Il bilancio dopo i primi mesi di Abate sulla panchina del Torino: ecco chi sale e chi scende dopo le prime cinque giornate
Per il terzo anno consecutivo il Torino si è presentato ai nastri di partenza del campionato con un
nuovo allenatore (alias progetto) probabilmente nel tentativo di riaccendere un briciolo di
entusiasmo nell’ambiente dopo la solita stagione deludente. E così, quest’anno più che mai, il
calciomercato ha rivoluzionato tutti i reparti della squadra, eccezion fatta per l’attacco che
paradossalmente finora si sta rivelando quello meno performante. Come consuetudine, poi, molti
nuovi giocatori della rosa sono arrivati soltanto negli ultimi giorni di mercato svolgendo così una
preparazione limitata assieme al nuovo allenatore; a questi si aggiungono anche i reduci dal
Mondiale, in particolare Vlasic, aggregatisi solo nella seconda parte del ritiro e, complice anche un
calendario non favorevole, i risultati sono deprimenti.
Per ora dunque la tanto sbandierata parola “progetto” è stata suffragata dalla rivoluzione fatta da
Petrachi ma resta esclusivamente nei buoni propositi (è chiaro tuttavia che ogni progetto va a
braccetto col tempo necessario per potersi realizzare). Il fatto però è che D’Aversa aveva fatto bene
nell’ultima parte della stagione scorsa (così come Vanoli nella precedente) e sembrava poter
assicurare quella solidità necessaria. E difatti molti speravano che rimanesse anche perché le parole
del presidente Cairo che nei mesi scorsi ha parlato di “possibilità che questo potesse essere l’ultimo
anno alla guida del club” stonavano con il varo di un nuovo progetto a lunga scadenza.
In queste prime cinque giornate si sono registrate, nonostante il nuovo giovane allenatore, vecchie
difficoltà nel creare gioco, poche idee e rare iniziative dei singoli, una manovra imballata e priva di
sbocchi ed una difesa che ha evidenziato alcune lacune talvolta ingigantite anche da portieri che non
si stanno rivelando all’altezza. Barlumi di novità si sono notati negli spezzoni contro Fiorentina e
Bologna nei quali è stato provato un nuovo modulo: la difesa a quattro ha dimostrato nei fatti di
fornire maggiori garanzie e l’impressione ricavata è che valga la pena tentare di proseguire su
questa strada (chiaramente con possibilità di variazione quando le circostanze lo richiedono). A
centrocampo le qualità ben assortite di Mandragora, Braganca e Fitz – Jim offrono una cerniera
solida ed al tempo stesso di qualità e probabilmente anche Vlasic potrebbe beneficiare da una
posizione più da fantasista a supporto dell’attacco.
Questa prima sosta rappresenta dunque già uno spartiacque: Abate è sul filo del rasoio, se non trova
subito un’identità rischia grosso. A dirlo è il buonsenso suffragato dai numeri: per non andare
troppo indietro nel passato basti ricordare ciò che è accaduto un anno fa quando Baroni iniziò la
stagione esattamente come Abate, quattro punti in cinque partite (approdando tuttavia agli ottavi di
finale di coppa Italia) ed ebbe poi un prosieguo di cammino piuttosto stentato fino all’inevitabile
esonero. Nell’era Cairo, inoltre, in tutti i casi nei quali si sono raccolti 4 punti (Novellino
2007/2008) o meno (Zaccheroni 2006/2007 e Giampaolo 2020/2021) i tecnici non hanno mai
concluso il campionato. Ad Abate auguriamo chiaramente una miglior sorte ma servirà un cambio
di passo deciso sin da subito dopo questa sosta poiché la sensazione è che già a Bologna fosse
sull’uscio della porta prima di essere salvato da un colpo di Kulenovic…
Torino, chi sale:
KULENOVIC non ha fatto chissà cosa, anzi ha giocato appena 57’ in campionato ed una
settantina nelle due partite di coppa Italia senza grandi sussulti ma con il suo gol a Bologna ha
permesso al Torino di uscire indenne da Bologna e probabilmente ha salvato la panchina di Abate.
Torino, gli stabili:
COCO sempre titolare in queste prime sette uscite ufficiali alla guida della difesa, ha saltato
soltanto il secondo tempo di Firenze per guai fisici. Il rendimento non è stato quello di un veterano
affidabile e si è fatto cogliere impreparato in più di un’occasione contro Milan, Sassuolo e Bologna.
