Gallo e VAR rovesciano il Toro

di Carlo Quaranta - 30 Agosto 2017

Come ogni settimana, torna l’appuntamento con il Borsino granata di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Sassuolo

Diciamolo pure. Il primo tempo di domenica pomeriggio, fatti salvi i primi minuti, non è stato memorabile, un po’ di sofferenza di troppo e poche ripartenze utili. E nel complesso il 3-0 che può far pensare ad una partita piuttosto agevole è un risultato un po’ bugiardo per quanto espresso in campo dal Toro. Il che, tradotto, significa che pur avendo raggiunto l’obiettivo prioritario e potendo andare serenamente incontro alla prima sosta non si può abbassare la guardia e occorre necessariamente migliorarsi: negli automatismi di gioco e nel puntellare una rosa pressoché completa ma ancora perfettibile. Le prestazioni dei singoli contro il Sassuolo sono state quasi tutte al di sopra della sufficienza con note particolari di merito per l’eterno Moretti, i redivivi Obi e De Silvestri, i nuovi Rincon e soprattutto N’Koulou che guida la difesa con sicurezza e calma da veterano tanto che dopo ben venti partite i granata riescono a mantenere la propria porta inviolata.

E poi c’è Belotti che al crepuscolo di un primo tempo difficile va a inseguire un pallone impossibile per i comuni mortali e, liberandosi dalla marcatura di Lirola, si issa in cielo colpendo alla perfezione il pallone in acrobazia con un gesto tecnico da immortalare e da consegnare agli almanacchi del calcio, lo spedisce in fondo alla rete e rovescia l’inerzia della partita. Un gol del genere, il gesto del campione che risolve la partita, è il miglior propellente per caricare di entusiasmo i compagni per il resto della gara e l’intero ambiente in vista di una stagione nella quale con un Gallo così niente può essere precluso. Finalmente mancano solo poche ore alla fine di un mercato che con l’arrivo di un attaccante esterno versatile (finora Berenguer non convince) e le cessioni necessarie a sfoltire la rosa potrà dirsi soddisfacente. A patto di non registrare scossoni clamorosi ma sempre possibili.

Intanto vanno registrate le prime sentenze VAR per i granata, una contro l’altra a favore. Le decisioni arbitrali smentite dalla tecnologia non hanno alterato granché il corso della gara ma certamente l’hanno condotta lungo dei binari di maggiore giustizia negando due rigori inizialmente concessi erroneamente dall’arbitro. Sicuramente lo strumento è perfezionabile e non ancora impiegato nel migliore dei modi ma in queste due prime giornate ha rasserenato il clima e portato più fiducia negli stadi. E, come in questo caso, non necessariamente più rigori. Con buona pace di Buffon…

