Torino: una piccola luce tra tante ombre

di Gigi Marengo - 4 Aprile 2018

Una nuova rubrica su Toro.it: “Il SognaToro”, di Gigi Marengo. Viaggio attraverso nell’universo Torino, tra un passato glorioso, un presente da analizzare e un futuro tutto da scrivere

Toro.it è lieto di aggiungere da oggi una firma particolarmente prestigiosa tra i suoi opinionisti. Viene presentato ai lettori “Il SognaToro”, la rubrica firmata dall’ex presidente del Torino, l’avvocato Pierluigi Marengo. Gigi, come è solito essere chiamato dagli amici e tifosi granata, come detto, non è un personaggio qualunque nell’universo del Toro: dopo il fallimento del Torino Calcio del 2005, fu lui a trovare una cordata di imprenditori disposto a far rinascere quello che adesso è il Torino FC. E fu il primo presidente, che cedette il testimone a Urbano Cairo, nella stessa faticosissima estate. Il suo intervento sarà mirato ad analizzare quello che il Toro è, e che potrebbe essere. Un pungolo, uno stimolo a far sempre meglio. Come piace a tutti.

Il “SognaToro”, la rubrica dell’ex presidente del Torino Pierluigi Marengo

Un 4 a 0 in trasferta dovrebbe essere sinonimo di luce piena, di sole che splende. Invece no. A Cagliari si son viste due partite: una di pura ombra ed una rischiarata da un raggio di sole. Un inizio stentato, con due squadre votate al non gioco. Ben poco da vedere, se non un po’ più Cagliari, quel Cagliari che solo in extremis era riuscito ad avere la meglio sul Benevento pochi giorni prima. Un primo tempo ancor peggio di quanto si era visto nelle scorse domeniche. Poi inizia il secondo tempo. Dopo 10 minuti entra il trequartista Ljajic ed esce il mediano Acquah. Tutto cambia. La squadra sembra un’altra, nulla è più come prima. Il Toro ha ora un centrocampo, il baricentro del gioco si alza ed arrivano i goal. Da qui al termine tutto facile; facile perché il Toro ha iniziato a macinare gioco a centrocampo, facile, però, anche perché questo Cagliari non è certo gran cosa. Comunque finalmente una vittoria. Una vittoria da cui ritengo si possano trarre alcuni spunti di riflessione. Con una squadra zeppa di mediani non si va da nessuna parte, tutt’al più si riesce, rompendo il gioco avversario, a portare a casa qualche pareggio o a vincere a stento partite contro avversarie di bassa classifica. Il gioco del calcio, nonostante le masturbazioni mentali modulistiche oggi tanto di moda, è un gioco semplice e collaudato da un secolo e più di pratica. Una difesa che deve impedire all’avversario di andare in rete; un centrocampo che deve servire palle agli attaccanti; un attacco che deve mettere in rete le palle che giungono dal centrocampo. Tutto qui, nulla di più oggi come ieri.

Guardiamo il nostro Toro. Una difesa non certo disprezzabile. Goal subiti 37; meno della Lazio e della Doria, all’incirca come il Milan, squadre che ci son ampiamente davanti in classifica. Un attacco che però non segna. Tutte le squadre che ci precedono hanno segnato di più; solo la Fiorentina ci è pari. Reti non fatte che sono assolutamente sintoniche con le palle non lavorate per l’attacco dal centrocampo. Un centrocampo asfittico e centrato sul coprire la difesa, troppo spesso incapace sul suo ruolo di generare gioco per l’attacco e le rare volte che ciò avviene, quasi sempre lo si deve a giocate individuali, come a Cagliari con l’ingresso di Ljajic, mai a coralità di gioco. Colpa dei giocatori… colpa dei due rateizzati allenatori… tutto sommato penso di no. Semplicemente colpa di una rosa straripante di mediani ed assai scarsa di mezzeali e trequartisti… e non diciamo che il buon Gallo quest’anno ha le polveri pirotecniche bagnate. La scorsa stagione c’era un certo Zappacosta che crossava a più non posso per la sua testa; oggi ci sono 30 milioni in cassa ed al suo posto i cross (??) di De Silvestri, costato 3,6 milioni. La scorsa stagione c’era un certo Benassi che operava sul centrocampo creando gli spazi per il piede buono di Baselli; oggi ci sono 13 milioni in cassa ed al suo posto la grezza esuberanza del mediano Rincon, costato 9 milioni. Poi Ljajic. Genio e sregolatezza, indisciplina e piede buono. Ma il suo genio ed il suo piede buono son oggi l’unico raggio di sole che può illuminare il Toro; se non si è in grado di gestirne gli aspetti negativi, semplicemente non lo si doveva acquistare, sul mercato vi erano altri talentuosi e disciplinati trequartisti.

Dimenticavo… i mediani sono i giocatori di centrocampo solitamente più buon prezzo sul mercato e l’indisciplina e sregolatezza sono ciò che determina un più basso costo del giocatore rispetto a quelli scevri da tali negatività. Gira e rigira, siamo sempre al vero ed autentico punto di partenza: per fare classifica occorre calcio di livello e per fare calcio di livello serve moneta. Vincere lo scudetto del bilancio (premio Fair Play Finanziario) per noi significa puntare al 10° posto e dover gioire per una (meritata) vittoria contro il Cagliari, sperando in una ulteriore odierna vittoria contro un Crotone quasi senza titolari, ma con ben poche speranze di ripeterci nelle giornate che ci vedranno impegnati con Inter, Milan, Atalanta, Lazio e Napoli.

Siamo anni luce da quando il per sempre amato Mondo sollevava la sedia in finale di Coppa Uefa, dopo che si era eliminato il Real Madrid; quella squadra straripava di mezzeali e trequartisti, con piedi buoni a iosa. Mondo ci ha lasciato, quel Toro, purtroppo, anche. Lui non tornerà più. Non avremmo mai più il piacere di sentirlo disquisire di calcio in televisione; non ci sarà più dato di vederlo in panchina a dirigere le vecchie glorie granata, come tre anni addietro a Spezia. Il suo Toro invece conto di rivederlo, magari non nel breve… ma breve è la cronaca, mai la storia. E noi granata di storia ne abbiamo più di chiunque altro ed è una storia gloriosa che deve tornare e son certo tornerà.
Però… quanto mi fa girare i cabbasisi il dover oggi gioire per una vittoria su una squadra di bassa classifica, un risultato certamente benvenuto ma che anni addietro avrei ascritto, e come me tutti i tifosi granata, a semplice normalità. La curva gridava “da Amsterdam a Licata, fiero di essere granata”; fiero di esser granata sempre e Licata l’abbiamo lasciata alle spalle, ma quant’è distante Amsterdam…

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madde71
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Scusate, totale disprezzo x i lacchè. Mai sopportati in nessun campo,mai.son la negazione della dignità. Scusate il pensiero forte

madde71
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madde71

Mi piacerebbe capire il ruolo di giraudo in tutto l’ambaradan di 13 anni fa..confermo che bracciamozze tentò già l’avventura con Genoa e Bologna, ma l’occasione toro capitò ad hoc. Ai tempi di cimminelli gestiva già la cartellonistica e fu veramente interessato ad un ingresso come socio di minoranza.concordo in molte… Leggi il resto »

barigozzo
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barigozzo

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