Il Torino non ha, Cacciamani a parte, chi sappia saltare l’uomo e l’attacco si è indebolito: servirà coraggio e personalità per giocare una gara importante
Una nuova rubrica, a partire da oggi, accompagnerà settimanalmente i lettori di Toro.it. Nasce La lavagna granata: sarà il punto di vista di Mattia Leone, tifosissimo granata. Un’analisi che andrà ad arricchire le nostre pagine e che fornirà anche interessanti spunti utili alla discussione.
A Firenze è iniziato il campionato del Toro. La fine del mercato è il primo spartiacque della stagione e peccato che il ritiro, il precampionato e la Coppa Italia siano stati orpelli quasi inutili per Abate che ora si trova a tracciare una riga e a iniziare veramente il suo lavoro. Quello che si è visto al Franchi è frutto dei rinforzi nell’ultimo giorno di trattative ma anche della pochezza mostrata in quella giornata dall’avversario.
Giusto non esaltarsi troppo per la vittoria anche se, a pochi giorni dal nulla visto contro le riserve del Monza, la prestazione del Torino, specie dopo lo svantaggio, è stata di quelle che fanno venire l’acquolina in bocca.
Adesso arriva la Roma e per Abate si tratta di un vero e proprio crash test. Contro la squadra più in palla del campionato, che gioca a ritmi forsennati e segna e crea occasioni da gol più di tutti sarà interessante vedere che tipo di atteggiamento assumerà il Torino. Abate ha parlato spesso di coraggio e personalità. Contro la Roma saranno le basi per provare a giocare una partita importante.
Poi c’è l’aspetto tattico. Si parla tanto di difesa a 3 o a 4 ma al di là dei numeri sarà importante capire il vestito migliore di questo Torino per sviluppare la manovra. A bocce di mercato ferme si possono fare alcune considerazioni oggettive:
-Il Torino non ha, a esclusione forse di Cacciamani, giocatori che hanno facilità a puntare e saltare l’uomo (difficile quindi giocare con il 3-4-2-1 pensato forse in origine)
-La mancanza di un esterno di piede mancino a tutta fascia toglie un po’ di imprevedibilità alle giocate (e forse questa è la mancanza principale nell’attuale rosa)
-E’ necessario trovare la migliore collocazione a Casadei che non sembra adatto al centrocampo di palleggiatori pensato da Petrachi ma che può tornare molto utile in un ruolo di play offensivo mentre Oristanio resta di difficile collocazione
-L’attacco, con Zapata e Pellegri out, e Kulenovic che sembra di livello inferiore sembra essere il punto debole con i soli Simeone e Adams al momento affidabili ma anche difficili da proporre insieme vista la mancanza di alternative.
Che Torino aspettarsi allora contro la Roma? Per uscire dal pressing giallorosso non basterà calciare lungo il pallone e restituirlo così alla difesa avversaria vista la scarsa capacità di Adams e Simeone di difendere il pallone spalle alla porta. Servirà invece molto di più il palleggio già visto a Firenze sull’asse Mandragora-Braganca e Fitz-Jim e la capacità soprattutto di variare molto rapidamente il fronte dell’azione sfruttando gli esterni. Una giocata, per intenderci tipo quella che Braganca ha fatto per Belghali in occasione del gol di Adams al Franchi. Fondamentali allora saranno proprio gli uomini in fascia sia per i duelli uno contro uno che per la capacità di stressare la linea difensiva di Gasperini.

Oggi contro gaspagobbo si vince ma mi rivolgo ai gufi, non c’è spazio per voi sul carro.
Sopra? Concordo sul fatto che oggi si vince.
Titolo giusto finalmente, solo è di troppo l’ultima parola.