Le forze fresche hanno indirizzato l’esito della gara: i cambi del Torino hanno fatto bene, ma il Como ha potuto sfruttare più qualità
Il Torino ha offerto un’ottima prestazione nel primo tempo, proseguendo nella ripresa con una gara attenta e ordinata. Nel finale, però, i granata hanno pagato le energie spese nel corso della partita, lasciando spazio alla crescita del Como, capace di aumentare la pressione e ribaltare il risultato.
A fare la differenza sono stati anche i cambi di Fabregas, che hanno permesso ai lariani di inserire nuove energie e ulteriore qualità, mantenendo alta l’intensità fino al triplice fischio. Discorso diverso per il Torino: le sostituzioni hanno portato forze fresche e buone prestazioni individuali, ma non sono state sufficienti per restituire alla squadra il controllo della gara e contrastare la spinta finale degli avversari.
I cambi del Como
In una partita particolarmente dispendiosa dal punto di vista fisico, il Como ha potuto contare sull’apporto di Addai, Baturina e Kaiki, inseriti da Fabregas a gara in corso. Il primo non è riuscito a lasciare il segno, anche a causa del poco minutaggio accumulato nel corso della stagione, ma resta un giocatore che in passato ha già punito il Torino, decidendo con una doppietta la sfida della scorsa annata. Kaiki e Baturina hanno invece garantito ulteriore qualità alla manovra offensiva, con il brasiliano protagonista di una spinta costante sulla fascia e il croato autore della rete del definitivo 3-1. Cambi che hanno quindi permesso ai lariani di mantenere alta l’intensità e aggiungere soluzioni offensive, confermando come, alla fine, la maggiore qualità della rosa abbia prevalso sulla resilienza del Torino.
I cambi del Torino
Un discorso simile può essere fatto per il Torino, che soprattutto con i primi cambi ha trovato nuove energie per dare vigore alla squadra. Gineitis e Patterson si sono resi protagonisti di una buona prestazione, con il lituano che è andato vicino a trovare la sua prima rete in campionato. Negli ultimi minuti sono invece entrati Kulenovic, Ilkhan e Oristanio, senza però riuscire a incidere in maniera significativa. Il croato non è riuscito a dare continuità al lavoro svolto da Simeone, mentre gli ultimi due hanno avuto a disposizione troppo poco tempo per provare a cambiare l’inerzia della gara. Anche dalla gestione delle sostituzioni emerge quindi una differenza tra le due squadre: il Como ha potuto contare su innesti capaci di aggiungere qualità e soluzioni offensive, mentre il Torino, pur trovando giocatori pronti a portare grinta ed energia, non è riuscito a ristabilire l’equilibrio della partita.

c’è anche un’altra differenza, edoardo fafiochelli: fra chi, nonostante la propria squadra sia in testa al campionato (e a +12 sulla cairese), continua coerentemente a condurre la propria battaglia disertando il proprio stadio e chi, entusiasta per averne prese solo 3 dal Como invece che 5, continua a finanziare un… Leggi il resto »
E già