Forse sarebbe bene guardarci dietro: le ragioni della mia paura - Toro.it

Forse sarebbe bene guardarci dietro: le ragioni della mia paura

di Gigi Marengo - 6 Novembre 2019

Il punto dell’Avvocato Gigi Marengo sul momento attuale del Toro e sul rischio che la stagione diventi da incubo e che si rischi la retrocessione

Giocata Sampdoria-Brescia, i punti che ci dividono dal terzultimo posto sono solo più tre ed io ho paura… ebbene sì, ho paura. Una paura figlia dell’incubo vissuto nella stagione 1988/89. L’anno precedente si arrivò 7° in campionato e si perse la Coppa Italia in finale; tutto sommato una buona annata.Il Campionato 1988/89 iniziò quindi nel pieno ottimismo, anche alla luce che la rosa restò non solo praticamente invariata, ma migliorata con gli arrivi del costosissimo Edu Marangon, nonché di Müller (nazionale brasilero) ed Haris Škoro (nazionale jugoslavo), a sostituire Klaus Berggreen e Anton Polster. 

Ma qualcosa da subito non girò. Nelle prime 11 giornate le vittorie furono solo 2, a fronte di ben 5 sconfitte e 4 pareggi, e quella squadra, che partì guardano il vertice, si ritrovò da subito a dover combattere in zona salvezza. Ma non era squadra attrezzata alla brutale mischia nella melma del fondo classifica. Aveva giocatori ed allenatore da noblesse oblige abituati a ben altro e noi tifosi ottimisticamente convinti si trattasse solo di una sorta di breve temporale, prima dell’arrivo di un sole che certo non sarebbe mancato.  Invece il sole non arrivò e fu retrocessione. La prima discesa negli inferi dopo quella, in qualche misura figlia degli strascichi di Superga, del 1959. 

Questa è la paura che mi attanaglia, una paura che mi deriva da quel ricordo e dall’atteggiamento odierno della società e di molti tifosi. Un disastroso inizio campionato vissuto solo come un mero temporale estivo di nessun conto, nella certezza che “questa rosa non può certo retrocedere”. Non pochi tifosi tuttora ipnotizzati da un piazzamento finale a valenza Europea. Atteggiamenti figli del tutto resti pure com’è, a partire da un allenatore che, quest’anno, ha brillato solo nell’aggredire verbalmente un anziano tifoso al Fila, colpevole del saper vedere la realtà ed esternarla a chiare lettere. Una parentesi su ciò: mai è poi mai allenatori del calibro di Nereo Rocco o Gustavo Giagnoni o Emiliano Mondonico si sarebbero permessi tale atteggiamento; avrebbero, al contrario, chiesto scusa al tifoso per i risultati. Forse Mazzarri si ritiene una spanna sopra di loro… 

Ebbene, cari fratelli di fede rammentate e fate rammentare a chi non lo ricorda o all’epoca ancora non era nato, che la rosa del 1988-89 era superiore o comunque non inferiore a questa, nonché reduce, al pari dell’odierna, da un 7° posto e, cosa non più vista da decenni, addirittura da una finale di Coppa Italia, persa solo al 112 minuto dei tempi supplementari… 

Le prossime tre partite saranno la chiave per non trovarsi immersi sino al collo nella melma. Tre partite di cui due son scontri diretti: Brescia e Genoa. Entrambe fuori casa, mentre in casa avremo l’Inter. Due scontri diretti assolutamente ed esclusivamente da vincere, altrimenti la melma inizierà a cospargerci e noi potremmo non essere capaci di scrollarcela di dosso, come invece sanno fare Spal o Lecce o Brescia. Nella melma servono guerrieri affamati, magari poco tecnici ma che sputano sangue e corrono come pazzi…  

Due scontri diretti da vincere assolutamente e che, vista la pochezza sin’ora dimostrata in campo, avrebbero richiesto una forte iniezione di adrenalina. Un’iniezione di adrenalina data dal cambio di allenatore e dalla presa di coscienza, dell’intero mondo granata, che il film che si sta proiettando è ben diverso dall’allegra commedia da molti immaginata ad inizio Campionato.  

Ma purtroppo Mazzarri è ancora lì e tanti tifosi tutt’ora parlano di Europa… ecco le ragioni della mia forte, fortissima paura. Qualcuno magari mi darà del disfattista, lo faccia pure. La mia risposta sarà: semplice realismo, puro realismo derivante dalla capacità di cogliere l’insegnamento della storia… il 1988-89, per le tante similitudini che proietta sul presente, non deve essere sottovalutato. Ed in ogni caso meglio realista poi smentito dai fatti, come fortemente mi auguro, che supino spettatore che si loda e s’imbroda, senza vedere il baratro davanti a se. 

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MondoToro
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MondoToro

Preoccupazione condivisa, ancor più perché trent’anni dopo i giocatori “fighetta” lo sono ancora di più, e con due telefonate si preparerebbero all’addio sbattendosene completamente della causa salvezza. Nei prossimi turni capiremo meglio ma la situazione è preoccupante.

Luca@iltorosonoanchio (ex granatapersempre)
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Luca@iltorosonoanchio (ex granatapersempre)

Retrocedere no, ma galleggiare tra il non e il quattordicesimo posto si purtroppo, altra stagione di incaxx.ature e maalox… du balle

rotor
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rotor

L’orchestrina suona intanto la nave affonda.