Il borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo l’ultimo periodo caratterizzato dall’addio di Baroni e dall’arrivo di D’Aversa
Dopo l’avvio incoraggiante un lento ed inesorabile declino di prestazioni e risultati ha accompagnato Marco Baroni alla porta di uscita dello spogliatoio granata. La posizione del tecnico toscano, già barcollante da mesi di altalena, si è fatta sempre più critica fino alla secca sconfitta (3-0) patita per opera del Genoa che è costata l’inevitabile esonero già più volte rimandato. Nel frattempo in casa Toro erano già intervenuti altri sconvolgimenti ad inizio dicembre con l’allontanamento del DS Davide Vagnati, corresponsabile di una campagna acquisti estiva quantomeno discutibile e contraddittoria, ed il ritorno, dopo sei anni, dell’ex direttore Gianluca Petrachi. La stagione negativa della squadra che dopo alcuni campionati di metà classifica si ritrova in piena corsa salvezza ha come colonna sonora la protesta continua della tifoseria che ormai è sfiancata da una gestione al di sotto delle aspettative ed è sfociata, dopo varie turbolenze, nella diserzione dello stadio da parte dei gruppi organizzati nelle partite in casa.
In tale contesto la coppia Cairo – Petrachi ha tentato la carta Roberto D’Aversa il quale non ha fatto in tempo ad accorrere al capezzale di una squadra in caduta libera (27 punti, la metà delle partite disputate perse, la peggior difesa del campionato è l’eredità lasciata da Baroni) che nel corso della prima conferenza stampa ha avuto modo di tastare immediatamente che aria tirasse al “Grande Torino”. Ciononostante il 50enne tecnico abruzzese in sella da un mese sta facendo ciò che doveva fare, riorganizzando la squadra ed ottenendo i risultati attesi attraverso un gioco più propositivo. Senza operare grandi stravolgimenti nel modulo che resta quello con la difesa a tre, ha optato da subito per un attacco con due punte e già nella partita di esordio contro la Lazio con Simeone e Zapata entrambi in gol si sono raccolti i primi frutti. La squadra ha nuovamente un’identità ed appare più compatta e ordinata ma anche più aggressiva e convinta; si apprezzano coraggio e verticalizzazioni, ripartenze più efficaci (vedi terzo gol al Parma) e in quattro partite sebbene non si siano risolti i problemi difensivi (media di 1,5 gol subiti contro 1,8 di Baroni) il saldo è ampiamente attivo (con 9 gol realizzati in 4 partite alla media di 2,25) e, considerando il fatto che si sia giocato in casa della seconda e della terza in classifica, i dati sono di tutto rispetto.
Per quanto riguarda calciatori utilizzati non sono mancate le sorprese: ci si aspettava l’impiego più o meno stabile dei calciatori che il tecnico aveva già allenato nella sua recente esperienza ad Empoli ma Marianucci non è mai stato schierato, Anjorin ha disputato solo una manciata di minuti da subentrato a Napoli mentre l’unico che ha sempre giocato da titolare è il difensore Ismajli che comunque era già un perno nella difesa di Baroni. Per contro è stato promosso titolare Ebosse nella posizione naturale di braccetto sinistro della linea difensiva così come Gineitis ha ritrovato la titolarità del ruolo a scapito di Casadei.
La pausa per la Nazionale è stata utile per trarre ulteriori indicazioni utili avendo più tempo per conoscersi e lavorare insieme nella consapevolezza che bisogna tenere tutti sulla corda perché la strada verso la salvezza (ed un’eventuale riconferma per la prossima stagione) è ancora impervia e lastricata di trappole e la situazione ambientale è quella che è.
Torino, chi sale
VLASIC sta disputando la sua miglior stagione in granata, trovando anche una insospettabile continuità, qualità che non aveva mai dimostrato finora. Sia con Baroni che con D’Aversa ha ricoperto sempre un ruolo di mezzala a ridosso degli attaccanti, sempre nel vivo della manovra e disponibile anche al sacrificio. Sette reti e tre assist decisivi in serie A, oltre che due perle con la propria Nazionale nelle partite di qualificazione mondiale. Ora club importanti hanno messo gli occhi su di lui.
SIMEONE è tornato al centro dell’attacco granata dopo aver saltato alcune partite nel mese di gennaio. Con otto gol realizzati in questo campionato ha raggiunto quota 81 eguagliando due campioni assoluti come Maradona e Cristiano Ronaldo. Riesce a trovarsi bene con qualsiasi partner e dimostra fiuto del gol riuscendo a capitalizzare palloni “sporchi”.
EBOSSE arrivato a gennaio per coprire il ruolo scoperto di centrale difensivo di piede mancino, ha debuttato nell’ultima partita di Baroni contro il Genoa ed ha mantenuto il posto da titolare nelle quattro gare con D’Aversa alternando buone giocate a qualche errore (in particolare contro Genoa e Milan) ma c’è fiducia su di lui nonostante la concorrenza.