ISMAJLI difensore abile nell’aggressione alta, si è giocato il posto da centrale difensivo con
Coco disputando però solo le partite contro Milan e Bologna (oltre a spezzoni importanti in coppa
Italia). Finora non è stato in vetta nelle gerarchie di Abate ma l’ultima uscita in Emilia è stata più
confortante.
ILKHAN il giovane turco anche con Abate non sembra al centro del progetto e rappresenta tuttora
un argomento di discussione tra tifosi che scorgono in lui un grande potenziale e chi lo ritiene
ancora acerbo per affidargli le chiavi del centrocampo. E difatti nei 76’ complessivi giocati ha
alternato ottime giocate a qualche amnesia e le buone impressioni lasciate da Braganca rischiano di
lasciargli poco spazio.
ADAMS senz’altro l’attaccante più in forma di questo primo scorcio di stagione, ha realizzato due
bei gol (contro la Fiorentina ha fruttato l’unica vittoria) e ha fornito prestazioni discrete. Senonché
la lesione agli adduttori lo ha fermato a metà settembre gli ha impedito di disputare le ultime due
gare. Dovrebbe rientrare contro l’Udinese.
Torino, chi scende
GINEITIS dopo la discreta stagione scorsa, ha goduto anche della fiducia di Abate che lo ha fatto
sempre partire titolare fino alla penultima gara contro la Roma (nella quale è stato sostituito al 45’)
ma le sue prestazioni sono state piuttosto deludenti ed i granata hanno beneficiato dall’inserimento
di Braganca.
VLASIC è la controfigura del giocatore determinante della scorsa stagione (la migliore da quando
veste il granata). In questo primo scorcio ha avuto rarissime giocate all’altezza, non ha ancora
trovato la posizione giusta in campo e non sembra in forma. Può aver inciso il fatto della
preparazione ritardata a causa del Mondiale. Ci si aspetta tanto da lui, può cambiare il volto della
squadra.
CASADEI non gioca dal 23 agosto nella gara inaugurale contro il Milan quando disputò una
partita al di sotto delle aspettative, poi un infortunio muscolare lo ha bloccato finora. Durante questa
sosta ha avuto modo di lavorare in gruppo e di essere provato in un modulo probabilmente più
congeniale anche a lui.
SIMEONE dopo il buon avvio con gol in Coppa Italia contro la Carrarese il suo rendimento è
sceso, non solo perché non ha più segnato, tenendo fede finora alla statistica che lo vede in
difficoltà al secondo anno consecutivo nella stessa squadra in ogni sua avventura italiana
(Fiorentina, Cagliari e Napoli).
ZAPATA i continui problemi fisici e un’età non più giovanissima costituiscono un ostacolo
determinante per la sua condizione atletica e finora ha collezionato solo una manciata di minuti
anonimi subentrando contro Sassuolo e Roma. Intanto ha rinnovato fino al 2028 e si sta allenando
per dimostrare di poter essere ancora protagonista.
ABOUKHLAL Abate lo ha provato nelle prime partite di campionato e in coppa Italia ma i
risultati sono sempre stati molto deludenti. Nonostante il lungo contratto che lo lega ai granata e le
voci di mercato che non si sono concretizzate in estate, il suo rapporto con la tifoseria è ormai
compromesso (come attestato dai fischi che hanno accompagnato sue giocate).
I nuovi arrivati
MASCARDI giovane portiere acquistato dallo Spezia dove aveva disputato un campionato da
titolare, ha esordito in coppa Italia contro la Carrarese e giocato da titolare le prime due gare di serie
A nelle quali non ha convinto pienamente in particolar modo sulle uscite.
PERRI portiere brasiliano seguito per diverso tempo ed al quale è stato offerto un ingaggio
importante finora non sta ripagando la fiducia concessa: sulla coscienza il gol qualificazione del
Monza in coppa, la papera su Pellegrino a Firenze e i gol incassati contro la Roma.
PATTERSON terzino destro proveniente dall’Everton con spiccate doti difensive sembra più
adatto in un modulo con difesa a quattro e difatti è stato impiegato nel s.t. delle partite contro
Fiorentina e Bologna facendo un po’ meglio contro i viola. Ha la concorrenza di Fortini e Belghali e
non sarà facile per lui affermarsi.
