La rubrica di Gigi Marengo / È giunta l'ora di ragionare sul dopo Cairo... - Toro.it

La rubrica di Gigi Marengo / È giunta l’ora di ragionare sul dopo Cairo…

di Gigi Marengo - 19 Febbraio 2020

Torna l’appuntamento con l’Avvocato Gigi Marengo / Chi ha pensato di usare Longo ed Asta quali fumo negli occhi dei tifosi e proprio parafulmine non c’ha comunque azzeccato.

Causa reclusione alle Molinette per un serio intervento chirurgico e successiva convalescenza, è ormai un mese che non dialogo più con voi, miei fratelli di fede. Un mese in cui il Torino F.C. di Urbano Cairo è riuscito ad acquisire al suo palmares un nuovo grande record: la più pesante sconfitta casalinga di tutti i tempi, a cui si sono accompagnate le sconfitte con Sassuolo, Milan, Lecce, Sampdoria e nuovamente Milan, per un totale di 21 goal subiti in sei partite, con lo spetro della B ormai in piena vista. Inutile e fuorviante entrare nel merito delle singole partite, l’inesistenza societaria e la conseguente pochezza della rosa son il comun denominatore di tanto (e annunciato) sfacelo. Ma se il periodo or ora trascorso è stato la cartina al tornasole di una gestione societaria, tanto sul quotidiano che in fase di mercato, fatta di nulla miscelato a niente, un aspetto positivo ce lo ha comunque regalato: in panca siede ora Moreno Longo, con Tonino Asta suo collaboratore.

So benissimo, come son certo ne siano consci loro stessi, che l’aver sostituito l’incubo Mazzarri con i cuori granata Longo ed Asta, null’altro sia stato che un coup de theatre di Urbano Cairo. Un coup de theatre finalizzato al porre tra sé ed i tifosi una barriera autoprotettiva, un totem da trasformare in proprio parafulmine. Ed in qualche modo tale presidenziale disegno sta già attuandosi, visti alcuni indicibili commenti critici nei confronti di Moreno dopo le due ultime sconfitte. Critiche di quei pseudo tifosi che, ancora oggi e dopo i conclamati disastri vissuti nell’ultimo mese, si ostinano a non voler vedere la vera causa di ciò che sta accadendo.

Ma non si dolgano di ciò Moreno e Tonino, loro sono, per il mondo granata, al di sopra ed al di fuori di ogni critica, qualunque sia il risultato che i tanti mercenari ora posti sotto la loro guida andranno ad ottenere sul prato. Noi tifosi siamo consapevoli che il loro aver risposto alla pelosa chiamata societaria fu solo frutto del grande amore che entrambi hanno per la maglia granata; se il Toro, anche nella forma di Torino F.C., chiama, impossibile non rispondere presente. Ma chi ha pensato di usare Longo ed Asta quali fumo negli occhi dei tifosi e proprio parafulmine non c’ha comunque azzeccato. Moreno e Tonino trascenderanno infatti chi li ha assunti, divenendo un punto fermo su cui andare a rifondare il Toro del dopo Cairo.
Un dopo Cairo ormai imminente, che potrà generarsi o a seguito di un provvedimento a lui sfavorevole nel contenzioso con Blackstone o per sua volontà di lasciare il mondo del calcio, derivante dalla pesantissima sconfitta subita in Lega sul suo protetto Miccichè, unita alla contestazione che dovrà essere di giorni in giorni più determinata. Due diverse ipotesi che mi riprometto di analizzare nei prossimi pezzi che andrò a scrivere. Due ipotesi che, per quanto ben diverse tra loro per il portafoglio del dott.Urbano Cairo, divengono per noi tifosi similari, traducendosi in una ripartenza dopo quindici lunghi anni caratterizzati da un costante e continuo decadimento dell’essenza granata a cui, come ovvio, ha fatto seguito un costante e continuo calo di tifosi.

Una ripartenza che deve vedere i tifosi presenti sin dal primo istante, quali interlocutori di chi subentrerà a Cairo e quali testimonial della vera essenza Toro. Non è assolutamente vero che il “calcio moderno” sia mera e fredda gestione aziendale contornata da aridità passionale. Anche in questo periodo di soldo piglia tutto, un po’ di romanticismo può e deve trovare spazio nelle società e tocca a noi tifosi far sì che ciò accada, ponendoci come interlocutori della nuova proprietà.
Una follia il pensare ciò? Può darsi, ma siccome amo crogiolarmi nella follia, ho inviato una lettera a Blackstone, vedi mai che vinca il contenzioso con Cairo, descrivendo la realtà Toro e le potenzialità economiche collegate alla proprietà societaria, a partire dalla realizzazione di un nuovo stadio… probabilmente non servirà a nulla, ma certo male non fa. E poiché ho appreso dai media che potrebbe esserci un interessamento al Torino F.C. da parte del gruppo Del Vecchio, similare lettera è in procinto di partire per Agordo.

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paolo 67 (tabela)
paolo 67 (tabela)
9 mesi fa

Bentornato Presidente, io però rilancio, il dopo Cairo deve passare da una forma d’azionariato popolare, solo così si può evitare che il nostro TORO venga stuprato per l’ennesima volta, può essere anche un misto d’imprenditori ed azionariato popolare, ma il popolo GRANATA dev’essere partecipe in prima persona, in Germania è… Leggi il resto »

Sergio (Plasticone69)
Sergio (Plasticone69)
9 mesi fa

Non avevo dubbi che avrebbe mandato i 2 inviti.
Grazie ancora presidente.

vecchiamaniera
vecchiamaniera
9 mesi fa

Bentornato Gigi e sinceri auguri di pronta guarigione.Perdoni se ometto la sua professione e il suo cognome,la mia nn vuole assolutamente essere una mancanza di rispetto ma un modo amichevole di salutare un tifoso granata degno di tutta la mia stima e rispetto che fa parte della nostra grande famiglia… Leggi il resto »