Esclusiva / L’intervista a Marco Ferrante: da Simeone alle prime impressioni su Abate, fino alle dichiarazioni del presidente Cairo
Dopo le prime 5 giornate di Serie A, è iniziata la lunga sosta per gli impegni delle Nazionali, che vedrĂ il campionato fermarsi per un totale di tre settimane. Finito questo primo blocco di partite si può iniziare a tirare alcuni bilanci di quanto visto fino ad ora e ciò che ha stupito in negativo, sponda Torino, è la fatica fatta dal reparto offensivo granata nel portare i propri attaccanti al gol. Questo ed altro tra gli argomenti dell’intervista esclusiva a Marco Ferrante, storica bandiera e punta granata.
L’intervista a Ferrante
Ferrante, come giudica questo inizio poco convincente del reparto offensivo del Torino?
“Il reparto offensivo del Toro è un po’ decimato anche dallo status fisico di Zapata e questo lo si sapeva. Lui è incappato anche in un brutto infortunio. Adesso si è ripreso, però ha una struttura fisica “pesante”. Non ci si può aspettare piĂą di tanto da lui. Adams si è fatto male e adesso ha fatto gol Kulenovic domenica scorsa a Bologna, complice anche il portiere, ma comunque si è un po’ corti in attacco. Perciò penso che vedremo come butta fino al prossimo mercato, anche se comunque è ancora lungo il girone d’andata. Poi può darsi che bisognerĂ mettere mano al portafoglio per essere da supporto al reparto offensivo”.
Cosa sta mancando a Simeone per incidere?
“Per quanto riguarda Simeone, secondo me ci sono state troppe voci di mercato quest’estate. Il fatto che lui dovesse andare via e che c’era qualcosa di interessante per lui in Argentina ha influito. Lo dico perchĂ© ci sono passato anch’io e queste situazioni fanno sì che inconsciamente vieni un po’ sviato mentalmente e rischi di radicarti su quello che devi fare prossimamente, come il campionato di quest’anno. Perciò può darsi che sia stato questo a creargli qualche disturbo. Poi la statistica dice che Simeone il primo in una nuova squadra fa bene, il secondo anno sempre un po’ meno. Questi sono i numeri che lo dicono“.
Secondo lei è meglio un Torino a due punte o con un unico riferimento offensivo con Vlasic ad orbitargli attorno?
“Io vedo bene anche la scelta di usare un solo attaccante, ma con Vlasic un po’ piĂą avanzato, perchĂ© è uno che detta molto bene l’ultimo passaggio, uno che vede la porta, uno molto bravo nell’uno contro uno. Dipende anche da come vuoi giocare sugli esterni, perchĂ© il Toro comunque ha degli esterni importanti. Vanno messi in condizione per far sì di usare tutte le tue armi possibili. Adesso diciamo che questa sosta, indipendentemente dai tanti nazionali che sono assenti, servirĂ a cercare di trovare una soluzione tale per far sì di pungere l’avversario e non fargli solo il solletico”.
Come ha visto Abate in questo primo blocco di partite sulla panchina del Torino?
“Era una scommessa, secondo me è un allenatore importante, anche perchĂ© ha fatto un campionato importante al Sud, in Serie B. Però la Serie A è un altro palcoscenico, anche se oggi forse è un po’ piĂą livellato, tolte quelle cinque o sei squadre. Tutto sommato è stata una scelta azzardata, ma oggi se dovessi dare un voto, starei nel mezzo, da uno a dieci, cinque o forse la sufficienza. Ma faccio una domanda: se si fosse perso a Bologna oggi ci sarebbe ancora Abate? Perciò è un rischio, è un rischio e secondo me il Toro non è nelle condizioni tali di poter rischiare, perchĂ© deve avere delle certezze. Però diciamo che, pur essendo un bel rischio, secondo me è un buon profilo, con la speranza che possa mettere piĂą fieno in cascina possibile da qua al prossimo mercato”.
I risultati al ritorno dalla sosta potrebbero quindi essere decisivi per Abate?
“Penso di sì, ma non lo dico io, anche perchĂ© c’erano giĂ diverse chiacchiere sul fatto che se avesse perso a Bologna, cosa che poteva anche succedere, il rischio di vederlo andar via sarebbe stato alto. Il Toro avrebbe potuto anche vincere se l’arbitro non avesse sbagliato in alcuni episodi. Però se il Toro avesse perso a Bologna si vociferava che Abate rischiasse seriamente di saltare. Adesso tutti smentiscono tutto, però quello era un dato di fatto. Sperando che la sosta aiuti a trovare un po’ piĂą di tranquillitĂ , tanto alla fine quello che paga nel mondo del calcio sono i risultati, le chiacchiere stanno a zero. Sotto il profilo del gioco non gli si può dire niente, perchĂ© comunque il Toro osa ma non punge. Tu per far male devi far gol in questo campionato, dove non ti perdona nessuno”.
Cairo ha affermato ad inizio anno di voler fare la sua miglior stagione di sempre: pensa che ci siano i presupposti per riuscirci?
“Ad oggi no. Difficile dopo che, all’inizio di campionato, in cinque partite fai quattro punti. I presupposti ci possono essere, l’inizio non è incoraggiante, però voglio provare a sperare che abbia ragione.”
