Campionato finito, ecco il Borsino di fine anno di Carlo Quaranta: vediamo chi è salito e chi è sceso dopo questa stagione

Come da pronostico, il finale di campionato non ha regalato ai granata l’agognata qualificazione europea, obiettivo per il quale si è rimasti aggrappati fin dopo l’ultima giornata nella speranza che la Fiorentina conquistasse la Conference League (e con essa la qualificazione di diritto alla prossima Europa League) e liberasse di fatto il posto a favore della squadra di Juric.

Per la verità il tecnico croato, nonostante le promesse di qualche tempo fa, si è chiamato fuori dal progetto già qualche settimana prima, indipendentemente dall’esito finale, chiudendo un ciclo con il merito di esser riuscito a sollevare la squadra dai bassifondi della classifica nei quali era sprofondata nelle due stagioni precedenti portandola da subito a ridosso della zona nobile della graduatoria ed il limite di non aver potuto/saputo migliorare gradualmente prestazioni, ambizioni, piazzamento.
Il Torino è rimasto inchiodato in quella terra di nessuno che è il centro classifica, sonnecchiando, equidistante, al riparo da incubi e da bei sogni, da rovinose cadute (vedi Sassuolo) e da inesplorati eden (vedi Bologna), schiacciato nella morsa di un ambiente avvelenato e diviso tra tifosi che non si rassegnano ad un presente vuoto e una Società che non riesce a cambiare marcia per un futuro più roseo. Juric ha preso atto di questi limiti, di quelli della rosa a disposizione e magari anche dei suoi ed ha passato il testimone.

Di conseguenza anche la Società ed i giocatori dovranno analizzare con la dovuta consapevolezza l’apporto fornito e trarne le conseguenze magari dando vita ad una mini rivoluzione con tutte le incognite del caso: la squadra guidata da Juric ha avuto negli anni rendimenti diversi tra casa e trasferta, ha avuto qualche picco positivo come l’eliminazione del Milan in coppa Italia l’anno scorso o le convincenti affermazioni contro Napoli ed Atalanta in questa stagione. In sostanza però la sua architrave è stata sempre la fase difensiva che quest’anno ha brillato particolarmente (appena 36 gol subiti e ben 18 clean sheet) e le prestazioni dei singoli non fanno che testimoniarlo con gli ottimi rendimenti di Buongiorno, Rodriguez, Masina, Bellanova ma anche dello stesso Milinkovic –Savic per i quali tuttavia è tutt’altro che scontata la conferma.

Riguardo gli altri ruoli non è cambiata la valutazione che se n’è fatta per tutto il corso del campionato con più di qualcuno che ha deluso (Vlasic, Ilic, Sanabria, Lazaro) ed altri che non hanno centrato la consacrazione (Ricci). Tra le note liete i positivi esordi dei ragazzi della Primavera Gineitis, Savva, Dellavalle che hanno subito dimostrato di poter dare già un contributo alla prima squadra e anche di questo si dovrà tener conto ora che il Torino si appresta ad iniziare tra tante incognite l’ennesimo anno zero nel quale l’entusiasmo di un nuovo inizio dovrà necessariamente prevalere sulla preoccupazione e sulla paura di sbagliare.

Chi sale

BUONGIORNO ha fatto tanto, tantissimo, forse persino troppo tanto che è diventato ancora più difficile, dopo un campionato del genere, trattenerlo in granata dal momento che tante big lo corteggiano. Con i suoi interventi difensivi contro qualsiasi avversario, i suoi numeri (primo in classifica per palloni intercettati e rubati), i tre gol segnati nessuno avrebbe meritato di giocare in Europa più di lui ma si deve accontentare di farlo con la Nazionale in questo Europeo.
BELLANOVA ha rappresentato la sorpresa più bella nella stagione granata: partito un po’ in sordina, non ci ha messo tanto per capire ciò che Juric voleva da lui fino al punto che è diventato il giocatore sul quale riporre le speranze delle azioni offensive: infatti ha chiuso una stagione con 7 assist (top della squadra) e un gol e mettendo la freccia anche su tanti altri concorrenti per la meritata convocazione per l’Europeo.
ZAPATA con 12 gol realizzati, tutti su azione, non solo è stato il capocannoniere della squadra (ed il sesto miglior goleador del campionato) ma ha superato tutti i dubbi iniziali rispetto alla sua condizione fisica (ha saltato solo una partita) Ed è stato un leader, non solo in attacco, del quale la squadra aveva bisogno.
MASINA nell’ultima parte di stagione ha confermato quanto di buono dimostrato nei primi mesi in granata. Solidità e duttilità al servizio della squadra nella posizione di braccetto sinistro o esterno, testa a posto, può rappresentare l’erede naturale del partente Rodriguez. Anche per questo il suo riscatto è scontato.
GINEITIS dopo essersi rivelato una piacevole sorpresa, trovando spazio e prestazioni convincenti nel girone di ritorno (in totale 14 partite, 4 da titolare e 10 da subentrato), si è dovuto fermare proprio sul più bello saltando l’ultima fase di campionato per infortunio. Tuttavia le capacità dimostrate gli sono valse un rinnovo contrattuale fino al 2028 ed un probabile ruolo sempre più centrale nel nuovo progetto.
MILINKOVIC–SAVIC chiude quello che potrebbe essere stato il suo ultimo campionato nel Torino con i numeri dalla sua parte, ben 18 partite su 36 (esattamente la metà) senza subire gol e tra i portieri che hanno effettuato più parate totali. Restano anche errori grossolani e lacune nelle uscite (decisive quelle nel derby di andata) ed uno stile non certo impeccabile ma nel complesso meglio delle stagioni precedenti.

