Torino-Bologna, maglie all’asta per le vittime del terremoto

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Le maglie dei giocatori che domenica giocheranno Torino-Bologna saranno messe all’asta: i proventi indirizzati alle vittime del terremoto del Centro Italia

Come comunicato dal club granata, per sostenere le popolazioni vittime del terremoto Torino e Bologna metteranno all’asta tutte le maglie dei giocatori delle due squadre che scenderanno in campo domenica sera, in occasione della gara casalinga del Grande Torino.

Maglie in vendita su eBay la prossima settimana tramite la Onlus Amo di Pescara. L’intero ricavato sarà utilizzato per interventi diretti sul posto, in collaborazione con la Protezione Civile, la Croce Rossa e le istituzioni locali.

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7 Commenti

  1. Un saluto a tutti. Siete molto cari 🙂
    La mia famiglia e i miei compaesani sono stati molto molto fortunati, me ne rendo conto. Il mio pensiero va a chi non c’è più e a chi non ha più niente. La speranza è che questa unità d’intenti continui anche dopo. Noi ci siamo, con la nostra solidarietà. Speriamo che ci siano anche “loro”. E’ un dovere.
    Nel frattempo mi strapazzo un po’ il mio cagnolino, pensando a tutte le unità cinofile che lavorano senza tregua. Ciao e buonanotte. 🙂

  2. Ciao Zappology@ leggo sempre con interesse i tuoi post. Non sei mai banale mai offensivo ed i tuoi giudizi sempre arguti e pieni di amore per il Toro.
    Grazie per la tua testimonianza. Ciò che hai scritto e’ terrificante e fotografa esattamente ciò che è accaduto e l’impotenza che in quei momenti si prova. Per ciò che può valere ti sono vicino. Un abbraccio granata a te e ai tuoi cari. FVCG

  3. Coraggio a tutti voi che ne siete direttamente coinvolti, sperando che non abbiate avuto perdite familiari. Le case si ricostruiscono, le persone care purtroppo no. Speriamo che non ritorni il solito fatalismo e che si metta mani al consolidamento degli edifici. I tecnici ci dicono che i mezzi e le tecnologie sono esistono. Non potranno forse togliere il rischio al 100%, ma sicuramente preserveranno la vita di tanti che altrimenti morirebbero. Coraggio, donazioni e pressione a che si realizzino queste opere

  4. Grazie per il racconto, Zappology.
    Una piccola nota. La scala Richter e’ logaritmica, il terremoto magnitudo 3 che hai provato era mille volte piu’ debole del magnitudo 6 di qualche notte fa, non la meta’. Giusto per darti un’idea di quanto piu’ intenso possa essere.
    L’effetto su edifici/persone, comunque, dipende anche da molte altre variabili.

  5. Io sono partito un’oretta fa da Leonessa (25 km da Amatrice). Ora sono fermo a casa di amici vicino Rieti per vedere come stanno. Sono andato a prendere delle cose che i miei hanno lasciato al paese il pomeriggio del 24. Verso l’una c’è stata una “scossetta” d’assestamento abbastanza percepibile e mi sono letteralmente cagato addosso. Una roba da niente perché i carabinieri di qui mi hanno detto che era di magnitudo 3. Metà intensità di quella che ha ucciso quasi 300 persone (per il momento ahimé 🙁 ). Nemmeno riesco a immaginare l’angoscia provata. I miei, naturalmente dormivano. Mia mamma è stata svegliata dal boato tipico che si sente prima di un terremoto. L’ho provato nel 2009 e non lo auguro a nessuno, sembra un monito infernale. Mi ha raccontato che prima hanno iniziato a tremare le persiane. Poi i vetri delle finestre. Le tegole del tetto. Poi il letto, il mobilio interno della casa. D’istinto hanno acceso la luce. La cosa terrbile era il rumore. Statatatatatatatatatatatatatata.. A un certo punto, la luce è andata via. Pian piano il tremore si è assopito. Nemmeno un secondo dopo è riniziato. Statatatatatatatatatatatatatata.. Poi stop! Per il momento. Sono scesi e per strada già c’era tutto il paese. Sono stati mezzora nella Piazza. Poco dopo, alle quattro è arrivato il sindaco con una volante della municipale e li hanno scortati al campo sportivo. Un centinaio di persone in tutto. Lì la seconda scossa, fortissima. E così fino alle tre di pomeriggio. Alle sei di sera sono riusciti a partire perché le strade erano tutte bloccate. A casetta mia, come in tutta Leonessa e frazioni, nessun danno rilevante, fortunatamente. Questo perché dopo il terremoto del 1979 e del 1997, le ricostruzioni e i restauri sono stati fatti adeguandosi alle norme antisismiche. Un po’ come successo a Norcia, che ha preso una bella schicchera verso le cinque e mezza. L’atmosfera era spettrale. Non c’era nessuno. NESSUNO! Solo io, porca eva. Sono arrivato verso le nove e fino alle due e mezza / tre non ho visto nessuno. Nemmeno chi vive lì (una quarantina di persone). E solitamente, in questo periodo, è pieno di gente, sia per una fiera che fanno questo fine settimana in un paese qui vicino, sia proprio per la Sagra dell’Amatriciana. L’unico segnale di presenza umana è la spesa non consumata, da chi era qui ed è dovuto fuggire, davanti al capanno del Campo Sportivo. Nel tempo verrà portata ad Amatrice e Accumoli. Sciacalli permettendo.. (ma dovrebbe esserci Peppe di guardia, un simil Willie dei Simpson, eccezion fatta per il kilt).