Il borsino stagionale del Toro: chi sale e chi scende dopo l’annata 2016/2017

di Carlo Quaranta - 4 Giugno 2017

Il campionato chiude, il Toro riparte: ecco chi sale e chi scende e chi resta stabile rispetto alle premesse di inizio stagione

L’ultima partita della stagione ha rappresentato il giusto suggello di una settimana granata di festa culminata nell’inaugurazione del nuovo Filadelfia nonché il ritratto fedele del nuovo corso targato Mihajlovic: molta intensità, tanti gol fatti ma anche troppi incassati.
L’assenza di Ljajic ha costretto il tecnico a rispolverare il 4-3-3 con la conseguenza che si sono ritrovati gli automatismi che avevano permesso ai granata di provare più verticalizzazioni, essere dunque più pericolosi e conseguentemente avere più facilità ad andare in gol. E manco a dirlo, il primo (o l’ultimo in termini di tempo) a beneficiarne ed a tornare a timbrare il suo ventiseiesimo personalissimo cartellino è stato il Gallo Belotti che, si spera, dopo nozze e vacanze, tornerà ricaricato per una nuova stagione nel Torino. La sua permanenza sarà infatti fondamentale per non reimpostare tutto come se si trattasse di un nuovo anno zero. L’addio di Ventura è stato attutito dall’eredità tecnica lasciata a Mihajlovic il quale ci ha messo del suo cambiando filosofia ed incidendo maggiormente sotto l’aspetto caratteriale, grazie alle sue doti di motivatore, seppur a scapito del maggior acume tattico del suo predecessore. Se il post Ventura è stato tutto sommato discreto, tuttavia, oltre alle sopracitate qualità di Sinisa, è stato soprattutto per merito dell’esplosione di Belotti che con i suoi 26 gol ha sfondato il tetto di marcature di un giocatore del Toro in un campionato di serie A (roba che non si vedeva dai tempi di Valentino Mazzola). Tuttavia il Gallo avrà bisogno della consacrazione definitiva e per farlo dovrà cercare questa continuità di rendimento anche nella prossima stagione, quella che negli auspici lo dovrebbe portare in rampa di lancio per essere protagonista nel Mondiale di Russia. E probabilmente la strada per lui più sicura è quella che conosce già, con questa maglia.
Anche il Toro dovrebbe dare continuità e costruire una stagione migliore riconfermando il tecnico ed i calciatori utili e meritevoli: di seguito abbiamo analizzato ciascuno per l’apporto fornito nel campionato appena concluso tenendo presenti le aspettative iniziali e le prospettive future sulla base delle loro prestazioni o di scelte già fatte. Con un’eccezione per Hart: infatti il portiere inglese – seppur anche lui sicuro partente – si è dovuto far carico di una fase difensiva a dir poco traballante e, suo malgrado, ha visto iscrivere il suo nome accanto al triste record di 19 partite di fila con la propria porta violata; in più tra i motivi del suo congedo non vi è la giustificazione di prestazioni insufficienti o di un’esperienza giunta al capolinea ma il suo status di giocatore in prestito zavorrato – si fa per dire – da un ingaggio troppo alto.
Ma al di là delle valutazioni inerenti la qualità delle singole prestazioni, tutti dovrebbero sentire forte l’esigenza di rimanere con le migliori intenzioni, c’è un appuntamento da non mancare: la grande opportunità e l’onore di allenarsi al Filadelfia, da sempre vera “Casa del Toro”, un privilegio che era ormai scomparso da 20 anni (guarda caso i più poveri di soddisfazioni e risultati) e che dovrebbe riempire d’orgoglio e di vero senso di appartenenza non solo i tifosi ma anche i giocatori animati dal desiderio di sentirsi protagonisti scrivendo una pagina storica di questa gloriosa Società, magari con i gradi di capitano.
CHI SALE:
BELOTTI assolutamente imprescindibile. Il miglior investimento estivo sarebbe trattenere lui, il vero simbolo del Torino per grandi e piccini. Ragazzo umile e generoso, in campo dà tutto ed il suo mantra è sempre quello di migliorarsi: lo scorso anno ha realizzato 12 gol, quest’anno ben 26. Di questo passo dove può arrivare? In Nazionale c’è già e il desiderio dei tifosi del Toro è quello di vederlo giocare da titolare il Mondiale da giocatore del Toro!
ZAPPACOSTA anche lui ha conquistato la Nazionale godendo dei buoni uffici del CT che lo aveva fortemente voluto un anno fa in granata e soprattutto a suon di prestazioni convincenti. Ha saputo interpretare nel migliore dei modi la doppia fase nel 4-3-3 dimostrando anche in questa stagione di affermarsi nonostante la concorrenza di De Silvestri. Ha chiuso anzitempo la stagione a causa di un intervento alla mandibola ma è un punto fermo della rosa su cui puntare per tentare di costruire un Torino di spessore europeo.
BASELLI al contrario della passata stagione, ha avuto un avvio difficoltoso ed una seconda parte di stagione sugli scudi. Ha realizzato 6 gol e si è imposto sia come mezzala che come mediano facendo ricredere per primo Mihajlovic che non gliele aveva mandate certo a dire e ad un certo punto lo aveva relegato in panchina. Così, il ragazzo, oltre alle doti tecniche, ha tirato fuori anche il carattere diventando il migliore dell’ultima parte di campionato. Si può puntare su di lui.
BARRECA il giovane Primavera rimasto quasi per caso in rosa, alla fine si è rivelato l’autentica sorpresa della stagione: gli infortuni di Avelar e Molinaro gli hanno aperto la strada della titolarità del ruolo di terzino sinistro per gran parte del campionato nel quale ha manifestato una grande personalità soprattutto in considerazione della sua giovane età ed una buona gamba. Dotato di buone capacità di progressione, se migliora nella fase difensiva e resta umile il suo è davvero un profilo interessante.
MORETTI monumentale ed eterno. Tira la carretta da quattro anni e, sebbene sia arrivato ormai a 36 primavere, non smette di correre come un ragazzino risultando non solo ancora utile alla causa ma a conti fatti il più affidabile della traballante difesa di quest’anno. E l’impressione è che lo possa essere ancora anche perché è fisicamente integro e sempre più leader morale di questa squadra. Un’ottima chioccia per tutti, lo sarà anche per Lyanco.
FALQUE anche lo spagnolo – come l’intera squadra – ha avuto un’annata in chiaroscuro ma sono state più le luci che le ombre: 12 reti (secondo cannoniere della squadra dopo Belotti) e 8 assist (tra cui la splendida apertura per Boyé contro il Sassuolo) rappresentano senza dubbio un buon bottino al primo campionato col Torino. Forse la continuità non è il suo forte, nemmeno all’interno della stessa gara, e dovrà crescere soprattutto in questo ma senza dubbio si è guadagnato la riconferma.
HART è stato solo nove mesi al Torino, il tempo di un campionato, innamorarsi e dirsi addio. Il portiere inglese lega il suo nome ad un triste record, quello di aver subito gol ininterrottamente per un intero girone e non avrà altro tempo per misurarsi con il campionato italiano dal momento che ritornerà in patria. Nella sua esperienza in granata lascia qualche papera, alcune prodezze, un ricordo tutto sommato discreto come portiere ma una traccia indelebile nel cuore della gente per la sua simpatia ed il suo modo di calarsi nello spirito di quest’avventura indimenticabile sia per lui che per i tifosi.
BOYE’ il giovane argentino ci ha messo un intero campionato per trovare il gol liberatorio dopo 1376’ all’asciutto. Non è una prima punta (sebbene sia stato impiegato da vice Belotti in un paio di partite) ma avrebbe certamente potuto realizzare più gol anziché attendere l’ultima possibilità per fare centro. Tuttavia non si è fatto attendere nel dimostrare di che pasta è fatto lasciando intravedere sin da subito qualità tecniche importanti e doti da lottatore da sempre apprezzate dal popolo granata. La sua prima stagione è stata altalenante, gli è spesso mancata l’ultima giocata ma tra i nuovi arrivati appare il cavallo su cui puntare.

