Il Toro cresce anche nella gestione del vantaggio: ora non c’è più paura

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CAMPO, 2.10.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 7.a giornata di Serie A, TORINO-FIORENTINA, nella foto: Adem Ljajic e Sinisa Mihajlovic

Nelle ultime partite si è visto un atteggiamento diverso nei minuti finali: i granata continuano a costruire gioco per non subire il ritorno degli avversari

I due successi consecutivi contro squadre importanti come Roma e Fiorentina hanno ridato entusiasmo all’ambiente granata, dopo l’avvio difficoltoso. Il Toro è tornato al successo quando è rientrato in campo il suo trascinatore Belotti. Per i granata il “Gallo” non è solo un goleador, ma nei suoi atteggiamenti e nel suo spirito di sacrificio incarna alla perfezione i valori del Toro con la “T” maiuscola. L’attaccante è stato protagonista di alcuni recuperi straordinari in fase difensiva contro la Fiorentina, che hanno meritato gli applausi scroscianti del pubblico del “Grande Torino”.

Non solo Belotti, ma tutta la squadra ha dimostrato grande sacrificio e intelligenza nella gestione del finale degli ultimi due match. I granata hanno saputo mantenere il risultato di vantaggio contro due squadre molto forti, senza mai mostrare eccessive difficoltà: la squadra non è andata in apnea, ma ha continuato a costruire gioco e a creare occasioni. La grande differenza rispetto alle passate stagioni è stata proprio questa ricerca del gioco offensivo, anche nei momenti in cui a dover trovare i gol a tutti i costi erano gli avversari.

La gestione del finale della partita contro la Fiorentina ha mostrato la personalità e la consapevolezza di questa squadra. Una consapevolezza che non si vedeva da anni. Il Toro ha gestito il vantaggio nella metà campo avversaria e non ha mai smesso di creare gioco. Lo stesso Sinisa Mihajlovic ha dato un segnale quando ha deciso di sostituire un giocatore fisico (e potenzialmente più utile nel recupero e nella difesa della palla) come Boyé, con uno molto più tecnico e meno votato alla fase difensiva, come Ljajic. Questo per comunicare alla squadra che il vantaggio non sarebbe stato da difendere nella propria metà campo, ma in quella avversaria.

E così il Toro ha fatto, creando a più riprese occasioni per aumentare il vantaggio, procurandosi un rigore (non visto dall’arbitro) e costringendo la Fiorentina a ripiegare per difendersi. Il gol subito è stato un errore di comunicazione tra i centrali granata. Nonostante questo episodio il Toro non si è intimorito e ha continuato a fare la propria partita. La sofferenza è stata minima, come le occasioni per i viola di pareggiare la partita.

I granata hanno gestito i minuti di recupero prevalentemente nei pressi della bandierina del calcio d’angolo, in zona d’attacco, grazie proprio al subentrato Ljajic che, insieme all’inesauribile Belotti, ha fatto impazzire la difesa viola costringendola a rimanere schiacciata nella propria metà campo. Un atteggiamento che si potrà anche pagare in qualche occasione, ma che alla lunga porterà più benefici che risultati negativi.
Il Toro deve essere anche questo: tanto rispetto, ma nessun timore delle avversarie.

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1 COMMENTO

  1. Questo è un punto molto intelligente, a mio parere. Questo è il punto giornalisticamente più rilevante. Qui si può criticare a ragione Ventura ed elogiare Mihajlovic. Non su mille altre cavolate senza senso. Questo nonostante nelle prime partite (e pure contro la Roma) si siano presi gol pochi istanti dopo averne segnato uno. Comunque contro giallorossi e viola si è visto un salto di qualità. Mentale ancora più che tecnico. Ho due immagini in testa: la prima è Bruno Peres che fa un fallo da ammonizione su Belotti scatenato subito dopo il 2-1 di Totti su rigore. Avevamo preso gol, ma eravamo di nuovo al limite della loro area. La seconda immagine è Adem che slalomeggia sulla linea di fondo. Da campionissimo. Una goduria. E la palla bella lontana da Hart, il tempo che passa. Roba da grandi squadre. Con Ventura questo non succedeva o è successo solo a inizio 2015, ne nostro periodo migliore. Anche l’anno di Cerci e Immobile pativamo tantissimo (vedi 3-3 a Roma con la Lazio o Torino-Parma 1-1)