Dagli aneddoti su Sala e le partitelle, ai venerdì sera che forgiavano il gruppo: il ricordo di Zaccarelli dello scudetto del ’76

Renato Zaccarelli è stato uno dei protagonisti dell’ultima grande pagina di gloria della storia granata. Cresciuto nel vivaio del Torino, tornò in granata nel 1974 dopo le esperienze in Serie B e l’esordio in Serie A con il Verona, diventando presto un punto fermo della squadra. Fu tra i titolari dello storico scudetto del 1976 e presente in quell’1-1 di Cesena del 16 maggio che consegnò il titolo ai granata.

Zaccarelli ricorda quel Torino

Io ho cominciato dal settore giovanile, quindi già da lì ho iniziato a capire qual era lo spirito di questa squadra. Abbiamo vinto un campionato Primavera negli anni ’70 con quella squadra dove c’ero anch’io: 7-8 giocatori su 15 sono arrivati a giocare in Serie A.

Il Torino era un grandissimo serbatoio. Dopo sono diventato anch’io capitano e allora quando diventi capitano del Torino ti fanno giocare con la maglia numero 10, me l’hanno data senza che la volessi. Però quella era LA maglia, quella di Valentino Mazzola, quindi era una maglia che pesava tantissimo.

Però insomma, grazie all’aiuto loro e a un’annata che piano piano prendeva sempre più corpo, noi siamo partiti con un certo tipo di squadra e certe scoperte poi Radice le ha fatte. All’inizio c’era Lombardo che giocava terzino destro, parlavamo con Roby prima scherzavamo: dice ‘sì con tutte le gufate che gli ho dato il terzo giorno di allenamento si è fatto male‘. La squadra è stata sempre in evoluzione e Radice è stato bravo poi a trovare per ognuno di noi la posizione giusta.

Gli aneddoti su Claudio Sala e sugli allenamenti

Sugli allenamenti: “Negli allenamenti, hanno già parlato loro, in ultimo parlo io, perché chi tirava il gruppo era Pupi e il sottoscritto. Io e Pupi eravamo sempre i due davanti, però vicino a lui a sinistra c’era sempre Radice perché non mollava, anche se faceva qualche fatica con il ginocchio a starci dietro. Gli ultimi due erano Claudio e Caporale. Però Claudio quando alla domenica si giocava ed era il momento del riscaldamento, lui andava in prima fila. Faceva l’esercizio del riscaldamento e tutti dietro a lui: lui faceva veramente degli esercizi che ce li sognavamo di fare. Quindi c’era questa trasformazione.

I momenti di aggregazione del gruppo

Sul gruppo e le cene insieme: “E poi piano piano durante l’annata Radice è stato molto bravo, molto autorevole ma non autoritario. Non ci guardava nella vita privata: io ad esempio all’epoca non ero ancora sposato, quindi al venerdì sera da scapolo si andava in ritiro volontario a rilassarsi.

Il venerdì si mangiava sempre branzino al sale. Piano piano il gruppo aumentava sempre. Perché? Perché noi stavamo bene, oppure perché a casa qualcuno che era sposato aveva i figli che non dormivano e allora lasciava la moglie a casa e veniva con noi scapoli. E quindi è stato un momento di grande aggregazione. Durante gli allenamenti facevamo sempre bagno e massaggio il venerdì, che era giorno di riposo assoluto.

Lì ho cominciato a dire: venite fuori, facciamo due o tre passi, così stiamo un po’ insieme in compagnia. Sempre un gruppo di 4-5 che andava, poi si tornava dentro a trovare quelli che facevano bagno e massaggio e tornavamo tutti sudati perché facevamo le partitelle 3 contro 3 con gli ostacolini come porte e il muro di compensato con cui potevi fare le sponde. Ci siamo divertiti da morire.

L’intervista con Castellotti

Ormai sono cinquant’anni che è successo, perché Castellotti mi ha intervistato sotto la curva Maratona e c’era la Maratona in grande festa, un casino della madonna, urla e grida, e Castellotti mi faceva le domande e io ad ogni domanda alzavo sempre di più il tono della voce perché sembravo proprio un rimbambito e il mio timore era che non si sentisse quello che dicevo. Ancora adesso i miei figli mi prendono in giro, ma vorrei che si ripetesse ancora con qualche altro personaggio una situazione di questo genere, così vorrebbe dire che non siamo più solamente noi che abbiamo vinto uno scudetto”.

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ultimo aggiornamento: 15-05-2026


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Berggreen
49 minuti fa

I cairoti di oggi, nemmeno sanno chi siete . Godono per Pedersen e Casadei 🫣🤭

Speruma torni Baffone

Io lo avrei voluto presidente. Sia lui che Sala hanno dato.tutto e si sono esposti in periodi difficili … non va scordato mai…

Kawasaki77
1 ora fa

Immagine-2026-05-15-150119
Robilant1959!
2 minuti fa
Reply to  Kawasaki77

Zerotreino…

Sala: “Radice è stato fondamentale, con lui siamo diventati una squadra vincente”