Daniel Bragança si presenta ai tifosi a un mese dal suo arrivo a Torino dallo Sporting Lisbona: ecco le sue parole
Arrivato a fine mercato ha avuto già tempo di mostrare le sue qualità, anche se nel corso della pausa ha lavorato per ritrovare la condizione fisica. Daniel Bragança è uno dei volti nuovi del Torino di Abate. E ai canali ufficiali granata ha parlato un po’ di sé e del suo primo mese in granata.
Prime impressioni?
“Molto buone, mi piace la città e quello che ho visto e sentito. Le persone sono simpatiche, la città è tranquilla, un po’ meno il centro dove ci sono tanti turisti ma questo già lo vivevo a Lisbona, sono abituato, è com se fossi lì quindi per me è ottimo perché sono simili ed è come se fossi a casa”.
Cosa conoscevi del Toro?
“Sapevo che era una squadra competitiva in Serie A, ho parlato con Franco Israel per informarmi, è importante per me conoscere il club prima di arrivare, mi ha detto cose buone e importanti”.
Sei arrivato a fine mercato: come hai vissuto quei giorni?
“Le ultime ore sono state stressanti, so che sono sempre cose che richiedono tempo per concretizzarsi, Desideravo che le cose si risolvessero per il meglio per partire per Torino. Poi è successo nelle ultime ore e credo che un giorno ricorderò quei momenti con il sorriso”.
Come ti trovi con il gruppo?
“Molto bene, ho trovato un gruppo di giocatori ottimi, ci sono buone persone e bella gente. Qui il modo di allenarsi è diverso dal Portogallo ma forse perché lì giocavamo ogni tre giorni e praticamente non ci allenavamo, era solo giocare e recuperare. Qui gli allenamenti sono intensi e i giocatori danno il massimo, questo ci aiuta a crescere”.
Quali sono state le richieste di Abate?
“Il mister mi ha spiegato l’aspetto difensivo, quello che vuole nella fase difensiva dai centrocampisti mentre in fase offensiva abbiamo libertà. Chiaramente dobbiamo sapere cosa fare in campo e lui cerca di spiegarcelo nel migliore dei modi. Vuole che ci godiamo il nostro calcio e che lo mettiamo in pratica”.
Lunghissimo il legame con lo Sporting, iniziato con le giovanili: cosa significa per te iniziare una nuova avventura fuori dal Portogallo?
“Ero stato due volte in prestito ma non ero mai stato all’estero a giocare, è la mia prima esperienza fuori, sarà una nuova avventura, sono certo di essere una una bella città per vivere e per giocare a calcio quindi penso sia stata un’ottima scelta venire qui”.
Eri a conoscenza del legame tra Torino e Benfica?
“Quando sono arrivato a Torino è stata una delle prime cose che mi hanno raccontato e da quel momento ne sono venuto a conoscenza”.
A Torino il derby con la Juventus è sentito, come capita col derby di Lisbona: hai già visto qualche immagine?
“Sì, i fisioterapisti mi hanno fatto vedere qualcosa e mi hanno detto che la rivalità è molto forte, simile a quella che c’è a Lisbona. Ed è sempre bello che ci sia questa rivalità purché non si superi il limite”.
Cosa ti aspetti dalla Serie A?
“Non ho ancora avuto la possibilità di giocare molto in A, ma per quello che ho visto e sentito le partite sono intense, competitive e molto fisiche dal primo all’ultimo minuto. Per adesso è stata questa la mia esperienza, può darsi che col tempo poi io impari e senta più cose, ma avendo giocato tre partite questo è quello che penso al momento”.
Come va con l’italiano?
“Ho iniziato questa settimana, non so ancora quasi niente, ma spero in poco tempo di riuscire a capire perché ancora non riesco molto a farlo, Solo che è molto importante per integrarsi e mi impegnerò al massimo per imparare e spero di fare una intervista in italiano.
Primo ricordo legato al calcio?
“Ho memoria del mio primo allenamento come fosse oggi, ansia e adrenalina, forse è il primo ricordo bello e sano”.
Chi erano o chi sono i tuoi idoli?
“Cristiano Ronaldo so che ha giocato alla Juventus ma p il mio idolo da quando ne ho memoria, è stato per lui che jo iniziato,
Piatto italiano preferito?
“Pasta ovviamente”
Obiettivo?
“Il più importante è fare più partite possibile per aiutare la squadra e fare tanti punti”.
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Eh per forza, pagato per stare in vacanza…
che vergogna