Falque, basta la parola…

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Torino partita oggi Falque
Iago Falque of Torino FC in action during the friendly football match between Torino FC and Chapecoense.

Dopo la vittoria contro il Chievo Verona, torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: in salita Falque e Belotti

Stavolta è andata bene. Gol vittoria in zona Cesarini dopo un primo tempo (e parte del secondo) abulico, con poche idee, poco gioco in profondità, pochi tiri in porta.
Tuttavia dopo la partita del Bentegodi non si può più dire che Mazzarri non disponga di una buona panchina dal momento che i granata hanno cambiato marcia nel finale dopo le sostituzioni, in particolar modo quella di Iago Falque subentrato al posto di Soriano nell’ultimo quarto d’ora: da lì in poi, con l’ingresso tanto atteso dello spagnolo, assente per infortunio dalla partita di Udine (guarda caso), si sono registrate più occasioni da gol che in tutto il resto del match. Da rimarcare il fatto che dopo la partita di Bergamo i granata si trovavano al diciassettesimo posto in classifica per il numero complessivo di conclusioni generali ed al quattordicesimo posto per quanto riguarda i tiri in porta, un dato senz’altro poco incoraggiante che la dice lunga sulle attitudini offensive della squadra di Mazzarri che pure annovera attaccanti importanti del calibro di Belotti e Zaza i quali rientrano stabilmente nel giro della nazionale.

Falque: lo spagnolo ha cambiato Chievo-Torino

In casa dei clivensi lo spartito è stato per buona parte della gara lo stesso delle partite precedenti ma negli ultimi minuti il trend è cambiato tanto che alla fine si sono contate ben diciannove conclusioni in porta (record dell’era Mazzarri) molte delle quali proprio nel finale nel quale i granata hanno dato concretezza a quello che fino ad allora era stato solo uno sterile predominio. Avrà forse inciso la stanchezza dei padroni di casa, la tendenza diesel di Belotti e compagni di migliorare nella seconda parte delle gare ma certamente sono stati decisivi i cambi effettuati: i tre “panchinari” di lusso hanno inciso profondamente nel risultato finale: se Zaza ha realizzato il gol partita e Berenguer è stato l’autore dell’assist vincente con una buona intuizione, buona parte del merito della metamorfosi va data a Falque il quale con il suo estro e le sue giocate ha dimostrato ancora una volta di essere il giocatore in rosa più indicato per poter sparigliare le carte e aprire le difese avversarie. Chissà che contro il Frosinone Mazzarri non decida di inserire in campo sin dal primo minuto questi panchinari di lusso insieme al Gallo e che conseguentemente la media dei tiri verso le porte avversarie non continui a salire…

Chievo-Torino, chi sale

FALQUE …basta la parola. Nelle ultime partite la sua assenza nella manovra offensiva granata si è notata eccome. E parimenti il suo ingresso in campo all’80’ ha avuto un effetto taumaturgico sulla squadra: azioni, occasioni, gol partita. Senza più la fantasia di Ljajic solo lui può accendere la luce.
ZAZA nemmeno stavolta parte titolare ma una volta in campo sembra più in palla, serve, di testa, un bell’assist ad Aina, disturba efficacemente i portatori avversari, aziona ripartenze e va alla conclusione dapprima sfiorando e poi realizzando il gol della vittoria: un’iniezione di fiducia per lui, un bel problema per Mazzarri.
BERENGUER anche lui parte dalla panchina ma è decisivo nel finale con la preziosa “imbucata” a Zaza nel finale. Anche precedentemente prova la verticalizzazione e l’invenzione in area senza avere lo stesso successo. Solite lacune in fase difensiva e qualche sbavatura ma stavolta si fa perdonare.

Chievo-Torino: gli stabili

SIRIGU seconda partita consecutiva incolume: per la verità non corre grandi rischi e non è certo chiamato agli straordinari ma amministra bene situazioni potenzialmente pericolose con uscite alte e basse molto efficaci.
AINA un po’ arruffone e impreciso nel controllo, perde molti palloni. Quando li gioca al meglio però sa far male: suo il traversone per Edera e l’occasione più ghiotta per i granata con il tiro al volo respinto da Sorrentino. Decisivo il recupero da cui nasce il gol. Premiato con la convocazione nella sua nazionale.
IZZO più sicuro rispetto a Bergamo dove aveva di fronte avversari più ostici, se la cava con la consueta solidità chiudendo in anticipo qualche falla in area e proponendosi anche per impostare il gioco. Prende sempre più confidenza nel ruolo e nell’intesa coi nuovi compagni.
NKOULOU rimedia subito il cartellino giallo che lo induce a una gara ancora più guardinga. Tuttavia non rischia nulla, tiene alta la linea difensiva ed è puntuale negli anticipi aerei quando fiocca qualche traversone in area. Date le sue qualità dovrebbe essere maggiormente cercato sui corner.
MORETTI ritrova il posto da titolare dopo la pausa di mercoledì a Bergamo. Disputa una gara di spessore nonostante qualche piccolo malinteso con Sirigu e una chance regalata a Leris. Sempre pulito ed elegante nelle chiusure, anche in tackle.
RINCON apprezzabile per la mole di lavoro che si sobbarca per tutto il match: baricentro alto, arriva a provare anche la conclusione dal limite (alta pure quella però). Rompe, si sovrappone, sventaglia lungo per i compagni fino alla fine. L’interpretazione della gara è buona, i risultati così e così.
BELOTTI offre la versione “tutta generosità ma poco costrutto” per lunghi tratti del match: isolato e maldestro nel controllo del pallone, si danna ma sbaglia troppo. Nel finale beneficia dell’ingresso dei compagni di reparto entrando nel vivo di ogni azione pericolosa ma gli manca terribilmente il gol.
EDERA anche lui, dopo Parigini, ha la sua chance. In realtà non entra mai in partita, non riesce ad essere collante tra i reparti né a creare superiorità né tantomeno ad aiutare Belotti. Si fa notare per un piatto al volo in area di poco a lato su cross di Aina e poco altro. Rimandato.

Chievo-Torino: chi scende

SORIANO deludente per buona parte della partita, più combattivo nel finale prima di essere sostituito. Cambia posizione, partendo da sinistra e accentrandosi a fare il rifinitore quando entra Zaza: i risultati migliori in termini di pericolosità il Torino li ottiene dopo che lui esce dal campo però.
MEITE’ non si rifà dopo la prova opaca di Bergamo, anzi conferma l’involuzione: alterna giocate superficiali e disimpegni sbagliati a qualche sprazzo di qualità lasciando la sensazione che non si impegni e non sia concentrato quanto nelle prime uscite. Discontinuo.
DE SILVESTRI illude all’inizio e sembra aver gamba per accompagnare le azioni. Poi è costretto ancora ad arrendersi per il solito fastidio muscolare ai flessori. Mazzarri si lamenta per l’ennesima sostituzione forzata ma forse avrebbe dovuto prevedere tale situazione sugli esterni.

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toro 1968
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toro 1968

Ma che bel titolo…Iago confuso con un lassativo

poggiardo granata69
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poggiardo granata69

lo dicevo che al Toro mancava l’estro di Falque. ora sta a mazzarri fare coesistere lui,Belotti e Zaza.

Troposfera Granata
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Troposfera Granata

Berenguer ha fatto tre assist, due sprecati dal Gallo, l’ultimo sfruttato da Zaza.
Quindi non è solo Falque ad accendere la luce.