GINEITTS ultimamente ha ritrovato la sua dimensione e un posto da titolare a scapito di Casadei dopo un avvio difficile. Ha conquistato la fiducia di D’Aversa che ne apprezza spirito di sacrificio e capacità di copertura, costruzione e inserimenti a sostegno degli attaccanti. In questo campionato non ha ancora trovato il gol ma ci prova spesso con tiri dalla distanza.
ILKHAN sparito dai radar nell’ultima parte del 2025, si è riconquistato gradualmente spazio dall’inizio di quest’anno, dopo la partenza di Asslani, con prestazioni ancora discontinue ma nelle quali ha fatto intravedere qualità di verticalizzazione e, con D’Aversa che lo vede come un buon play nel centrocampo a tre, ha trovato il suo primo gol in serie A. Talvolta porta ancora troppo palla, nelle ultime gare si giocherà il futuro.
ZAPATA da quando è tornato dopo l’infortunio non ha più raggiunto i livelli di un tempo, Baroni ha centellinato le sue presenze ed il colombiano non è mai riuscito ad incidere realmente. Con l’arrivo di D’Aversa ha subito ritrovato il gol che gli mancava da tredici gare dimostrando di gradire il nuovo modulo e la coabitazione con Simeone trovando un altro bel gol contro il Parma e favorendo quelli del compagno. Ha inoltre raggiunto quota 350 presenze in A.
OBRADOR dopo il brutto esordio da subentrato nella disfatta di Como, ha dimostrato di potersi prendere la fascia sinistra garantendo quella spinta che era sempre marcata sulla corsia. Con il nuovo tecnico è partito sempre titolare acquisendo più fiducia nei propri mezzi ed è arrivato il primo assist vincente (per la testata di Zapata) contro la Lazio.
KULENOVIC arrivato in sordina a fine gennaio ha subito dimostrato di non essere è un oggetto misterioso andando in gol pochi giorni dopo alla prima apparizione in coppa Italia in casa dell’Inter. Ha poi avuto spazio anche in campionato rendendosi protagonista di buone giocate anche se non ha lasciato il segno a parte l’assist per il gol di Zapata contro il Parma. Nonostante la folta concorrenza, è tenuto in considerazione dal nuovo tecnico.
Torino, stabili
ISMAJLI ha ritrovato D’Aversa che lo ha allenato già ad Empoli dove si era messo in luce come uno dei difensori emergenti del nostro campionato. La stagione in granata, al netto degli infortuni muscolari che ne hanno condizionato impiego e rendimento, procede comunque sulla stessa falsariga, sebbene ora venga impiegato come perno centrale mentre con l’ex tecnico giocava come braccetto di destra.
COCO anche lui è rimasto elemento imprescindibile nella retroguardia trovando continuità sulla destra della difesa a tre che il nuovo allenatore ha preferito mantenere senza sconvolgere gli equilibri creati anche nella costruzione della rosa. Nonostante continui la perforabilità della difesa granata, e lui non sia esente da colpe, resta affidabile nel gioco aereo. Rivedibile per il resto.
ADAMS non sta vivendo una stagione molto prolifica (sono solo quattro i gol realizzati finora) ma fornisce comunque il suo contributo in attacco con due importanti assist per i gol di Casadei e Simeone nelle ultime giornate, dopo l’avvento di D’Aversa. Col suo pieno recupero di può contare su un’alternativa più che valida alla coppia Simeone – Zapata soprattutto nelle partite dove serve la sua tecnica contro difese molto chiuse.
PRATI prelevato dal Cagliari nel mercato di riparazione invernale, ha debuttato subito bene contro il Lecce ma dopo sette partite di alternanza con Ilkhan e gli altri centrocampisti a disposizione non ha convinto del tutto il nuovo allenatore a lasciargli le chiavi del centrocampo né la Società a riscattarlo per 7 milioni dal Cagliari a fine stagione. La pausa del campionato rappresenta un’opportunità preziosa per lui, anche in considerazione dell’assenza del turco convocato con la propria Under 21.
ILIC ai margini per quasi tutta la stagione e col suo futuro sempre più in bilico, dopo averlo riproposto nella sua prima partita sulla panchina granata per sostituire l’ammonito Gineitis, D’Aversa sta lavorando anche sulle sue motivazioni in questa sosta per cercare di farlo ritornare utile alla causa nello sprint salvezza.
PEDERSEN ha una buona continuità di impiego sia nella precedente che nell’attuale gestione. Ha approfittato delle scarse garanzie che sta offrendo il suo concorrente Lazaro che, grazie alla sua maggiore esperienza sembrava favorito per il posto da titolare, ma non sta facendo meglio di lui. Tanta corsa ma poca incidenza nei cross e marcature perse in difesa che costano care alla squadra.
