Il ricordo di Carlo Nesti a un anno dalla scomparsa di GPO
I miei ricordi, legati ai derby cittadini, da metà degli anni 70 in avanti, e cioè dallo scudetto torinista in poi, sono ambientati nella redazione di “Tuttosport”, a Torino, in via Villar.
Io ero una “recluta”, e quindi dovevo stare molto attento a parlare. Però, rammento perfettamente l’esistenza di due Curve virtuali. La Curva Filadelfia, quella bianconera, rappresentata da Vladimiro Caminiti, Roberto Beccantini e Marco Bernardini, e la Curva Maratona, quella granata (a dimostrazione di un’epoca, nella quale la città di Torino era veramente più granata che bianconera), formata da Gianni Romeo, Roberto Baruffaldi, Gino Bacci, Giampaolo Brighenti ed Enzo Belforte.
Ai posti di comando, Giampaolo Ormezzano, come si sa, era calorosamente torinista, mentre il mio punto di riferimento, Pier Cesare Baretti, era neutrale, e non è certamente un caso che, leggendolo, osservandolo ed ascoltandolo, io abbia fatto qualsiasi cosa per potergli somigliare.
Ormezzano, già allora, per me, era un autentico fenomeno, con il quale, purtroppo, non c’era dialogo, perché lo sentivo, intellettualmente, troppo superiore. Però, era protagonista di acrobazie, da circo del giornalismo sportivo.
Una sua abitudine indimenticabile, che non è mai stata raccontata, era quella di avere anticipato, di mezzo secolo, le “App”, che oggi consentono di convertire la voce di una persona in un testo scritto.
Pensate che, molto spesso, quando doveva realizzare un articolo, si recava dagli stenografi. Le cabine servivano, quando un inviato, da fuori Torino, doveva dettare un pezzo al telefono.
La persona, incaricata poi di battere a macchina quanto trasmesso, si metteva qualcosa di simile ad una cuffia nelle orecchie, e registrava su un disco, tipo 33 giri, il parlato, con punteggiatura inclusa, del giornalista di turno. Ebbene: non ho mai osato chiedere a Giampaolo perché agisse, come vi sto per raccontare.
Credo fosse un tale fiume di idee e di parole, che i tasti della macchina da scrivere non potevano star dietro alla velocità della sua ispirazione. Di conseguenza, lui entrava al posto degli stenografi, in una di queste cabine, e dettava al telefono ciò che sarebbe diventato testo, improvvisandolo “a braccio”, e registrando, su quel disco, se stesso.
Quindi, prendeva il disco, e lo consegnava a chi doveva battere a macchina, oppure, fatto ancora più incredibile, era lui medesimo a chiedere allo stenografo di liberare il posto, e andare a prendersi un caffè, per potere utilizzare la macchina da scrivere da solo.
Uno come Giampaolo, che era direttore di “Tuttosport”, ripeto, direttore, si comportava come un operaio della Fiat in una catena di montaggio, dedicando al lavoro la più totale dedizione, nella massima umiltà.
Era l’epoca in cui chiunque, nel momento in cui aveva scritto l’articolo, innanzitutto, lo portava ai capi servizio, che lo leggevano, ed eventualmente lo correggevano, collaborando nella titolazione.
Quindi, il pezzo veniva trasportato in tipografia, dove una macchina gigantesca, che oggi potrebbe sembrare un animale preistorico, trasformava il testo scritto in colonnine di piombo.
Si lavorava, in tandem, un giornalista e un tipografo, per ciascuna pagina. Era la normalità, per il giornalista, sporcarsi le mani di grasso, per contribuire alla realizzazione della pagina stessa. Ed era proprio il giornalista, per accelerare le operazioni, ad andare, spesso, a raccogliere quelle colonnine, e a portarle in pagina, dove il tipografo cominciava ad impostare il lavoro.
Oltre un vetro, come in una sorta di paradiso, vedevamo le rotative. Paradiso, perché, nel momento in cui si arrivava fin laggiù, significava che la pagina era finita, e che si poteva tornare a casa, magari anche in anticipo rispetto al previsto. Giusto in tempo per raggiungere gli amici in discoteca.
Erano i tempi della “Febbre del sabato sera”. Ed io lo ammetto, molto lontano, anche troppo, dalla politica dilagante, in quel periodo di fine anni piombo, ero uno spensierato “travoltista”, appassionato molto più della disco music, che non di Nietzsche o Marx.
È stato un grave difetto, nella mia formazione culturale, ma, se non altro, mi ha consentito di conservare la purezza della passione per il gioco, senza alcun inquinamento.
Destino ha voluto, che io vivessi proprio la transizione dal piombo ai computer. E sono entrato in Rai, nel momento stesso in cui stava imponendosi la prima informatizzazione delle redazioni, al principio degli anni 80.
