Una difesa extra lusso e un lampo finale

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Sirigu
CAMPO, 27.8.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Serie A, TORINO-SASSUOLO, nella foto: Salvatore Sirigu

Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scendo dopo la partita di domenica contro il Benevento

Il Toro se ne torna da Benevento rin-vigorito per i tre punti strappati sul filo di lana con la speranza che questi, certamente utili per la classifica, contribuiscano anche ad alimentare l’autostima dei granata che domenica pomeriggio sono sembrati coriacei, cinici ma poveri di incisività, di gioco e di idee. Certo, è diritto sacrosanto che una volta tanto commentatori, tifosi, addetti ai lavori possano giustamente (e finalmente) elogiare il pragmatismo granata affermando che questa partita altre volte il Torino l’avrebbe pareggiata o magari persa e che questo tipo di vittorie siano proprie delle grandi squadre o ci vedano persino dei segni del destino.

Ma non devono avanzarsi dubbi sul fatto che questo successo porti con sé la firma indelebile della difesa ed in particolare del blocco centrale, di Sirigu, Moretti e N’Koulou i quali respingendo gli attacchi dei padroni di casa e dimostrandosi di una categoria superiore hanno blindato la porta mantenendola inviolata per la seconda partita di seguito. Una controtendenza rilevante rispetto alla difesa colabrodo della stagione passata che si spera possa durare. Anche perché la sensazione è che ripetendo la prestazione del Vigorito difficilmente andrà sempre così bene: a parte i tre sopracitati autori di una prova maiuscola (ed il rientro forzato di Baselli) c’è ben poco da salvare con i terzini che non sono riusciti ad avere la meglio sulle rispettive corsie e qualcosa hanno concesso, con i centrocampisti che portavano troppo palla in attesa dei movimenti giusti e la prova opaca dei quattro attaccanti che faticavano a trovare spazi e non sembravano certo ispirati tanto nelle tante inconcludenti iniziative personali quanto nello stucchevole giro palla senza sbocchi.
Discorso a parte meriterebbe poi Niang per il quale ci si può rifugiare esclusivamente sulle attenuanti dell’esordio in una nuova realtà fino a pochi giorni fa a lui sconosciuta: sappia però da subito che il tifoso granata apprezza il giocatore generoso che lotta e gioca per la squadra uscendo dal campo con la maglia bagnata dopo aver sputato l’anima in campo, chi invece assume atteggiamenti indolenti, da primadonna, fa giocate fini a se stesse e non torna ad aiutare i compagni ci mette poco a passare dallo status di nuovo beniamino a quello di parassita.

In definitiva questa vittoria in chiaroscuro, giunta quando ormai era insperata, ha portato in dote una classifica luccicante e due infortuni preoccupanti nello stesso ruolo che potrebbero comportare delle soluzioni alternative per i prossimi impegni ravvicinati a cui saranno chiamati i ragazzi di Mihajlovic. Se al termine della prossima settimana la classifica sarà ancora questa si potrà iniziare a prendere in considerazione l’idea che le supposizioni post mercato abbiano un fondamento concreto.

CHI SALE:
SIRIGU insuperabile, decisivo, determinante per questa vittoria “sporca” che senza di lui sarebbe stata pura utopia. Respinge tiri dalla distanza e ravvicinati volando da un palo all’altro. Anche nel finale immagini emblematiche con l’uscita provvidenziale a evitare l’ultimo pericolo e l’abbraccio dei compagni al triplice fischio.
MORETTI monumentale. Anche a Benevento interventi lucidi ed efficaci: mirabili il senso della posizione, gli interventi puliti in tackle, gli anticipi ed i salvataggi in area, persino in spettacolare rovesciata. Con lui si corre il rischio di non apprezzare adeguatamente le sue prestazioni perché ormai troppo (ben) abituati.
N’KOULOU elegante interprete del ruolo, forma con Moretti una coppia dallo stile raffinato ma anche rocciosa e di assoluta esperienza. Rispetto al suo compagno di reparto commette qualche piccola sbavatura ma respinge le conclusioni avversarie ed esce bene da situazioni intricate.
BASELLI esordio stagionale forse un po’ forzato dalla contingenza ma certamente positivo. Col suo ingresso i granata trovano un playmaker cui affidare il pallone per la distribuzione del gioco e in grado di verticalizzare ed osare. Ora sarà chiamato al pieno recupero e lo aspetterà un tour de force.