PALEARI dopo le prime prestazioni nelle quali ha sostituito brillantemente Israel con alcune parate prodigiose strappandogli il posto da titolare, ha avuto diversi alti e bassi e subito 35 gol in 21 presenze in campionato ma gode sempre della fiducia dello staff e dovrebbe chiudere la stagione tra i pali. In particolare positivo per coraggio ed uscite, rivedibile per qualche piazzamento.
ANJORIN non si è mai inserito stabilmente negli undici titolari ma nemmeno nelle rotazioni dei centrocampisti a causa dei continui acciacchi fisici ed una forma mai smagliante. Al momento sta approfittando della pausa per lavorare agli ordini di D’Aversa e del suo staff che lo ha apprezzato molto ad Empoli nella passata stagione. E sembra che ci siano dei vistosi progressi che lasciano ben sperare.
NKOUNKOU dopo le buone impressioni nelle prime uscite stagionali (in particolare in Coppa Italia), è sparito dai radar, Baroni non lo utilizzato quasi mai ed ultimamente D’Aversa gli ha dato due chances da subentrato contro Lazio e Milan rilanciando in parte le sue quotazioni per le ultime giornate nonostante Obrador resti il titolare.
Torino, chi scende
CASADEI rischia di diventare un caso. Durante tutto il corso della stagione il suo contributo è stato un po’ a singhiozzo e con l’arrivo di D’Aversa non è mai stato schierato titolare: ha segnato un gol a Napoli (sfruttando le sue doti aeree) ma è rimasto in panchina per tutta la partita successiva contro il Parma. D’Aversa probabilmente lo vede più come trequartista incursore che come mediano e sta lavorando a diverse soluzioni in questa pausa.
LAZARO ancora prestazioni insufficienti sia a destra che a sinistra nonostante l’apertura di credito concessagli anche dal nuovo staff. Nonostante sulle fasce la rosa non disponga di molte alternative valide, non ha fatto pesare la sua esperienza commettendo errori grossolani a Napoli, perdendo troppi palloni e sbagliando tanti cross. A giugno scadrà il suo contratto…
TAMEZE era considerato un jolly ed impiegato indifferentemente a centrocampo o in difesa nella prima parte di stagione nella quale era quasi sempre impiegato. Poi non ha più visto il campo dopo la sonora sconfitta di Como fatta eccezione per una manciata di minuti contro la Lazio. Sembra relegato ai margini da una concorrenza più folta.
ABOUKHLAL ormai fuori da dalla gara contro il Bologna, non ha ancora recuperato dal problema fisico riguardante il ginocchio destro e resta in bilico la sua disponibilità per la prossima trasferta di Pisa. In attesa di capire se e come potrebbe essere utile alle idee di D’Aversa non si può dire che abbia impressionato fin qui pur avendo qualità per saltare l’uomo ed essendosi prodigato anche in ripiegamenti generosi.
MARIPAN da insostituibile con Baroni ad inutilizzato con D’Aversa il quale al suo posto ha preferito impiegare la sua vecchia conoscenza Ismajli che al momento gli ha garantito maggiore affidabilità. Non si tratta di una bocciatura ma di necessità e non è escluso che ritorni utile alla causa anche perché nel corso della stagione non ha particolarmente demeritato fermo restando che ha pur sempre guidato la difesa più perforata della serie A.
NJIE raramente preso in considerazione nei primi mesi, dopo l’exploit contro il Verona (un assist ed un gol in pochi minuti), è stato impiegato quasi sempre nei finali di gara da Baroni. Nelle ultime quattro gare con la nuova gestione tecnica non ha mai visto il campo, complici anche un modulo che non facilita le sue doti di strappo e la buona forma degli altri attaccanti.
MARIANUCCI arrivato a fine gennaio per coprire qualche falla di troppo nel reparto arretrato, gli è stata subito data fiducia fino agli errori contro il Bologna dopo i quali ha perso il posto per Ebosse. Si pensava che avrebbe ritrovato il posto con D’Aversa che lo aveva lanciato ad Empoli, invece va ancora peggio…
BIRAGHI avventura ormai ai titoli di coda per il terzino sinistro riscattato meno di un anno fa. Avrebbe dovuto garantire esperienza ed affidabilità ma non ha mai convinto pienamente e già da ottobre scorso con Baroni non era più stato schierato titolare. Brevissime apparizioni fino al dimenticatoio delle ultime dieci giornate.
ISRAEL non ha convinto. Ormai è fuori dall’anno scorso, ben quindici gare or sono. Dopo il rientro dall’infortunio ha disputato due partite contro Lecce e Milan mediocri, successivamente ha visto le partite dalla panchina e anche per questo finale il mister si affiderà più all’esperienza di Paleari. E ormai sembra aver perso anche la chance Mondiali con il suo Uruguay.
