Il centrocampista del Torino è andato a segno con l’Italia Under 19 nella gara contro la Croazia. Ora, vuole rilanciarsi col Torino
Un grande prova quella di Andea Luongo contro la Croazia Under 19, contro cui ha trovato anche il gol che ha permesso agli Azzurrini di ottenere la terza vittoria consecutiva, dopo quelle contro Francia e Turchia. La gara, terminata 1-0, ha messo in luce le grandi qualità di Luongo che ha dimostrato, ancora una volta, di appartenere a un’altra categoria.
Dalla sorpresa alla panchina: la parabola di Luongo
Come di consueto accade in Italia, le parabole dei giovani sono corte e, spesso, anche prevedibili. Le prime apparizioni di Luongo tra i grandi avevano riacceso un barlume di speranza nell’ottica del presente e del futuro del Torino. Lucidità, tecnica e personalità, doti con le quali Luongo si è contraddistinto nel corso di tutto la preparazione estiva dando l’impressione che giocasse a questi livelli da molto più tempo. Tuttavia, la partenza complicata del Torino e gli innesti del mercato hanno chiuso le porte al ragazzo, costringendolo alla panchina. Nelle ultime gare, infatti, è tornato momentaneamente a rivestire la maglia della Primavera per mettere sulle gambe minuti di gioco.
Un percorso esemplare culminato con la prima squadra e la Nazionale Under 19
Andrea Luongo ha mostrato fin dall’inizio della sua giovane carriera le sue ottime doti, tanto che, nel giro di un solo anno, ha scalato le categorie passando dal Torino Under 17 alla Primavera e presenziando anche in nazionale Under 17. Un percorso che quest’estate è culminato con l’aggregazione regolare in prima squadra e più avanti anche con la convocazione in Nazionale Under 19. La scelta di trattenere il ragazzo al Torino aveva fatto presagire a un suo impiego o, comunque, a una considerazione reale del ragazzo che, fin’ora, è stata intermittente. Tuttavia, Luongo proverà comunque a rilanciarsi con il gol messo a segno in nazionale, con l’obiettivo di mettere in difficoltà le scelte di Abate conscio della strana del tecnico nei suoi confronti.

No no per l’amor di Dio é già in mer… da da solo il Fabbro allenatore