Il Toro riparte da un gol di Fabio Quagliarella. L’attaccante napoletano era già stato pericoloso e sfortunato nella partita di Coppa Italia contro il Pescara, domenica è riuscito a trovare un gol pesante e a sfornare una prestazione da autentico trascinatore dell’attacco granata: tanto movimento, passaggi precisi, pericolosità sotto porta e il gol.
Quagliarella, giocatore di fama internazionale che si è calato perfettamente nella nuova realtà, a partire dalla passata stagione, continua ad avere grande voglia di fare bene con la maglia granata. La sua esperienza è preziosissima anche per i tanti giovani che compongono la rosa del Toro: l’attaccante dispensa consigli, aiuta nei movimenti ed è il primo a dare l’esempio con la sua professionalità e costanza nel lavoro quotidiano. Un vero e proprio leader indispensabile dentro e fuori dal campo, come testimoniano i 180 minuti in due partite in questo inizio di stagione.

 

Difficile, in questo momento, immaginarsi un attacco granata senza la presenza di Quagliarella. E’ lui il punto di riferimento, è la punta di diamante del fronte offensivo granata. Tutti gli altri possono solo giocarsi un posto a fianco a lui per completare il reparto. Le strategie del Toro sembrano essere chiare: puntare sul giovane Belotti, acquisto più caro dell’era Cairo, giocatore che si può integrare alla perfezione con Quagliarella e che può sfruttare al meglio anche i tanti cross provenienti dalle fasce. Ci vorrà tempo, però, per metabolizzare al meglio gli schemi di Ventura. Il tecnico crede molto nelle potenzialità dell’ex Palermo, ma come ci ha sempre abituati, cercherà di inserire il giocatore progressivamente, senza forzarne la crescita tecnica.

 

Dietro Belotti, nelle gerarchie predefinite, partono sullo stesso gradino Maxi Lopez e Martinez. L’argentino è stato proposto da titolare anche nella prima di campionato, ma la sua forma fisica è apparsa molto lontana dalla perfezione: nonostante ciò Maxi ha la capacità di rendersi sempre pericoloso sotto porta, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto.
Chissà, però, che non possa approfittare della differenza di condizione fisica, proprio Martinez, apparso più in palla del compagno e finalmente pericoloso in zona gol: rete bellissima contro il Pescara e tiro velenoso contro il Frosinone. Il venezuelano ha qualità diverse da tutti gli altri attaccanti granata e ha tantissima voglia di crescere. Il tempo c’è e le doti tecniche non mancano.

 

Ventura può sorridere, le alternative sono molte e si può scegliere anche in base alle caratteristiche delle squadre avversarie. In attesa del “Gallo” il Toro ha già una certezza: Quagliarella c’è, e sarà anche quest’anno il leader dell’attacco granata.

 

 


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