STABILI:
FALQUE se Sirigu è stato fondamentale per mantenere il risultato, lui lo è stato per cambiarlo con la stoccata vincente in pieno recupero. Ma fin lì non si può certo dire che la sua prestazione fosse stata all’altezza bensì in linea con quella dei compagni di reparto. Difficoltà cancellate solo dal gol decisivo.
MOLINARO nel primo tempo si affanna spesso andando sul fondo per cercare la sovrapposizione e provare un’intesa che risulta molto difficile con Niang. Per questo motivo finisce anzitempo la benzina e nel finale appare stremato, anche perché per buona parte della gara deve stare attento ad un ispirato Ciciretti.
LJAJIC come Falque anche lui gira a vuoto per quasi tutta la partita cercando il pertugio giusto per l’assist o per la conclusione senza mai trovarlo. Si trova spesso la palla tra i piedi e se la porta in giro per la trequarti con poco costrutto fino all’assist finale che dà senso ad una prova incolore.
BELOTTI anche per il Gallo vale il discorso fatto per gli altri protagonisti dalla cintola in su. Pochi palloni, pochi varchi, fa il possibile a centro area dov’è spesso raddoppiato e triplicato ed anche lui entra nell’azione del gol azzeccando il movimento giusto che distrae i difensori campani e libera Falque. Non è tanto la prestazione a preoccupare quanto il fatto che sembra zavorrato ed incupito.
RINCON può dare di più. Il venezuelano è chiamato ad una partita di spada e fioretto ma non è facile prendere le misure cambiando ben tre partner nel giro di 90’. Tra le macchie più evidenti il portar troppo palla e un’irruenza da tenere a freno soprattutto ora con gli uomini contati in mezzo al campo.
BERENGUER lo spagnolo subentra nei minuti finali a Niang: non gli si può chiedere di cambiare la partita, eppure nel finale anche lui entra indirettamente nell’azione del gol col suo movimento e quantomeno non fa rimpiangere il francese.
DE SILVESTRI sulla sua corsia se la vede con clienti ostici come D’Alessandro e Lazaar. Perde molti duelli in zona offensiva pretendendo molto dalle sue qualità e affrontando gli avversari senza la dovuta grinta mentre nel finale va a chiudere in ritardo su azioni potenzialmente pericolose.

CHI SCENDE:
ACQUAH gioca praticamente un tempo nel quale cerca di supportare con le sue caratteristiche le sterili trame granata non demeritando. Si spende come sempre in fase di contrasto ed è costretto ad uscire anche lui per un problema muscolare al bicipite della coscia sinistra: si spera che possa recuperare per il derby.
OBI il fragile nigeriano si guadagna sempre più a pieno titolo l’appellativo di “muscoli di cristallo”. Al Vigorito resta in campo appena 10’ prima del solito problema e del solito gesto: mano dietro la coscia al primo scatto. E stavolta il guaio appare più serio (ed il recupero più lungo) del solito.

I NUOVI:
NIANG davvero molle, appare persino svogliato e indolente. Eppure alla prima uscita con la nuova maglia dovrebbe dimostrare voglia di fare, di lottare, di mettersi a servizio degli altri. Ed invece soprattutto nei primi 45’ sbaglia tutto il possibile. Qualche barlume nella ripresa ma la condizione è approssimativa e Mihajlovic quando si accorge che non è ha più lo toglie dal campo.

9 Commenti

  1. certo non è stata una partita esaltante, ma abbiamo vinto e in questo momento è quello che conta.quando finalmente arriverà la forma fisica sarà ancora meglio.non getterei la croce addosso a niang, ci sta non essere in forma(visto che non giocava una partita ufficiale dal 4 di agosto) e ci sta anche che non ha ancora il feeling con i nuovi compagni.diamogli tempo è sono sicuro ci farà divertire!!!

  2. D’accordo sui centrali, su uno splendido Sirigu(migliore in campo) e sulla prestazione collettiva decisamente poco esaltante. Però il gol di Iago è veramente uno spettacolo di azione e quello che ha fatto lo spagnolo è da grandissimo giocatore, fa partire l’azione dalla nostra metà campo, fa una grande progressione (sorprendente), riceve la palla a grande velocità con un controllo perfetto(molto difficile da fare in corsa) e si coordina immediatamente per il tiro. Un gol bellissimo. Niang malino come quasi tutti ma al momento niente di preoccupante. Il problema del Gallo è che l’anno scorso era davvero sovraumano. Io aspetto fiducioso che recuperi brillantezza fisica e mentale.

  3. Penso che Belotti abbia impostato la preparazione per non arrivare spompato ai mondiali.
    Tempo 1 mese e ci divertiamo di brutto!
    Tornerà Baselli titolare, Niang avrà imparato a giocare nel Toro, Barreca avrà ripreso il posto a Molinaro…

    • si sarei anche io di questa idea.. la mia critica sotto non è pèer Belotti giocatore in se, ma per Belotti OGGI e non è neancher una critica ma una constatazione…. credo che nessuno OGGI possa essere soddisfatto di Belotti di queste prime tre giornate… a bologna con un belotti al 70% la vinci senza problemi… ma lui era forse al 30%…. se a Belotti togli grinta fame corsa “tecnicamente” non è un TOP player….

  4. Di Belotti è solo preoccupante la mancanza di intensità per tutti i 90 minuti. l Per il resto è una questione di gioco. Quando avanziamo macchinosamente le difese avversarie hanno tuto il tempo di disporsi e raddoppiare (o triplicare) le marcature su di lui. A quel punto il massimo che gli si può chiedere è proprio quello che ha fatto in occasione del gol e cioè di muoversi in modo da portar via due difensori dal centro dell’area e creare il varco sul quale Iago si è fiondato. Senza il movimento di Andrea neanche Messi e Neymar sarebbero riusciti a fare quel che han fatto Adem e Iago.

  5. beh BELOTTI in questo articolo scende eccome se scende…. se mi dite che il confronto è tra le partite precedenti allora va beh è stabile, ma questo belotti al momento vale il 50% di quello dello scorso anno…. attendiamo fiduciosi che entri in condizione….. perchè ad oggi ne fa mezza giusta, e nonostante il gol con il sassuolo , per il resto sono tre partite che se non è da 4 in pagella poco ci manca….. sveglia ragazzo…