Toro, certi regali non sono più una sorpresa

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CAMPO, 15.4.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 32.a giornata di Serie A, TORINO-CROTONE, nella foto: Adem Ljajic, Lorenzo Crisetig

Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta, ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Crotone 1-1 di sabato scorso

Solita punizione per il Toro sprecone. I granata dominano gli avversari in lungo e in largo per tutta la partita non riuscendo però a sbloccare il risultato se non grazie ad un rigore dopo aver fallito innumerevoli occasioni sia nel primo che nel secondo tempo. Ma ad un tratto spengono la luce e restano vittime del solito errore difensivo che costa due altri punti in classifica. La differenza nell’approccio tra una squadra che ha ormai ben poco da chiedere a questo campionato e che può dedicarsi serenamente ad esperimenti tattici ed un’altra che ha ripreso a cullare speranze di miracolosa salvezza non si nota ed anzi sono i granata ad imporre il loro superiore tasso tecnico e ad azzannare gli avversari senza tuttavia riuscire a infliggere loro il colpo di grazia. Inizialmente Mihajlovic vara un inedito 4-3-1-2 che presenta per la prima volta Belotti e Maxi Lopez insieme dal 1’ con Falque arretrato sulla linea dei mediani insieme a Valdifiori e Baselli e Ljajic vertice alto del rombo: i risultati sono apprezzabili in quanto ad occasioni create ma Belotti e Maxi Lopez non si trovano a loro agio insieme e Falque è piuttosto sacrificato nel ruolo di centrocampista (a questo punto magari bisognerebbe provare questo modulo con Acquah o Benassi).
Nella ripresa con l’ingresso di Boyé al posto di Maxi Lopez spazio al più consolidato 4-2-3-1 con conseguenti benefici per i singoli ma con medesimo spartito che vede il Torino sempre in attacco alla ricerca del gol che non arriva per imprecisione degli attaccanti e per la giornata di vena del portiere Cordaz fino a che non ci pensa il solito Belotti a sbloccarla procurandosi e trasformando il penalty a metà ripresa. Poi il solito dejà vu con l’immancabile disattenzione difensiva che a turno riguarda tutti e che punisce tutti: il Toro sperimenta, carica, sbuffa, ma per quest’anno resta lì tra i se e i ma, incastrato il “vorrei ma non posso” e il “potrei ma non riesco” e intanto continua a dispensare regali…

CHI SALE:
LJAJIC le sue giocate non incidono sul risultato solo per demeriti dei suoi compagni o per meriti del portiere avversario ma il serbo è ancora particolarmente ispirato e dimostra di prediligere la posizione da trequartista. Si vede per 90’ e dà il suo contributo anche in ripiegamento, non è roba di tutti i giorni.
VALDIFIORI al rientro dopo due mesi gioca con saggezza dosando le energie e mettendosi al servizio dei compagni con buone aperture e palloni messi nello spazio in profondità. Non avrà i 90’ nelle gambe e ha fatto meglio nel primo tempo agendo nel più congeniale centrocampo a tre ma il rientro è comunque incoraggiante.

STABILI:
CARLAO ordinato, sa scegliere il tempo giusto per fermare le azioni avversarie ed è efficace anche in anticipo di testa. Conferma le buone cose fatte vedere all’esordio sebbene si faccia male nel primo tempo facendo temere nuovi guai al ginocchio e sia compartecipe negativo facendosi anticipare sul gol di Simy.
BASELLI ormai si sta attestando su livelli discreti con prestazioni convincenti sia per qualità tecnica che per “garra”. Sempre nel vivo dell’azione, pur agendo in posizioni differenti e lasciando lo spazio all’inventiva di Ljajic. Sotto porta un colpo di testa alto e un bell’assist al Gallo.
BELOTTI continua a giocare le sue personali partite nella partita, l’obiettivo numero uno è però sempre quello di migliorarsi. Non disputa un match straordinario e anzi non è impeccabile in zona gol in un paio di circostanze ma al Gallo non fa certo difetto la caparbietà e così si procura e trasforma (finalmente!) il rigore che lo issa a quota 25 gol.
ZAPPACOSTA conferma il momento positivo, non rischia nulla in difesa (talvolta eccedendo persino in prudenza) e lavora molto sulla fascia riuscendo a giocare d’anticipo e proponendosi di continuo. Anche contro il Crotone buoni cross, un tiro ben indirizzato e una prestazione positiva.
BOYE’ entra bene in partita piazzandosi a sinistra nel ridisegnato 4-2-3-1 e regalando nuova linfa all’attacco granata. Buone iniziative, giocate funamboliche anche in un fazzoletto di campo tra più avversari e un bel tiro rasoterra col quale sfiora il gol. Nel finale si perde e in generale non è impeccabile nel dialogo con Ljajic e compagni.
ROSSETTINI nemmeno lui, come gli altri colleghi di reparto, ha molto da fare. Si limita ad allontanare qualche minaccia aerea e a qualche anticipo e si dedica a costruire la manovra da dietro talvolta provando anche la verticalizzazione. Si becca anche un giallo nel duello con Stoian.
BARRECA magari, data la consistenza dell’avversario, ci si poteva attendere di più ma i cambi di modulo e le diverse consegne da rispettare possono essere un’attenuante. E poi non è colpa sua se dalla sua parte si gioca di meno. Comunque non commette errori.
FALQUE lo spagnolo cerca di adeguarsi per tutto il primo tempo nel ruolo di interno destro a centrocampo. Gioca a sprazzi e sbaglia tanto tra cross, semplici passaggi e tiri in porta. Meglio nella ripresa nel suo solito ruolo di esterno destro ma nel complesso non è in un grande periodo.

CHI SCENDE:
LUKIC gioca appena un quarto d’ora e fa in tempo a sbagliare appoggi semplici, ad assistere inerme al gol del pareggio ospite e a farsi anche ammonire per un fallo evitabile che gli costa la squalifica nella partita di Verona.
M. LOPEZ per la prima volta impiegato dall’inizio al fianco di Belotti delude le aspettative non riuscendo a dialogare con il compagno di reparto e divorandosi un gol a tu per tu con Cordaz su perfetto invito di Ljajic: un’occasione d’oro che ha sulla coscienza e che probabilmente gli vale la bocciatura nell’intervallo.
HART ancora un errore su un traversone da aggiungere al triste repertorio delle uscite alte fuori tempo dopo quelle contro Atalanta e Inter. Come in quelle circostanze è il principale incriminato per il gol subito dal Toro. E dire che per il resto non aveva dovuto effettuare nemmeno una parata…

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2 Commenti

  1. il problema è che certi regali non si sono verificati solo quest’anno ma anche negli anni passati.e il limbo in cui siamo è x colpa della società che secondo me non vuole andare oltre tutto ciò.