Mihajlovic supera Radice: il secondo attacco della A segna più del Toro ’76/’77

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Belotti
CAMPO, 28.8.16, stadio Olimpico Grande Torino, 2.a giornata di Serie A, TORINO-BOLOGNA, nella foto: Andrea Belotti

Diciassette reti nelle prime otto gare per l’attacco del Toro di Mihajlovic che supera il record di 15 gol dei granata di Radice della stagione 1976/77

Che il trend del Toro sia cambiato lo si era già visto nelle scorse partite e ieri è arrivata un’ulteriore conferma: la squadra di Mihajlovic vince, convince, e soprattutto segna, tanto. Dopo il dovuto periodo di assestamento delle prime giornate di campionato i granata sono diventati una vera e propria macchina da gol che ha letteralmente spazzato via il poco cinismo sotto porta che ha spesso ostacolato i campionati passati. Palloni spazzati i tribuna, fatica a centrare la porta e gol mangiati in maniera incomprensibile sono solo un bruto ricordo. Adesso la palla entra, e a ritmi forsennati.

Il problema sembra quindi definitivamente archiviato. Già dopo il match contro la Roma, nonostante i pareggi a reti inviolate contro Empoli e Pescara, il Toro era riuscito ad eguagliare il record di gol segnati nelle prime 7 giornate, ben 13, di un altro grande Toro: quello dei 50 punti, dello scudetto sfiorato e perso per una sola lunghezza, quel Toro del 1976/77 che aveva fatto letteralmente impazzire i propri tifosi. I granata di Mihajlovic come i granata di Radice, insomma.

E ieri sera, Ljajic e compagni sono riusciti a fare ancora meglio. Quattro gol, di cui una doppietta eccezionale del numero 10 granata, che hanno annichilito non solo il Palermo ma anche il record proprio del Toro di Radice. Salgono infatti a 17 le reti del Toro messe a segno nelle prime 8 giornate, due in più del Torino targato 1976/77 che, a sua volta, aveva eguagliato la squadra del 1949/50 a quota 15 reti. Era un Toro eccezionale, quello di Radice, che riuscì a fare addirittura meglio dell’anno precedente, quello dello Scudetto, almeno in termini di gol. A fine stagione, infatti, le reti messe a segno dai granata furono 51, di cui 15 nelle prime 8 giornate, contro le 49 dei campioni d’Italia della stagione 1975/76 che nelle stesse 8 partite ne misero a segno soltanto, si fa per dire, 12.

Otto partite e 17 gol: un risultato, forse impensabile fino a poco tempo fa, che catapulta il Toro al quarto posto in classifica e che fa di Belotti e compagni il secondo attacco del campionato con lo stesso numero di reti della Juventus, leader della classifica. Con un ruolino di marcia del genere è davvero lecito sognare e le vertigini sono un “prezzo” che si è ben disposti a pagare.

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28 Commenti

  1. questo e’ il miglior Toro che ho visto dai tempi del Mondo (che poi non e’ che producesse questo gran bel calcio): detto questo, penso non abbiamo la rosa per reggere a questi livelli. un infortunio di persone chiave (ie: senza il Gallo abbiamo fatto cagare), un calo fisico dei recupera palloni alla Benassi, etc, e potremo ridiventare una squadra normale. la grande diversita’, oltre alla mentalita’ vincente, sono le giocate di classe dei singoli: e mentre nell’anno del 7 posto ne avevamo solo uno di genio (Cerci) ora sono 3-4 che possono produrre la giocata risolutiva (Ljajic, Iago, Baselli, Gallo), per cui diventa difficile per i difensori avversati bloccarli tutti. Sull’Europa League magari un 50 o 100 Euro ce li scommetterei….a quanto ci danno i bookmakers?

  2. I record sono fatti per essere battuti, Il paragone è però impossibile. Le regole del calcio moderno sono fatte per favorire lo spettacolo e dunque gli attaccanti. Segnare oggi è più facile. I difensori davano botte da orbi e mai venivano ammoniti (vedi Gentile con Zico e Maradona in Spagna ’82). E i retro passaggi nelle mani dei portieri quanto aiutavano i difensori?

  3. Stiamo con i piedi per terra, anche l’anno scorso si parlava di champions dopo le prime 8 partite. Abbiamo una rosa limitata rispetto e qualità inferiore rispetto ad altre 7 squadre, per cui godiamoci queste belle vittorie senza voli pindarici. Degli obiettivi meglio parlarne a gennaio febbraio…

  4. Non penso sia un paragone calcistico ma puramente statistico: anche il Toro di Camolese eguagliò il Grande Torino vincendo 8 partite di fila (anche se in serie B)….
    Ci vuole solo un po’ di buon senso.
    Questo Toro ad oggi non è lontanamente paragonabile a certi “Tori” vincenti, ma la speranza è che possa togliersi e toglierci delle soddisfazioni.

  5. Paragone inopportuno.
    La novità tecnica e d’approccio mentale di Radice era rivoluzionaria in quel calcio generalmente imbalsamato e vecchiotto.
    Oggi, con tecnologie sportive e tecniche al servizio del calcio giorno e notte, non sarebbe possibile avere innovazioni di tale portata come con Radix.
    Ma Miha in questo momento è proprio quello che serviva, e qui il grazie va a chi l’ha preso: Cairo e Petrachi.

