Esclusiva / L’ex allenatore del Torino ha parlato dell’attualità granata, dal futuro della panchina, alla contestazione dei tifosi, fino ai risultati
Nel recente periodo del Torino, in cui si è visto un leggero miglioramento dei risultati, abbiamo chiesto a Giancarlo Camolese di commentare alcuni dei temi oggi legati alla squadra granata. L’ex giocatore e allenatore ha infatti espresso la sua opinione sul cambio di allenatore e sulla contestazione, soffermandosi anche sul rendimento della squadra.
L’intervista
Come ha visto il Torino di D’Aversa
“Io il Torino l’ho visto nell’arco di tutta la stagione, ho visto diverse partite. La squadra contro il Parma ha fatto molto bene, però è un Torino che in generale difetta nella continuità dei risultati: ha alternato ottime prestazioni ad altre dove si è un po’ perso. In questo finale di stagione penso che l’obiettivo, oltre a conquistare punti, sia quello di provare a trovare un po’ più di continuità, e questo spetta a D’Aversa e a il suo staff”.
Cosa ha visto di diverso tra Baroni e D’Aversa?
“Adesso è un po’ presto, ma il sistema di gioco è rimasto lo stesso, perché è stata una traccia che è stata indicata e i giocatori sono questi. Quando un allenatore subentra a poche partite dalla fine è molto difficile che stravolga quello che è l’impianto della squadra. Si può lavorare su come migliorare la condizione dei singoli giocatori, nel fare le scelte diverse, è chiaro che poi dipende dalla sensibilità di ogni allenatore”.
Come ha fatto la squadra a cambiare così rapidamente?
“Chiaro che ci sono anche dei fattori psicologici che incidono. Normalmente quando c’è un cambio di allenatore, anche questo ha la sua importanza: chi entra porta nuovo entusiasmo, tutti i giocatori si sentono di nuovo messi in discussione, quindi è possibile che ci sia comunque la scintilla che permette di fare prestazioni migliori. Adesso il Toro ha davanti tre partite con avversari alla portata, quindi questo è il momento di mostrare che la squadra sta meglio”.
Come può gestire un allenatore il fatto di essere sotto contratto per 4 mesi?
“Anche a me era capitato. Quando hai poche partite a disposizione non è che puoi stravolgere le cose. Il Toro è sempre una grande occasione per un allenatore, ha fatto bene D’Aversa a coglierla. Naturalmente spero che la società valuti il suo lavoro e gli dia poi la possibilità di partire da inizio stagione, perché questo è anche quello che spera sempre ogni allenatore: poter partire dall’inizio con le proprie idee e fare le scelte che ritiene più opportune. In questo momento deve cercare di trarre il massimo da qualche cosa che è stata costruito da altri”.
Le voci di mercato suggeriscono Juric come nuovo allenatore: potrebbe rivelarsi una scelta corretta?
“I colleghi che sono venuti a Torino sono tutti degli allenatori bravi, io ho sempre detto che se il Torino ha avuto qualche problema negli ultimi anni secondo me non era dovuto all’allenatore ma alla mancanza di giocatori in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. Il Torino secondo me ha sempre scelto dei buoni allenatori, poi tutti i tecnici hanno bisogno di avere una rosa competitiva con più giocatori nei vari reparti che possano garantire per tutta la stagione. Al Toro ci sono state stagioni dove la squadra nei primi undici aveva un certo tipo di qualità e poi magari i subentrati un po’ meno, quindi questo poi alla fine ha un peso. Non credo che il problema del Toro in questi ultimi anni siano stati gli allenatori”.
Che effetto ha fatto vedere una partita senza tifosi allo stadio?
“Ognuno può pensare come meglio crede, però vedere la Maratona vuota a me fa effetto, poi penso sempre che questo non aiuti mai la squadra, soprattutto nei momenti di difficoltà. Vedere una curva vuota non aiuta, anche perché molti sono ragazzi giovani, stranieri, che conoscono e capiscono il Toro fino a un certo punto. Io so che la tifoseria del Toro può dare grandi soddisfazioni a chi viene qua a fare il proprio mestiere e magari in questo momento non tutti hanno visto la parte migliore del Toro e della sua tifoseria”.
Nella sua esperienza di allenatore le è mai capitato di assistere a una forma di contestazione come quella di oggi?
“Io di contestazioni ne ho viste tante. Quando ho preso il Toro per la prima volta nel campionato di Serie B l’esordio è stato davanti ad una Curva completamente vuota e uno striscione enorme che dava dei mercenari praticamente tutti. Di contestazioni ne ho sempre viste, allo stadio e al campo, e ho sempre detto ai miei colleghi, quando li trovavo ad allenare il Torino, che non esiste un allenatore del Toro che non sia mai stato contestato. Anche quelli che hanno vinto e fatto dei bei percorsi hanno dovuto affrontarle, perché il tifoso del Toro è molto passionale e la curva si fa sentire. Allenare il Torino non è mai una passeggiata per nessuno, però vale sempre la pena esserci, proprio per la storia di una società che ha lasciato il segno nella storia del calcio italiano”.
Quali sono i punti fermi su cui dovrebbe ripartire la squadra per la prossima stagione?
“Sono domande difficili a cui rispondere adesso, perché arrivati a un risultato definitivo poi subentrano altri fattori: il bilancio, la voglia di investire della società, i desideri dei giocatori, dei procuratori. Sicuramente Vlasic è un ottimo giocatore però chissà se ha ancora voglia di rimanere nel Toro, se vuole fare altre esperienze. È difficile trovare giocatori che vogliano rimanere, quindi alla fine si devono considerare anche gli interessi della società e dei giocatori. Questo rende complicato anche per la tifoseria affezionarsi a qualcuno, soprattutto perché negli ultimi anni ne sono partiti molti. Alla fine, si spera sempre che quelli che arrivano siano migliori”.

Camola ha ragione, il problema non è l’allenatore od i giocatori, il problema è TDC quindi stadio vuoto e contestazione finché non se ne andrà via. TDC VATTENE.