Il giorno della finale, Toro-Lazio, l’ultimo atto della stagione. Troppo fresca la ferita granata per non pensare a quanto accaduto un anno fa. Di quella formazione pochissimi sono i reduci: con Fissore in panchina e Graziano squalificato, gli unici due giocatori dell’attuale Primavera a scendere in campo un anno fa furono Morra (titolare) e Rosso (entrato nel corso dei supplementari). I due attaccanti, oltretutto, furono protagonisti anche della “lotteria” dei rigori, quella che vide trionfare il Chievo per la prima volta nella sua storia. 

 

Stasera, alle 18, a Chiavari (la partita sarà trasmessa in diretta su Rai Sport) Torino e Lazio si incontreranno per la quarta volta negli ultimi quattro anni. Puntualmente, ogni stagione, si ritrovano di fronte in final-eight: ma stavolta le due squadre si incroceranno in finale, dopo le due sfide ai quarti e lo scorso anno in semifinale.
Dodici mesi fa la squadra di Longo si tolse una piccola soddisfazione, interrompendo la striscia positiva biancoceleste nei confronti col Toro ed eliminando la squadra di Inzaghi ad un passo dalla finale. Lazio che è la favorita del match, mentre il Toro è arrivato “a fari spenti”, come sottolineato da Longo subito dopo la semifinale vinta contro la Fiorentina. E chissà che questo non possa attutire le pressioni, visto che contro il Chievo i granata arrivavano, al contrario, consapevoli di essere la squadra da battere. Contro i biancocelesti Longo ritroverà Thiao, che con molta probabilità giocherà dal primo minuto al fianco di Danza: il centrocampista, ingiustamente squalificato per tre giornate dopo il rosso rimediato nella penultima di campionato, farà così il suo esordio nella fase finale. 

 

 

Il Toro è a caccia del nono scudetto, la Lazio del sesto: i granata, con otto titoli, sono la squadra che ha vinto più tricolori nella storia. Questo nonostante l’ultimo scudetto risalga a 23 anni fa, alla stagione ’91/’92. Da allora in avanti due finali, entrambe perse: nel ’94 (e Moreno Longo era in campo) e lo scorso anno.


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