CHI SALE

BELOTTI: un gesto tecnico di tale levatura consacra di diritto il Gallo nell’olimpo dei migliori e lo rende ancor di più il fiore all’occhiello di cui fregiarsi con assoluto orgoglio. Così ha zittito anche chi pensa di poterne fare a meno e reso ancora più geloso chi pensa che la sua permanenza possa essere il miglior acquisto possibile. La rovesciata da immagine figurine riconcilia col calcio vero e rappresenta il miglior spot per grandi e (soprattutto) piccini. Da sottolineare anche i ripetuti interventi in area granata nei momenti di difficoltà.
OBI: il nigeriano dall’autonomia ridotta sarebbe dovuto uscire al 72’ ma a causa di un qui pro quo in panchina resta in campo ed è lui a mettere il sigillo finale al match. Gioca per tutta la partita con efficacia interpretando bene il ruolo di interdizione e costruzione insieme a Rincon. E’ sempre pronto a dare fastidio agli avversari ma conferma il buon momento di forma già dimostrato in ritiro anche in fase offensiva.
DE SILVESTRI: sorpresa di giornata. In pochi avrebbero scommesso al suo impiego al posto di Zappacosta e ancora meno avrebbero immaginato un avvio così intraprendente dell’ex doriano. Propositivo, pressa e recupera palla e arriva sul fondo con continuità a proporre cross interessanti fino a quello per l’eurogol del Gallo. Cala un po’ nel finale e concederebbe anche un penalty ma è salvato dal VAR.
N’KOULOU: stando a queste due prime uscite il camerunense conferma di essere un acquisto di spessore. Ha preso di petto il campionato italiano affrontando gli avversari con calma da veterano, sfruttando spesso con buoni risultati l’arma dell’anticipo e giocando a testa alta per impostare l’azione. L’esempio più eclatante della sua lucidità è il sombrero a Politano con il quale dà il via al gran gol di Belotti.
MORETTI: l’unica nota negativa è che non si può clonare. Esempio di dedizione, professionalità ed eleganza, esce sempre dalle situazioni più ingarbugliate in modo pulito, cattura un’infinità di palloni e chiude con puntualità lo specchio della porta a Falcinelli ad un passo dal tiro e a Berardi. In area le prende tutte.
RINCON: all’esordio dal primo minuto al Grande Torino fa vedere tutta la sua essenza calcistica di grande lottatore. Inizia un po’ in sordina sbagliando anche un pallone sanguinoso in difesa ma poi si mette in luce con un gran recupero nel finale di primo tempo su Duncan e con un tiro a giro fuori di pochissimo ad inizio ripresa. Bene nelle ripartenze, giocate mai fini a se stesse e tanta grinta che piace.
FALQUE: si dimostra subito in giornata mettendo un ottimo pallone in mezzo all’area ospite. Talvolta la manovra non sembra fluida ma piuttosto lenta ed elaborata e per un po’ si perde in fase propositiva sebbene si noti nei duelli con Gazzola anche in zona difensiva. Fa la cosa giusta quando sfrutta l’ingenuità di Duncan e manda in gol Ljajic.
EDERA: non è trattato da esordiente poiché di fatto non lo è avendo già giocato scampoli di partita nel 2016 con Ventura. Ma se lo fosse stato ed avesse trasformato in gol quell’iniziativa personale a 10 secondi dal suo ingresso in campo avrebbe battuto il record di Paloschi in gol dopo 18 secondi col Milan nel 2008.

STABILI

SIRIGU: nemmeno stavolta è impegnato particolarmente. Ha solo due occasioni per mettersi in evidenza e si fa trovare pronto: sul tiro di Berardi che blocca bene in presa alta e soprattutto sul tiro cross insidioso ed inatteso di Duncan. Se dopo 20 partite consecutive la porta del Toro finalmente resta inviolata, una parte di merito è senz’altro sua.
LJAJIC: meno brillante rispetto a Bologna. Rinuncia a manie di protagonismo anche se sembra piuttosto tentato dal cercare la via del gol ed infatti spara più volte verso Consigli che gli nega sempre la soddisfazione tranne che nel finale quando non può proprio sbagliare la deviazione sottomisura. Dovrebbe aiutare di più in fase difensiva.
BARRECA: promosso titolare nonostante la buona prova di Molinaro a Bologna, non si fa vedere molto in fase di spinta. Ha l’attenuante di doversela vedersela con un cliente ostico come Berardi e in difesa, a parte qualche errore di posizione, fa il suo ed è provvidenziale in una diagonale aerea su Missiroli ad un passo da Sirigu.

CHI SCENDE

BERENGUER: nessuna sentenza per lo spagnolo che ha tutto il diritto di avere del tempo a disposizione per potersi calare nella realtà italiana. Ci mette buona volontà nel tentare di saltare l’uomo ma senza esiti sperati, dialoga poco con Barreca e arriva impreparato all’appuntamento col gol. Meglio a destra nelle ripresa.

 

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

si è vinto ma…ragazzi ma che gol ha fatto Belotti?!

AstroMaSSi
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AstroMaSSi

Poco fa mi hanno confermato che Burdisso firma oggi, quindi dovrebbero aver piazzato Avelar in prestito all’Amiens. Per stasera dovremmo sapere se Munir accetta l’offerta.

tric
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tric

Ha ragione Buffon a contestare il VAR: causerà più rigori contro i gobbi perchè gli arbitri erano (ma lo sono ancora) condizionati. Per noi, se impareranno a usarlo, non ci sarà problema, anzi.

AstroMaSSi
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AstroMaSSi

A me la VAR, anche se qualche minchiata continuano a farla, piace molto, ha già corretto molti errori e stemperato gli animi. Chiaro che possa non piacere a dei disonesti conclamati come i gobbi.