Eccola, la chiave giallorossa per arrivare a Bruno Peres: si chiama Carlos Carbonero, è colombiano, deve ancora compiere venticinque anni e la serie A la conosce eccome. Sussurrando il suo nome la Roma ha trovato il modo di far gola al Torino e tracciare la pista da seguire per tesserare l’erede di Maicon.

 

D’altra parte Peres è brasiliano, proprio come Maicon, e proprio come l’ex terzino della Seleçao adora fare scorribande sulla corsia destra. Peccato che fra la Roma e Peres ci sia da superare lo scoglio granata; e non è uno scoglio di poco conto, perché di solito quando Cairo si mette di traverso ottiene quanto vuole. Ne sa qualcosa l’Atletico Madrid, ad esempio, quando si è trattato di negoziare Cerci; o la stessa Juve, quando ha voluto “scippare” al Toro Ogbonna. Dunque, quando Cairo dice quindici (milioni) è ben difficile fargli cambiare idea.

 

A meno che… A meno che si trovi la chiave tecnica che soddisfi Giampiero Ventura. E quella chiave tecnica potrebbe essere rappresentata proprio da Carbonero, ossia l’esterno d’attacco che preferisce destreggiarsi da interno o da trequartista, che è ambidestro, che è dotato di buon tiro e che ha anche grande corsa, forza fisica e resistenza. Eccolo trovato, dunque, il potenziale erede di El Kaddouri; con Carbonero, infatti, il Toro risolverebbe in un colpo solo molti problemi dalla cintola in su. Il colombiano, d’altra parte, ha sì giocato l’ultimo campionato con la maglia del Cesena (22 gettoni, tre gol e un assist) ma è in orbita Roma.

 

Il talento di Bogotà, che da ragazzino s’ispirava a Tino Asprilla, alla galassia granata piace tantissimo e potrebbe davvero diventare l’apripista per portare Peres sotto il Cupolone. A patto di accompagnarlo con un assegno “pesante”: d’altra parte Cairo valuta Peres quindici milioni, mentre Carbonero è stimato al momento tra i tre e i tre milioni e mezzo. La differenza da colmare, dunque, è di circa dodici milioni; alla Roma l’ultima risposta.

 

 


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