Il tecnico granata, oltre al classico modulo con cui è solito scendere in campo, ha testa una nuova soluzione tattica

Nella serata di ieri il Torino si è aggiudicato il Memorial Sandro Criscitiello davanti ai 7000 dello stadio Partenio-Adriano Lombardi. Una partita non semplice per il Torino, che ha a tratti sofferto l’Avellino e, pur portandosi in vantaggio nel primo tempo con il gol di Nikola Vlasic, ha dovuto vincere la partita ai calci di rigore, con l’Avellino che ha trovato nella ripresa l’1-1 targato Di Maggio. Dagli 11 metri è glaciale Mascardi che para 3 rigori su 4 e regala la coppa al Toro. Nonostante alcune difficoltà dovute ad operazioni di mercato ancora da mettere a punto, Abate ha avuto modo di dare nuovi spunti per l’analisi tecnico-tattica del suo nuovo Torino.

Come sempre il Torino è sceso in campo con il classico modulo di Abate: il 3-4-2-1. Ad inizio gara Simeone è stato supportato da Vlasic e Njie, che hanno interpretato il ruolo dei trequartisti. Durante il corso della partita però, Abate ha avuto modo di testare ulteriori disposizioni tattiche senza però stravolgere la sostanza del suo gioco.

Dai due trequartisti alle due punte

Nel corso del secondo tempo è arrivato un cambio di modulo che ha portato il Torino a disporsi con un 3-5-2, con la scelta della doppia punta, in questo caso formata da Adams e Kulenovic e con un centrocampo formato da Fitz-Jim, Ilkhan e Casadei.

Con questa mossa Abate ha fatto capire come non sia da escludere la possibilità di vedere un Torino con più di un attaccante di ruolo in campo, specialmente grazie alla presenza di una seconda punta come Adams, abile a girare attorno a un centravanti più di spessore come può essere lo stesso Kulenovic o il capitano Duvan Zapata.

Necessario consolidare il reparto

Proprio in funzione di questa variante che pare piacere al tecnico campano la società granata avrà il compito di confermare e consolidare il parco attaccanti del Torino, che attualmente conta 4 elementi pronti alla Serie A (Simeone, Zapata, Adams e Kulenovic) e in più vede un Gabellini dal futuro tutto da definire e un Pellegri ai margini del progetto. Confermare dunque i giocatori presenti in rosa in quel ruolo sarà fondamentale per permettere ad Abate di sperimentare più sistemazioni tattiche nel corso della stagione che si appresta a cominciare e vedrà il debutto del Torino in Coppa Italia il 15 di agosto contro la Carrarese.

Ignazio Abate, head coach of Torino FC, gestures during the friendly football match between Torino FC and Vado FC.
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ultimo aggiornamento: 09-08-2026


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Fabio (febius6)
1 mese fa

Wow che ideona il 3-5-2!!! Roba proprio da scienziati del calcio! Ma io dico, hai 2 soli centrali difensivi decenti, non hai esterni offensivi, sei pieno di centrocampisti, il leader della squadra che nasce trequartista e un buon numero di attaccanti con anche della qualità…ma fai il 4-3-1-2!

toroscatenato
toroscatenato
1 mese fa

Un allenatore preparato non commette gli stessi errori del suo predecessore. E Abate proponendo il 3-4-2-1 ripete lo sbaglio di Baroni, perchè la rosa del Toro non ha gli interpreti adatti per questo modulo e perchè non si sfruttano le potenzialità dell’unico reparto decente: l’attacco. Abate è in grave ritardo… Leggi il resto »

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Reply to  toroscatenato

Adams e cacciimmano li vendono, e chissà chi altro partirà l’ultimo giorno, discorso inutile.

Kawasaki77
1 mese fa

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