È un po’ come la differenza fra chi può avere percorso le strade in bicicletta, e chi può averle percorse in automobile, fra chi ha combattuto la prima guerra mondiale, e chi ha combattuto la seconda guerra mondiale. Io ho vissuto, in bicicletta, la prima guerra mondiale: fate voi…
A parte l’aggettivo “torinista” che e’ di cattivo gusto (mutuato com’e’ da “romanista”) Nesti, anziche’ lanciarsi in panegirici da libro cuore, dovrebbe scrivere per completezza che Ormezzano e’ anche stato, a partire della fine degli anni 70, l’inventore, su suggerimento dei suoi padroni ovini della busiarda, di quell’immagine del Toro… Leggi il resto »
Puoi girarla come vuoi ma nei vent’anni di proprietà Cairo sono stati più i bassifondi toccati che imprese da ricordare. Poi ripeto,se ti và bene così continua a difendere questa dirigenza che ha fatto passare la voglia di guardare il Torino alla maggioranza della tifoseria. Dal mio punto di vista… Leggi il resto »
Però abbiamo vinto a Bilbao.Abbiamo vinto contro la Juve.Abbiamo giocato i quarti di coppa Italia.Siamo arrivati 2i in serie B.
Io ero contento del Torino di Pianelli.In 19 anni ha ottenuto bellissimi risultati.Come il Torino di Novo che ha ottenuto buonissimi risultati.Hanno fatto vedere che si possono ottenere buoni risultati.
Contento di Pianelli? Ah si’!? Facile dirlo adesso. Vorrei avertelo sentito dire quando esponevano queso striscione:
Io ho visto il Torino di Pianelli e sono stato molto soddisfatto dei risultati ottenuti e com’era strutturata la società partendo dalle giovanili fino alla 1a squadra.
Parliamo poi un po’ anche di Novo @Casao92. Che mi dici di quando, negli anni 50, dopo la perdita del Grande Torino, c’era chi non gli perdonava di non riuscire a ricostruire una squadra uguale e gli rinfacciava lo sciagurato Bepi Moro ma anche acquisti meno inaffidabili, quanto pur sempre… Leggi il resto »
Nonche’ le cessioni, per necessita’ di bilancio, di giovani promettenti non ancora sbocciati del tutto, come Petri, Castelletti e Fogli? Nonche’ di quel Giuliano che aveva giocato assieme ai campioni del Grande Torino e che era un po’ il Buongiorno di allora?
Torniamo a Pianelli, pero’ @Casao92. Visto che ti piacciono tanto i mancini in difesa e li ritieni indispensabili, che cosa mi dici di Salvadori, destro adattato a sinistra nell’anno dello scudetto e nei due successivi?
Poi, sempre continuando su Pianelli, parleremo anche del “calvario del libero” dopo la prematura cessione di Caporale al Napoli e degli acquisti di Onofri e Carrera subito infortunati e di Van de Korput che libero non era. Eri contento anche dopo di quelli, nonostante tutto? Oppure sei andato anche tu… Leggi il resto »
Redazione come posso fare per non farmi arrivare le notifiche sull’email ogni commento di risposta ai miei?
Giocava a sinistra e giocava molto bene.Per lui parlano i risultati.
Quindi anche un destro puo’ giocare molto bene con la mancina o sulla mancina? Sembra un po’ il discorso che cercavo di fare quando ti parlavo di Nadal. Concordi quindi che il mancino *naturale* non e’ sempre necessario?
Dipende dal giocatore che gioca al suo posto.
Ecco appunto. Quasi nessuno e’ al 100% destro e al 100% mancino. Anzi, ci sono molti giocatori che rendono meglio se invertiti. Lascio a te capire a chi sto pensando nel Toro di oggi.
Sono d’accordo che Salvadori sulla fascia sx giocasse molto bene (anche se non meglio che nel suo ruolo naturale, che NON era quello di esterno). Pero’ nella (ehm!) logica di molti qui Salvadori sarebbe stato un “adattato”…. o sbaglio?
Vuoi che te lo rispiego perché Nadal giocava con la sinistra? Oppure vuoi chiedere direttamente a Connors ( il mio mito) e a McEnroe? Loro sì mancini naturali.
In piu’ di 10 anni di presidenza Novo e Pianelli hanno ottenuto buonissimi risultati.Come posso non avere notifiche sull’email?
Come puoi non avere notifiche sull’email? Rispondendo punto per punto alle mie argomentazioni @Casao92 e non cavandotela con frasi generiche come “Novo e Pianelli hanno ottenuto buonissimi risultati”. Infatti, se ti limiti ai soli anni 50, Novo (e i soci che aveva chiamato in aiuto) ottenne(ro) suppergiu’ i risultati di… Leggi il resto »
Scimm, secondo me sei intelligente e allora agisci da tale. Lascia stare.La vista di un tordo è molto più sviluppata di quella di una scimmia, allora segui il mio consiglio.
Ma Novo e Pianelli hanno una percentuale del 100% di campionati in A.Se per favore non arrivano e mail la ringrazio.
Avresti potuto fermarti alla prima riga e sarebbe stato un commento da applausi. Tutto il resto è francamente irricevibile
Irricevibile? E perche’? E comunque che ci vuoi fare? Certe cose vengono sempre ricevute in ritardo. Aspetta che Cairo se ne vada e che il Toro torni dov’era nell’immediato prima che lui tornasse. Poi vedrai se i @Casao92 di turno non parleranno di Cairo come oggi parlano di Pianelli!
A parte che ti si perdona tutto perché sei insano di mente.
https://youtu.be/-WmkjgwmUB0?si=yyzBh16yME6CaZXf
Non ho bisogno del tuo multitordoperdono.
Fuori dal tempo è proprio adatta a te. Peccato sia troppo figa.
Identico articolo di un mese fa circa. Avete semplicemente tolto i commenti.