Quando proprio “non c’è partita”. Se il Torino ha vinto e convinto contro una deludente Sampdoria, ancora meglio è stato il duello della partita tra due giocatori che, a centrocampo, sanno di essere molto importanti: Acquah da una parte e il suo ex compagno, Soriano, dall’altra. A vincerlo, a stravincerlo anzi, è stato il giocatore granata, che ha surclassato in tutto e per tutto uno dei leader della formazione blucerchiata, il cui trasferimento al Napoli è saltato solo per questioni di tempo.

 

Inconsistente, si diceva, la prova di Soriano: un solo tiro in porta e addirittura sei palloni persi (dati European broadcast development), tanto che pure Zenga ha dovuto arrendersi togliendo il giocatore all’82’ per inserire Rodriguez. Una prestazione sicuramente da dimenticare per il numero 21, che è rimasto ingabbiato dalla linea mediana granata, senza alcuna possibilità di emergere e di aiutare i compagni nella rimonta.

 

Convince, invece, in pieno la prestazione proprio dell’ex blucerchiato, che dopo un lungo corteggiamento, iniziato lo scorso gennaio, è finalmente approdato in granata. Le sue prestazioni sono in netto crescendo, e ieri, non a caso, Acquah ha raccolto gli applausi a scena aperta di tutto lo stadio, al momento della sostituzione. Ottima la prova sia per quantità, sia per qualità: è il giocatore che, con Peres, ha dato il via al maggior numero di contropiedi, oltre al grosso quantitativo di cross per i compagni (ben 4, dietro proprio al terzino) che hanno contribuito a rendere pericoloso il Toro dalle parti di Viviano. Poi, ci sono le sensazioni che i numeri non dicono, come per esempio l’abnegazione e la caparbietà, che parlano di un giocatore che, contrastato per tre volte, per tre volte si rialza e arriva a crossare, guadagnando anche un angolo.

 

Insomma, tanti indizi che confermano quanto buona sia stata la prova del centrocampista, che si candida per diventare, seriamente, uno dei titolari inamovibili di questo nuovo, bel Torino che si sta plasmando. E i tifosi già lo adorano…

 


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