giocatore al quale, per il momento, è lecito se non d’obbligo accordare tutte le attenuanti del caso.

Pochi allenamenti con i compagni, una preparazione fisica lontana dall’essere al top e un inserimento negli schemi del suo nuovo tecnico ancora da rifinire rendono la prestazione, poco convincente per la verità, non del tutto da buttare. Pochi sprazzi di luce, si diceva, ai quali fanno eco le molte palle perse, i passaggi sbagliati, simbolo di un’intesa con i compagni ancora da trovare, e un’occasione da gol sprecata nel primo tempo quando, invece di stoppare di petto complicandosi la vita, avrebbe potuto concludere a rete di testa. Meglio nella ripresa dove trova un po’ più di facilità nei movimenti ma non riesce mai a rendersi davvero incisivo, sprecando le poche occasioni che gli capitano tra i piedi. Alti e bassi che alla sua prima uscita con la maglia del Toro non possono non essere perdonati, come si diceva, e soprattutto compresi così come ha sottolineato lo stesso Mihajlovic nella conferenza post-partita: “È la prima partita, deve trovare forma fisica e intesa. Non è giudicabile. Con lui in forma, sicuramente certe situazioni che si sono presentate nel primo tempo sarebbero state condotte diversamente: non ha puntato l’uomo quando poteva. Lavorare, lavorare, lavora, dunque: questo l’obiettivo di Niang per farsi trovare pronto, a partire già da un suo possibile esordio al Grande Torino con la Sampdoria.

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18 Commenti

  1. Grandissime soddisfazioni, stasera: le merde zebrate sono state “schiacciate” dalla Pulce, come meritavano, meritano e meriteranno.

    Ma soprattutto grande Davide, grandissima partita e goal: uno sputo catarroso in faccia a tutte quelle “pseudomerde del forum che si dichiarano tifosi del Toro” che ti hanno sempre insultato affibiandoti quei nomignoli del cazzo e che ti hanno definito “terzino mediocre”.

    A tutti loro, stasera, va il mio più sentito e devoto “vaffanculo”.

    • sono d’accordo sul discorso “pseudomerde” perché non è giusto chiamare un proprio giocatore zappagobbo, ecc.

      non sono invece d’accordo sul fatto che sia un buon terzino, tant’è che parrucchino l’ha schierato come esterno dx di centrocampo nel 3-4-3 di ieri sera, ruolo a lui sicuramente più congeniale rispetto a quello di terzino dx della retroguardia a 4 da cui sinisa non si discosta mai

      davide è bravissimo a spingere e non crea grossi pericoli alla propria retroguardia quando schierata con tre difensori centrali di alto livello (come nel chelsea)

      un po’ la stessa cosa che mihajlovic aveva detto di peres (giocatore adatto a fare l’esterno in squadre di alto livello che spingono molto perché dietro hanno comunque difensori di livello assoluto)

  2. perché mihajlovic per dare fiducia a niang lo ha fatto giocare dal primo minuto avvolte i giocatori sono sensibile poi comunque lo spagnolo non ne di più di lui aspettiamo boye su quella fascia è così …mentre falque non ha problemi…

  3. Messi mostruoso ,cristiano Ronaldo mostruoso, la Juve patisce questi giocatori e squadre ,ma patisce anche il toro se non rubano o culo …torniamo al toro x niang spero che non ha
    A testa Balotelli che si dia da fare …comunque se ci mettono serietà come il nostro Moretti ,grinta Belotti ,e classe di falque, e sicurezza di Sirigu avremo una squadra al top con impegno di tutti…

  4. Niang in forma (deve smaltire almeno 2 / 3 kili) è micidiale. Ha solo bisogno di giocare con continuità. Ecco perché Miha lo ha schierato anche se non era palesemente in condizione. Dobbiamo avere solo pazienza. Tra un mese (ma anche due, dai…. ) la sua esplosione sarà epocale, con tanto dì rosicamento milanista (con la loro squadra che galleggerà a metà classifica nella terra di nessuno). FORZA TORO SEMPRE!

  5. A Benevento ha fatto poco ma ci stava, si sta riprendendo dallo “stress”. 🙂
    Io se mai l’avrei fatto subentrare.
    Quei tre che circondano Belotti però hanno delle caratteristiche comuni.
    Sono discontinui, spesso non la passano e portano troppo palla.
    Ne risente anche il Gallo.
    Sono un po’ tre prime donne.
    Però tutti possono risolvere qualsiasi partita da un momento all’altro.

  6. Accertamenti strumentali per Acquah e Obi, usciti anzitempo domenica a Benevento, e per Boyè post infortunio rimediato nella fase della preparazione precampionato a Stans. Gli esami hanno evidenziato per Joel Obi una lesione muscolare al bicipite della coscia sinistra: previsti accertamenti strumentali di controllo tra 10/15 giorni. Di minore entità l’infortunio occorso ad Afriyie Acquah: sofferenza muscolare al bicipite della coscia sinistra per la quale, giorno per giorno, se ne valuterà l’evoluzione clinica. Gli esami per Boyè, infine, hanno confermato i progressi evidenziati negli ultimi allenamenti personalizzati: l’attaccante nei prossimi giorni tornerà a lavorare in gruppo con i compagni