Il borsino granata: chi sale e chi scende dopo la sfida Torino-Lazio, che ha visto i granata raggiunti solo nel recupero su rigore

Non può che esserci soddisfazione per il gioco, la personalità, la qualità, l’agonismo, il modo di stare in campo dei giocatori granata contro la Lazio. Vecchi e nuovi si stanno muovendo nel solco di una nuova filosofia, quella dei duelli individuali, del pressing asfissiante, delle verticalizzazioni di prima che danno l’idea di voler essere protagonisti contro chiunque. E con una rosa ampia soprattutto nella zona medio-alta che dà l’idea di avere talmente tante alternative che i titolari dello scorso anno in questo periodo o sono fuori per infortunio o sono in panchina subentrando con spirito rinnovato e cercando di non fare brutta figura al cospetto dei nuovi e delle loro performances. Ma è una panchina che non va stretta a nessuno e che anzi sa quasi di auspicio poiché i granata sono primi in classifica nella speciale classifica dei gol segnati da giocatori subentrati (ben cinque in altrettante giornate).

Ma c’è la classifica più importante da puntellare per dare concretezza alla voglia di essere protagonisti e di ritagliarsi uno spazio da Toro (non certo quello delle ultime due stagioni): per adesso questa dice che i granata sono in posizione interlocutoria e dignitosa ma che visti i progressi, il gioco espresso e ciò che oggettivamente si sarebbe meritato finora (almeno tre punti in più) è anche bugiarda. Ma se non si vincono partite come quella contro i biancocelesti, dominati in lungo e in largo per 90’ si deve parlare di polli (come giustamente ha fatto Juric) e di sprechi delittuosi che rischiano di indirizzare in modo diverso una stagione.

D’altro canto il gioco richiesto è molto dispendioso, i cinque cambi e la panchina lunga aiutano (tanto che spesso i granata vanno in gol nell’ultimo quarto d’ora) e si è visto ma adesso va capitalizzato quanto più possibile, nel corso della stagione potrebbero esserci periodi in cui correranno di più gli avversari e non è detto che il Torino avrà la stessa fortuna dell’Atalanta o della Lazio.

Torino-Lazio: chi sale

PJACA    in 20’ cambia il volto della gara: segna il secondo gol da subentrato e va vicino al raddoppio. Può avere un ruolo importante in questa squadra anche se ora deve fare i conti con un risentimento muscolare.

POBEGA   sempre più convincente, non spreca un pallone sia quando tocca di prima con precisione che quando prova a inventare assist. Ed è solido e ben piazzato dietro.

BREMER   vistosi i suoi progressi, vince il duello con Immobile provando spesso l’anticipo o rubandogli palla. Il suo avversario più temibile ora è il problema alla caviglia.

SINGO   attivo, offre continuamente sostegno ai compagni anche se fatica a crossare ed a superare Hysaj. Tuttavia trova la giocata giusta in occasione del vantaggio granata. 

RODRIGUEZ     ben posizionato e attento nelle chiusure soprattutto su Felipe Anderson al quale concede solo un’azione pericolosa. Sembra sulla strada della rigenerazione.

Torino-Lazio: stabili

BREKALO   seppur a sprazzi, conferma le qualità tecniche fatte notare nella partita d’esordio. È sempre raddoppiato ma libera spazi per i compagni.

SANABRIA    si procura sempre qualche occasione per colpire dentro l’area di rigore: stavolta è Reina a togliergli la gioia del gol di testa. 

ANSALDI    l’argentino va gestito e Juric lo alterna con Aina (che ha comunque caratteristiche diverse) per preservarlo. Ma comunque quando entra lui la differenza si nota, eccome…

MANDRAGORA   più di spada che di fioretto, gioca una partita di quantità al fianco di Pobega controllando bene Akpro e facendo sentire la propria presenza nel pressing.

RINCON    entra al posto di Linetty ed agisce in posizione ibrida, un po’ da mediano ed un po’ da trequartista, dà ciò che riesce.

LUKIC      stavolta non parte titolare probabilmente in vista dell’impegno ravvicinato a Venezia. Come sempre ordinato, senza squilli, avvia azione gol granata.

LINETTY    gioca da trequartista ma non è molto attivo nell’inserimento né nei suggerimenti. Si occupa di controllare Cataldi e di recuperare palloni sulla trequarti.

AINA    solita fatica nella gestione dei palloni, si fa ammonire dopo averne perso uno dei tanti. Come Singo anche per lui un buon cross per Sanabria. Deve migliorare.

MILINKOVIC SAVIC    stavolta i brividi li fa venire nei disimpegni con i piedi. Solo una parata degna di nota su colpo di testa di Immobile nel finale.

Torino-Lazio: chi scende

DJIDJI    diviene protagonista negativo causando un rigore ingenuo nel finale dopo un’intera partita apprezzabile con buone chiusure e anche con qualche puntata in attacco.

Rolando Mandragora
Rolando Mandragora
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ultimo aggiornamento: 26-09-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
24 giorni fa

Purtroppo è tutto vero.fa rabbia non aver capitalizzato il bel gioco espresso,dominando la Lazio x tutta la partita.ecco se devo trovare un difetto,forse segnamo poco in base a quello che produciamo.dovevamo avere infatti 10 punti e sarebbe il giusto merito a quello che si è fatto finora. Però i presupposti… Leggi il resto »

ardi06
ardi06
24 giorni fa

È vero brucia molto e meritavamo almeno 3 punti in più, però la combinazione di segnare poco rispetto alle occasioni, con l’attitudine di certi, che almeno una grossa cavolata a partita la fanno fa si che appunto si perdano punti. Spero che con i rientri di praet e Belotti risolveremo… Leggi il resto »

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