Esclusiva / L’ex difensore del Torino: “Il problema non è retrocedere, è pensare di aver fatto la storia a Bilbao…Non c’è ambizione né programmazione”
Non ha bisogno di presentazioni, Pasquale Bruno. Del Torino, del quale ha indossato la maglia tra il ’90 e il ’93, si è innamorato da giocatore, dimostrandosi negli anni un tifoso caldo e passionale. Rude quando necessario, come quando difendeva i colori granata in campo, ma pure schietto e sincero perché se si parla del Toro è impossibile per lui fare altrimenti.
L’intervista
Bruno, si aspettava questo 6-0 a Como?
«Innanzitutto sarò, diciamo così, delicato perché non voglio andare incontro a querele o pagare avvocati… Me lo aspettavo perché noi siamo abituati da vent’anni a questa parte a prendere sei, sette gol, cinque gol, non è la prima volta. La storia parla, i numeri parlano, non siamo noi a dirlo, quindi sì io mi aspetto di tutto, soprattutto in negativo, sono vent’anni che viviamo nel nulla e quindi non mi sorprende neanche il 6-0. Visto l’andamento di questi vent’anni dobbiamo prepararci ad altre figuracce, grazie a quel signore che gestisce la società. La colpa è solo di una persona, non c’è via d’uscita, sono cambiati 20 allenatori, direttori sportivi, un sacco di giocatori, il risultato è sempre il solito».
Qual è l’errore più grave commesso quest’anno?
«C’è gente che non è da Toro, c’è gente che è arrivata al Toro dopo le retrocessioni, parecchi sono retrocessi con le loro squadre, quindi di cosa parliamo? Quando io e Martin Vazquez siamo arrivati al Toro, io venivo da una Coppa Italia e da una Coppa Uefa vinta, Rafa veniva dal Real Madrid, sono arrivati giocatori dal Belgio, dal Brasile: ma di cosa stiamo parlando? C’è chi fa collezione di gente che era retrocessa, chi in un anno ha perso 30 partite…».
Perché questa crisi? Che sensazione le dà questo Toro?
«Nessuna sensazione. Non c’è niente, non ci sono giocatori. Le vittorie sono frutto del caso, può succedere di andare a vincere ogni tanto. Ripeto, la colpa è di quel signore che gestisce la società».
La mossa del cambio di direttore sportivo fatta a dicembre come la interpreta?
«Certamente Petrachi è meglio di Vagnati ma qui la questione non riguarda Petrachi perché c’è solo un responsabile di questa catastrofe. Io lo ripeto, questo è il presidente più perdente della storia del calcio italiano, ci sono stati altri presidenti perdenti, però dopo due o tre anni se ne sono andati, lui invece per noi è una persecuzione. Non c’è passione e non c’è ambizione ma non lo dico io, lo dice la storia».
Cosa rimprovera maggiormente a Cairo?
«Che ha distrutto la tifoseria, è riuscito a far litigare i tifosi. C’è una faida tra tifosi. Io per esempio penso che non abbia senso andare allo stadio se una squadra non ti rappresenta, io per quello non vado. Poi so che c’è gente che vuole passare la giornata con gli amici però questo non è andare allo stadio a divertirsi, questo è andare allo stadio e farsi il sangue amaro. È una cosa che ti fa tornare a casa incazzato nero. Lui ha messo zizzania con i suoi comportamenti, con i suoi vent’anni di nulla, con tutti i derby persi, ha fatto litigare un popolo passionale».
È d’accordo con la protesta della Maratona, che non entrerà allo stadio?
«L’unica soluzione è quella per me, stadio vuoto».
L’ha stupita che Baroni non si sia dimesso?
«No. Alcuni allenatori arrivano e pensano di essere chissà cosa e poi fanno brutte figure. Perché per esempio Palladino non è venuto? Quando uno capisce che significa andare a lavorare in questa società dove comanda solo uno, poi non lo fa. Non ha senso, si ha solo da perdere. Baroni sta pagando come hanno pagato tutti gli allenatori prima di lui, perché lo ripeto, non si accetta una situazione del genere, non si accetta di andare in una società dove comanda solo uno. Non succedeva nemmeno al Milan di Berlusconi».
Cairo ha detto di voler rinforzare il Toro…
«Ha anche detto che lavora giorno e notte… senza offesa quando fa certe battute mi ricorda il commendator Borlotti però almeno lui faceva ridere, noi invece stiamo piangendo».