Gli stabili

RODRIGUEZ capitano poco appariscente ma di grande sostanza, dopo quattro stagioni da professionista serio è giunto al capolinea della sua esperienza in granata. Non può che lasciare un buon ricordo dopo l’ennesima stagione positiva condita da 37 presenze complessive, tre assist ed il primo gol in granata (e che gol!) contro il Milan proprio nell’ultima gara disputata al Grande Torino!
SCHUURS uno dei cardini della difesa impostata da Juric, è durato solo nove partite nelle quali aveva ben impressionato confermando la crescita dello scorso anno. Le partite contro le milanesi hanno segnato nel bene e nel male glorie e criticità dell’olandese: dapprima il gol contro il Milan ma anche la grande sofferenza conto Leao, poi l’infortunio contro l’Inter ad ottobre. Da allora ancora in fase di recupero, la speranza è che torni il pilastro che era.
TAMEZE finale di stagione un po’ in calo per il jolly voluto da Juric in estate. Ed a ragion veduta, considerata la sua ecletticità che da mediano (con prove convincenti) di gamba e qualità lo ha portato a tappare un buco importante in difesa dopo l’infortunio di Schuurs. Arrivato al traguardo un po’ in riserva ma dovrebbe restare anche con il nuovo allenatore.
LINETTY ha fatto fino in fondo la sua parte raggiungendo quota 28 presenze stagionali e giocando più del previsto grazie anche alla sua disponibilità a ricoprire più ruoli ed al suo spirito di sacrificio. Ha fatto vedere tanta grinta (collezionando peraltro ben 12 ammonizioni) mentre è mancato sotto l’aspetto della qualità e degli inserimenti.
VOJVODA ha continuato la sua stagione altalenante dove non ha mai convinto pienamente da esterno sinistro ma la sua versatilità lo ha portato anche a ricoprire il ruolo di centrale destro nella difesa a tre con buoni risultati. La sua stagione è stata in linea con le precedenti, appena sufficiente e senza salti di qualità.
SAZONOV nell’ultima parte di stagione non ha visto molto il campo, complice anche un infortunio al tendine rotuleo. Il suo ambientamento era stato positivo così come il suo debutto improvviso contro la Lazio, poi non ha trovato molto spazio ed a lui è stato preferito anche Tameze. Certamente si è dimostrato ancora acerbo ma il suo è un prospetto da valutare meglio.
RICCI l’ultima parte stagionale in crescendo ha un po’ riscattato un campionato anonimo nel quale è stato provato anche nelle vesti di trequartista come vice Vlasic con risultati non proprio entusiasmanti. Ha le qualità per fare meglio e l’inserimento tra i pre convocati di Spalletti è un ottimo attestato di stima ma deve essere più continuo, incisivo e determinante.
PELLEGRI l’unico acuto stagionale è arrivato proprio nelle ultime giornate: il gol al Verona ha ridato fiato, a tre giornate dal termine, alle residue speranze europee del Torino alimentato anche dalla convincente prova contro il Milan. Certamente un buon finale non può bastare a salvare l’ennesima stagione sottotono, ancora costellata da infortuni e poche luci.
OKEREKE solo una manciata di minuti nelle ultime nove partite in quattro delle quali è rimasto in panchina inutilizzato. Non ha avuto molte chances e non ha potuto incidere in maniera rilevante pur avendo dimostrato a sprazzi discreta qualità e velocità. E’ in prestito, difficilmente verrà riscattato.

