Mihajlovic, Toro d’assalto. “Ora c’è tutta un’altra intensità”

13
3239
CAMPO, 10.7.16, Torino, Sisport, allenamento del Torino FC, nella foto: Sinisa Mihajlovic

Zappacosta analizza i cambiamenti rispetto all’anno scorso, e fa un paragone: “Sembra di lavorare con Conte”

Davide Zappacosta non nasconde le differenze sostanziali, profonde, che contraddistinguono gli allenamenti di Mihajlovic rispetto all’ex Ventura, sottolineando le novità che sono presenti nelle sessioni a cui li sottopone l’ex allenatore del Milan, aspetti nuovi che la squadra sta apprendendo in fretta.

L’ex granata ha continuato a soffermarsi su come sono cambiati i metodi di allenamento tra l’allenatore serbo e il ligure, dicendo che mentre Ventura, preferendo un gioco più ragionato, insisteva molto, in fase di non possesso, sul concetto dell’aspettare l’avversario, Mihajlovic, invece, propugna un gioco più dinamico, preferendo una costante fase di aggressione quando la sua squadra non è in possesso della palla. “Il mister” – ha detto Zappacosta riferendosi all’allenatore serbo – vuole la difesa alta, ci vuole molto aggressivi sin dalla linea di metà campo. Cerchiamo di fare elastico nel miglior modo possibile, per aiutare il pressing degli attaccanti, più avanti. Lavoriamo per facilitare il recupero della palla nella metà campo offensiva“.

Un Mihajlovic più alla Conte, conferma Zappacosta, “che per atteggiamento e concetti ricorda molto il tecnico della Nazionale. Anche Conte chiede intensità e cattiveria, vuole che non si molli mai, che si mantenga altissima la concentrazione e la pressione verso l’avversario“. Una differenza sostanziale che ha decisamente cambiato gli allenamenti: ora come allora non vengono meno corsa e meno sforzo fisico da parte dei giocatori, ma quello che verrà sarà un Torino con un approccio alla partita decisamente diverso, meno attendista e più aggressivo.

La conferma arriva anche dai giocatori: a contrapporsi sono due impostazioni mentali completamente diverse. La squadra sta lavorando molto per abituarsi ai metodi e ai dettami del nuovo allenatore, in modo da poterli attuare e metterli in pratica sul campo al più presto possibile.

Condividi

13 Commenti

  1. Il Milan visto ieri contro il Chelsea è anni luce avanti a quello di Miha e si che gli interpreti sono gli stessi, anzi ne mancano. Ha creato tanto e si è visto un gioco, con il serbo l’anno scorso squadra bassa, tanta legna a centrocampo e qualche contropiede sorretto per buona parte della stagione da Bonaventura (uno dell’Atalanta buono buono) e da Niang quando è passato al 442. Insomma “Montella vs Miha”…..come “mangiare vs vedere gli altri mangiare”.

  2. ad oggi mi sa che per l’assalto l’intensità da sola non basta. servono i colpi giusti, speriamo che la Brunexit sia il momento della svolta per questo Club, perché possa finalmente giocarsela alla grande con convinzione e senza paura. Non abbiatemene, ma sogno un anno senza coiti interrotti

  3. Il calcio può essere giocato in svariati modi ma alla fine quello che conta è avere giocatori validi e sani più ne hai e meglio è. Dopo 5 anni di Giampi un cambio era doveroso . Comunque questa squadra è incompleta .

  4. Una logica di gioco differente, dove conta avere una solida preparazione fisica ed i giusti interpreti. Per esempio a destra è più idoneo Zappacosta di Peres per questo tipo di atteggiamento. Più di corsa soprattutto dietro. Vedremo, l’idea mi piace ma andrà sviluppata ancora un bel po’. Lavorando serenamente e senza patemi.

  5. se corri di più, aumenti anche il morale, entri in partita prima; corri di più, ma il fisico, tramite il cervello, fa lo sconto. ho studiato a lungo queste teorie leggendo tuttosport fin da ragazzo. (sto scherzando eh!, su tuttosport)