COMERT il difensore elvetico arrivato a parametro zero, dopo aver saltato la prima contro il
Milan, è sempre partito da titolare. Tuttavia, pur essendo un difensore di piede destro, il mister lo ha
dirottato spesso sul centro sinistra per mancanza di alternative e in quella posizione non è sembrato
convincente. Ora dovrà vedersela anche col ritorno del suo connazionale Rodriguez.
COMUZZO in queste prime giornate si sta rivelando una mossa azzeccata da parte del ds Petrachi
quella di puntare sul ventunenne di proprietà della Fiorentina per puntellare la difesa con un
giocatore roccioso e dinamico che si propone anche in attacco per sfruttare le qualità aeree (come
nel gol al Sassuolo). Protagonista in questi giorni anche con l’Under 21.
RODRIGUEZ è l’ultimo arrivato (da svincolato) ma paradossalmente colui che meglio di tutti
conosce l’ambiente granata per averci già giocato (in parte anche indossando la fascia di capitano)
dal 2020 al 2024. Se integro può essere ancora prezioso anche perché colma la lacuna del difensore
di piede sinistro mancante in rosa.
FORTINI anche lui proviene dalla Fiorentina e gioca nell’Under 21 che purtroppo ha dovuto
lasciare per un infortunio muscolare qualche giorno fa. Ha sempre giocato nelle prime uscite
stagionali con il Torino anche grazie alla sua duttilità a giocare su entrambe le fasce anche se si
trova meglio a destra. Bene finora, a parte il pasticcio a Bologna.
BELGHALI si è presentato benissimo l’algerino proveniente dal Verona che ha fornito l’assist per
il gol partita di Adams pochi minuti dopo il suo debutto ufficiale. Dotato di buona gamba, può
giocare anche come esterno alto facendo valere la sua propensione per fase offensiva a scapito di
quella difensiva.
BRAGANCA mancino arrivato con buone credenziali dallo Sporting Lisbona, nelle prime uscite
sta regalando buone impressioni. Abbina qualità e quantità, visione di gioco, predisposizione alla
giocata in verticale e duttilità potendo ricoprire ogni ruolo del centrocampo. I dubbi riguardano solo
la questione infortuni (viene da due rotture di legamento crociato) ed il Torino ha vincolato il suo
riscatto ad almeno 15 partite giocate per almeno un tempo.
FITZ-JIM sono bastate poche partite per promuovere il trottolino inesauribile scuola Ajax tra i
titolari attorno a cui ruotano le idee di gioco di Abate. Utilissimo nei contrasti e nei recuperi (anche
prodigiosi al limite dell’area), ha anche qualità di dribbling stretto e visione di gioco. Al momento si
sta rivelando un acquisto azzeccato.
MANDRAGORA come Rodriguez anche il nazionale azzurro è un cavallo di ritorno in granata
che ha dimostrato sin da subito di essere il tipo di giocatore mancante in rosa, colui che può sbloccare le partite difficili con una giocata o un tiro dalla distanza e di offrire diverse possibilità alla fase offensiva senza disdegnare la fase di interdizione.
ORISTANIO ha faticato ad avere spazio in questo avvio di stagione chiuso soprattutto da Vlasic
nel ruolo di trequartista. Qualche comparsata in Coppa Italia (con il palo immediato contro il
Monza) e buone incursioni contro il Bologna con tanto di polemiche per il contatto da rigore con
Heggem.
CACCIAMANI da semisconosciuto a giocatore più chiacchierato dell’estate in chiave
calciomercato. Conosceva il Torino per averci giocato fino alla squadra Primavera ed Abate che
nell’ultimo anno lo aveva avuto alla Juve Stabia. Le prime partite hanno dimostrato che ha buone
qualità con margini di miglioramento.
LUONGO una sola opportunità in coppa Italia per l’altro ragazzo promettente proveniente dalla
Primavera ma è rimasto travolto nel grigiore generale e la sua prestazione è risultata insufficiente.
Ora la concorrenza a centrocampo è folta ma potrebbe ritagliarsi altre occasioni in futuro.

Se non si trova SUBITO un’identita’, magari la si trovera’ PIU’ AVANTI. Abate sta facendo un buon lavoro, mi pare sciocco mettergli fretta.