Pensa che il Torino possa retrocedere?
«Non è questione di retrocessione, questa è una società che non ha ambizioni. Guarda l’Atalanta, il Bologna… Ma la storia nostra è unica, leggendaria. Non posso pensare che il Toro sia questo da vent’anni a questa parte, questo nulla. Addirittura ex allenatori rivendicano i sedicesimi di finale della Coppa Uefa. Bilbao… hanno fatto storia con un sedicesimo di finale? Ma scherziamo? Quindi cosa dovremmo dire? Che dopo il Grande Torino, dopo il Toro di Radice, il Toro di Mondonico c’è il Toro che è andato a vincere a Bilbao una partita dei sedicesimi di Coppa Uefa? Queste cose fanno male, quando senti gente che dice abbiamo fatto la storia. Sento dire ora per i quarti di Coppa Italia che anche questa è storia, noi che abbiamo vinto la Coppa Italia eliminando in semifinale la Juventus che dovremmo dire? Cos’era quella? Un’impresa tipo lo sbarco sulla Luna? Quando parliamo della finale con l’Ajax non menzioniamo nemmeno la vittoria sul Real Madrid e questi menzionano Bilbao…il problema qui non è se retrocedi o no».
Crede che dopo essere diventato il presidente più longevo ora Cairo possa vendere?
«Se ci teneva a questo record ora può andare via. Pianelli viene ricordato per risultati importanti e lui verrà ricordato per essere il più perdente della storia. Ma poi mi metto nei suoi panni: essere insultato da così tanti tifosi, come fa ad avere voglia di continuare?».
Dice che tanti lo sostengono…
«Ah sì? Allora saranno i suoi parenti».
È pessimista sul resto della stagione?
«Dobbiamo aspettarci altre batoste. Non cambia nulla se un anno si riesce, faccio per dire, ad andare in Conference, perché non c’è programmazione. Vorrei anche dare un consiglio ai giocatori…».
Quale?
«Evitino di andare sotto la Curva, a fare quelle facce tristi, perché non è vero niente. Vanno sotto la curva per scusarsi delle sconfitte ma quando perdi devi solo scappare nello spogliatoio, fare la doccia e andare a casa. Stare lì chiuso fino a che non ti vai ad allenare, nemmeno al ristorante devono andare. Inutile fare quelle facce finte, tristi, vadano via e stiano in casa se hanno un po’ di orgoglio. Vedere Zapata che risponde così ai tifosi, ma di cosa stiamo parlando? La colpa è della società perché non spiega cos’è il Toro, questa è una società che rinnega il passato».
Cosa pensa di questo ritiro punitivo?
«Non serve a niente il ritiro, ognuno deve tirar fuori l’orgoglio, la passione, il coraggio che ha, se lo hanno lo tirano fuori, altrimenti no, ma tanto è una stagione come le ultime venti. Quando sento gli altri tifosi non c’è mai uno che dica che passerà: c’è solo rassegnazione. Quindi mettiamoci l’anima in pace e continuiamo a vivere nel nulla, sperando che non debba essere così ancora per tanti altri anni».

Serviva parlasse Bruno x sapere cio? Forse se lo dice lui ha piu eco ,ma e palese x tutti da una vita. Cairo ha la stampa dalla sua , e un servile seguito di aziedalisti leccaculo Sono ventanni di non progetto e di nulla e al massimo cosa gli dicono… Leggi il resto »
Tempo fa lp chiamarono da Radio Sportiva, dove c’e’ gente tipo Plastino o Agresti, che definire servi e’ poco, e lui come un fiume in piena parlò chiaro come in questa intervista. Il commentatore era in crisi, lo congedarono e non lo hanno più chiamato. Bruno dovrebbe lui denunciare i… Leggi il resto »
Vanoli non Vagnati chiaramente
Stranamente su radio sportiva non parlano mai delle squadre in crisi , parlano sempre e solo delle prime , delle coppe , piuttosto parlano di squadre straniere o di altri sport ma di parlare delle difficoltà di chi sta in fondo, di approfondire ogni tanto anche le ragioni di certi… Leggi il resto »
Radio sportiva è coacervo di lecchini e servi. Le poche volte che parlano di Torino ne parlano sempre bene. Sembra anzi che sia colpa dei tifosi. Fanno passare dalla parte del torto gente che subisce da 20 anni. Plastino, Agresti, Bucchioni, Graziani, Nesti, Bucciantini, Sabatini vili scribacchini e lacchè.
Enorme.