  6. Da sempre dico che prima di gasarsi o di abbattersi aspetto di vedere almeno una decina di partite. Otto sono andate e ne mancano ancora un paio. Saranno con Lazio e Inter e se saranno altri 6 punti allora potremo iniziare a sognare seriamente. Farlo adesso mi pare ancora troppo presto. Ciò non toglie che già ora la soddisfazione è ai massimi.

  7. Siamo al delirio? L’attacco autorizza sogni, ma il resto dell’impalcatura per ora regge solo grazie ad una buona dose di fattori astrali favorevoli: da Castan che non si rompe (miracolo? Bravura? Anche se fosse culo va bene cosi….) a Barreca ripreso per i capelli etc-etc….
    E’ vero però che io nel 75 ricordo bene mio padre che alla prima partita in casa al comunale diceva a mio zio: ma dove vuoi che andiamo con i Caporale (scarto del Bologna, modello Rossettini….) e con i ragazzini come Pecci e Pat Sala? Mentre lo dico mi accorgo di straparlare, però era da troppo tempo che non respiravo granata come ora, e che non vedevo il Toro aggredire gli avversari con grinta e tecnica. Non mi pare vero fratelli.

  8. È giusto godersi il momento, fare paragoni esaltanti, sognare. Purché non si perda di vista la reale dimemsione delle cose. A scorrere la classifica si nota una Fiorentina poco sopra la zona retrocessione (lo scorso anno c’era la gobba li, per dire…), Napoli e Inter, di gran lunga più forti di noi, ci inseguono. Il Milan, che senza interventi massicci a Gennaio rischia di sprofondare, pare invece una seria rivale dei gobbi. Noi siamo li, a ridosso della zona CL. Godiamocela e sogniamo in grande. Però consci del fatto che non è ancora questa la nostra dimensione, che la squadra sta facendo qualcosa sopra le righe e che, salvo favole alla Leicester, difficilmente durerà per tutto il torneo. La speranza è che quando le cose dovessero iniziare ad andare meno bene (fisiologico), non si perda questo spirito positivo e non ricominci a dare addosso a calciatori, mister e società. Quel che conta in questo primo anno è far le cose per bene impostando un’ossatura di squadra e assimilando un sistema di gioco e una mentalità che dalla prossima stagione possano davvero farci ambire a concludere il torneo nell’attuale posizione di classifica senza occuparla solo per un breve periodo, anche per demeriti altrui.

  9. Stamane al bar, parlando con un gruppo di fratelli di virus, ho avvertito la sensazione di come l’europa league sia un traguardo di ripiego. Alcuni l’hanno nominata!!!!!!!! L’altra coppa intendo. Mi si è aperto un mondo nuovo, magari irrealizzabile, ma solo il fatto di poterlo sperare mi ha fatto emozionare.

  10. Trionfo dell’irrazionalità. Tre belle partite e già Miha come Radice, erezioni di massa e bollori di vario genere assortiti … Dovessimo mai nelle prossime partite fare due pareggi così così, non dico due sconfitte, ci sarà gente che si suicida. Miha, l’oppio dei popoli!

    • Se si rivedono le statistiche mi sembra che non vi siano tracolli verticali nel girone di ritorno, eccezion fatta, paradossalmente, per l’anno del suo miglior piazzamento, quello con la Samp. Allora giocava come giochiamo oggi noi, con tre punte, faceva un calcio dispendioso, ma va ricordato che era stato anche l’anno in cui Er Viperetta gli aveva sfasciato la squadra a gennaio, per cui è difficile dire dove iniziasse il calo fisico o quello tecnico ( che non dipendeva dalla sua gestione ). L’anno scorso direi che se l’era cavata bene anche nel girone di ritorno, con qualche flessione qua e là a livello di punteggio: solo un Berlusconi ormai ben rimminchionito poteva cacciarlo. L’anno scorso giocava però più coperto.
      Certo è che vedendo partite come quella di ieri il rischio tracollo a metà ripresa esiste. E? vero che, dato il punteggio, ci eravamo anche un pò seduti, ma l’impressione è che la nostra sia una squadra che per fare sempre bene, come sta facendo, debba essere sempre intensa, altrimenti anche un Palermo s’impadronisce del centrocampo. Speriamo. In allenamento fa esercitare molto la squadra sull’intensità. In particolar modo fa una partitella con alcuni giocatori fissi oltre la linea del fuori, in modo che se la palla esce, viene subito rimessa in campo. Roba da infarto. Speriamo, il rischio tracollo potrebbe esserci, ma penso che si sia pensato come gestirlo.

    • Non sono d’accordo, la squadra ha risorse in panchina capaci di reggere sono in fondo. È una questione di testa, l’anno scorso eravamo la squadra che correva meno per tutto il campionato. È riuscito a sopravvivere a Genova all’operazione “svendita di gennaio” del tossico senza crollare, quindi…

    • Non succederà, allora il calcio era ancora uno sport, non ci sarà più lotta a due a tre o a quattro per lo scudetto, quello sarà assegnato ai gobbi ogni anno prima di cominciare, vedi che Napoli, Roma, Inter, Milan etc quando parlano di obiettivi dicono tutti: “per il secondo posto ci siamo anche noi”? Ormai il massimo obiettivo è quello per tutti, e mi chiedo perché col carattere chemioterapia ritrovo, continuo a seguire questa farsa…. Sarà la granatite…