Chi scende

GEMELLO dopo le incertezze manifestate alla tredicesima giornata contro il Bologna nella prima occasione da titolare, il giovane portiere ha avuto la seconda possibilità proprio nell’ultima decisiva sfida di Bergamo. Anche in questo caso però non è stato perfetto in occasione del secondo gol orobico quando non ha bloccato un tiro di Pasalic permettendo a Lookman un facile tap in.
LAZARO con Vojvoda avrebbe dovuto giocarsi la titolarità sulla corsia sinistra ma l’investimento per acquistarlo a titolo definitivo si è rivelato sbagliato poiché, pur giocando più del kosovaro, è riuscito a rendere meno tanto che si è reso necessario l’acquisto di Masina a gennaio e per il prossimo campionato i granata devono guardarsi attorno nel suo ruolo.
ILIC non gli è riuscita la risalita nemmeno in quest’ultimo periodo. Oltre ai problemi fisici, le sue performances sono state piuttosto anonime ed al di sotto delle aspettative considerato l’investimento fatto per lui. Tre gol e due assist in 31 presenze è un bottino già di per sé scarno al quale va aggiunto qualche errore importante ed una presenza talvolta impalpabile. Anche Juric ha detto di essere stato “tradito” dal serbo per il quale va valutato il futuro.
DJIDJI le sue precarie condizioni fisiche hanno compromesso il suo utilizzo per ben 21 partite: praticamente ha saltato tutta la prima parte di stagione (fino a gennaio) per un’ernia e l’ultima (da marzo in poi) per un guaio muscolare. Evidentemente il giudizio nei suoi confronti non può che risentire di questa considerazione sebbene non abbia demeritato nelle 13 presenze stagionali.
VLASIC anche il finale di stagione è stato tutt’altro che entusiasmante per il croato che ha disputato un campionato sottotono, al di sotto del suo standard anche in termini di gol e assist. I problemi fisici possono essere solo parte della ragione del suo rendimento, ha giocato 33 partite in campionato quasi sempre piuttosto in ombra. Se resta Vanoli gli dovrà trovare la giusta collocazione tattica.
SANABRIA non ha ripetuto la stagione di grazia 2022-23 e c’era da metterlo in preventivo poiché la presenza di Zapata al centro dell’attacco lo ha limitato. Anche nell’ultimo scorcio di stagione il picco lo ha raggiunto grazie al rigore realizzato che è valso l’importante vittoria contro il Monza, poi ha giocato una partita intera solo contro il Verona. Futuro in bilico.
LOVATO arrivato a gennaio per tamponare gli eccessivi infortuni dei difensori in rosa, ha chiuso la stagione con 13 presenze (delle quali sei da titolare) e 539’ complessivi disputati non sempre in modo convincente. A qualche incertezza difensiva si è sommato anche qualche guaio fisico e difficilmente l’ex Salernitana verrà riconfermato.

I Primavera

SAVVA nota di merito per il giovane Primavera cipriota che ha esordito in serie A ad un quarto d’ora dal termine in Verona – Torino mettendo a segno dopo una manciata di minuti il gol che ridato fiducia ai granata in un momento negativo. Un debutto del genere fa parte dei sogni più belli di un calciatore e lui lo ha realizzato.
DELLAVALLE citazione anche per il giovane difensore, anch’egli gettato nella mischia da Juric in quel di Verona e risultato determinante in marcatura su Henry per portare a casa una vittoria preziosa.

Ivan Juric
Ivan Juric
TAG:
home

ultimo aggiornamento: 30-06-2024


4 Commenti
più nuovi
più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments
Antichi doveri 2
Antichi doveri 2
13 giorni fa

Insultare eccessivamente Juric, che pure le sue colpe e incapacità le ha, in una società come quella dell’ex Torino, suona quasi come una giustificazione per Cairo che fa il suo mercato tra i saldi e la merce di fine agosto. Gli allenatori a volte non vengono scelti anche perchè parlano… Leggi il resto »

James 75
13 giorni fa

E poi l’analisi dei giocatori, ma dai, allora Buongiorno.. Bellanova.. Shuurs.. Zapata.. Gineitis.. incedibili…. Vlasic… Ricci da valutare, il resto pippe e mediocri, ma davvero parliamo di calcio o di putta.. nate.

James 75
13 giorni fa

Ma quale caz…. zo di solidità difensiva, Savic, poi pullman davanti alla porta e palla al portiere e lanci lunghi, ma un po’ di coerenza caz…. zo mai? eravamo senza gioco, juric ha ridato cosa? i giocatori li aveva già rivitalizzati Nicola nel girone di ritorno nell’anno del maestro degli… Leggi il resto »

Last edited 13 giorni fa by James 75
carlettocrippa
carlettocrippa
13 giorni fa
Reply to  James 75

Non credo che non fosse al corrente del braccino corto del suo datore di lavoro , ne sono al corrente tutti gli addetti ai lavori in tutta Europa ormai, forse voleva stupire il mondo qualificandosi per una coppa con una buona percentuale di pippe a disposizione.

Buongiorno fondamentale, ma il Toro rallenta: il borsino granata