Esclusiva / L’ex centrocampista granata, protagonista dello scudetto del 1976, ha raccontato a Toro.it le sue impressioni sulla squadra e su Abate

Patrizio Sala è stato uno dei protagonisti del Torino di Gigi Radice, vincitore nel 1976 dello scudetto. Per Sala sono state ben sette le stagioni in granata, dal 1975 al 1981, vestendo la maglia del Toro in 159 partite. Oggi, in esclusiva a Toro.it l’ex centrocampista ha raccontato le sue impressioni su questo avvio di stagione del Torino, soffermandosi anche sulla necessità di dare tempo ad Ignazio Abate e di come la squadra sarà chiamata a dare una svolta per riscattarsi dopo una partenza difficile.

L’intervista a Patrizio Sala

Cosa ne pensa di questo avvio di stagione del Toro?
“Credo sia la normalità per una squadra che ha cambiato tanto, è chiaro che ci vuole un po’ di tempo. Poi nel lavoro dell’allenatore di tempo ce n’è sempre poco, però mi auguro che ci sia un po’ di pazienza. Un po’ di aspettative ci saranno sempre, perché uno si aspetta sempre il massimo, da ogni allenatore da ogni squadra, però bisogna anche dare del tempo per pensare di poter fare qualcosa di importante”.

Quindi, secondo lei, questo avvio non è da imputare solo ad Abate?
“Ma no, non credo proprio, le persone hanno il diritto di sbagliare e di fare le cose fatte bene. Si spera sempre si facciano le cose bene, però in questo caso non è solo l’allenatore che decide di fare le cose bene o male, c’è anche un gruppo di lavoro, un gruppo di squadra e di collaboratori di Abate che devono mettere in pratica attraverso le qualità dei giocatori che hanno. Credo che il Toro abbia una discreta squadra e che possa fare un campionato dignitoso”.

In queste settimane si è parlato molto della possibilità di un cambio di sistema: potrebbe essere la scelta giusta?
“Il cambiamento può essere una soluzione ma rivelarsi giusta o sbagliata. Chi lo sa meglio dell’allenatore che ha sottomano tutti i giorni i giocatori? Credo che ci siano le possibilità per cambiare modulo, ma non è il modulo che ti fa vincere le partite. La motivazione fa la differenza, la voglia e lo spirito di sacrificio da parte di ogni giocatore, poi è chiaro che ci sono le qualità. Il Torino non ha dei Messi, chiaramente quindi deve cercare di racchiudere tutto il potenziale di quella squadra nella motivazione giusta, serve che tutti si diano una mano a vicenda per trovare un sistema di gioco che vada sempre bene. La differenza è sempre la motivazione di ogni giocatore“.

A proposito quindi di motivazioni, come reputa la partenza di Vlasic in quest’anno?
“Sicuramente Vlasic è un giocatore di qualità, credo che sia un giocatore fondamentale per questa squadra, importante per le qualità che ha. Vlasic è un giocatore qualitativo e si spera che torni a essere quello che era l’anno scorso”.

Anche Simeone finora ha faticato molto, secondo lei il Toro dovrebbe cercare di coinvolgerlo di più nel gioco?
“Coinvolgerlo sicuramente, ma credo che sia un fattore momentaneo perché poi alla fine, chi ha sempre fatto gol li farà sempre, quindi basterà un gol per sbloccare questo momento non positivo per il singolo giocatore. Simeone le qualità le ha dimostrate gli anni passati e credo che gli mancherà poco per essere quello che era”.

Negli ultimi giorni di mercato, sono arrivati molti giocatori nuovi, tra cui Mandragora, quanto possono dare una mano alla squadra?
“Sicuramente Mandragora è un giocatore che il Toro conosce bene, è un giocatore di grande personalità, con delle qualità, un gran tiro quindi credo che il Toro abbia fatto un acquisto importante. Il fatto che sia tornato è motivo di orgoglio sia per lui che per la società, darà un grosso contributo alla causa del Toro“.

Secondo lei, vista la rosa attuale del Torino, che cosa manca alla squadra per poter ambire a giocare una competizione europea?
“Ma io credo che abbia bisogno di tempo, tempo per realizzare per concentrarsi su quelle che sono le rispettive qualità di ogni singolo giocatore, più giocano insieme più ci si trova meglio. Alla fine la conoscenza tra i singoli individui che permetterà questa squadra di essere il più competitiva di quanto è stata finora. Questo credo che sia il segreto di ogni realtà qualsiasi essa sia. Per il Toro però cambiare allenatori, direttori è come mangiare un piatto di pastasciutta, è la stessa cosa”.

Quindi, a proposito di questa continuità, il Toro avrebbe fatto bene a proseguire il percorso iniziato con D’Aversa?
“Secondo me sì, alla fine se l’allenatore ha dato l’impressione di essere con la squadra e aver creato un buon gruppo, se la squadra si esprime meglio di com’era prima, perché cambiarlo?

Con la ripresa al termine della sosta, ci saranno delle partite sulla carta più fattibili, in queste occasioni il Toro sarà chiamato a dare una svolta alla propria stagione?
“Io ripeto sempre, non ci sono mai partite facili, guardiamo il Frosinone e il Cagliari che sulla carta sono delle squadre di medio bassa classifica: il Cagliari è nelle prime quattro o cinque e il Frosinone è lì vicino. Vuol dire che incontrare il Frosinone adesso come il Cagliari non sono partite facili. L’Udinese lo è ancora meno e il Monza non è una squadra facile”.

Cosa ne pensa dei tifosi che quest’anno sono tornati allo stadio?
“Il tifoso è sempre un po’ legato a quello che si aspetta e che vorrebbe vedere tutte le domeniche, credo che sia nella normalità, quando un tifoso deluso contesta,, quando un tifoso è contento applaude. Sapendo che la piazza è più esigente di altre bisogna aspettarsi che possano esserci contestazioni. Quello che è importante è trovare dei giocatori di grande personalità, Mandragora è uno di questi, che sia nelle contestazioni che non, lui la sua parte la fa sempre, perché è un giocatore di grande personalità. Se prendi giocatori di personalità, puoi fare il bene del Toro, se non li prendi fai quello che puoi e ti devi aspettare anche delle contestazioni, perché se poi non vinci è normale che ci siano”.

Urbano Cairo
Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 10-10-2026


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6 Commenti
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Andrea63
4 minuti fa

Se una società lavora seriamente ma non è il caso di questa avrebbe dato un’opportunità in più ai vari Vanoli D’aversa e compagnia bella visto che Pat li ha messi in evidenza ma alla Cairese💩 tutti gli anni si riavvolge il nastro, quindi se si parla di cancro quello sta… Leggi il resto »

Andrea63
2 minuti fa
Reply to  Andrea63

Eccolo, ed è pure metastatico e maligno!

1000221377
Berggreen
1 ora fa

Le motivazioni alla cairese? Mi sembra che qualcuno qualche giorno fa,abbia detto,in un’ intervista, che non ci sono obiettivi, quindi….

Last edited 1 ora fa by Berggreen
Valentino
2 ore fa

Cairese. Cairese. Cairese.

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