STABILI:
ACQUAH il ghanese è stato molto utile per il gioco tutto pressing di Mihajlovic ad inizio stagione e recentemente dopo il varo del nuovo sistema di gioco che prevede due mediani tuttofare. Inutile dire che muscoli e polmoni di questo giocatore si sono dimostrati utili alla causa, piedi non educatissimi ma anche ingenuità ed intemperanze (vedasi derby ed ultima partita) molto meno. Nulla che non fosse già noto insomma o che lasci presagire ad una sua partenza.
MOLINARO stagione condizionata dal terribile infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro subito contro l’Empoli a metà settembre che gli è costato un periodo di stop di circa sette mesi. La sua assenza forzata ha consentito l’esplosione del gioiellino Barreca, il suo rientro la possibilità di farlo rifiatare nel momento di parabola discendente. Le poche prestazioni dell’esperto terzino sono state sugli stessi standard dello scorso anno, la sua presenza può consentire la crescita senza fretta del baby Barreca e la fascia sinistra potrebbe anche andar bene così.
LUKIC il ventenne venuto dalla Serbia non ha faticato a capirsi col mister suo connazionale, non solo per quanto concerne la lingua evidentemente. Tanto che Miha lo ha fatto esordire il 17 ottobre contro il Palermo: da subito il ragazzo ha fatto capire che in comune con il suo allenatore non ha soltanto la nazionalità ma pure il carattere, la personalità, la decisione e la linearità delle giocate. Quando è stato utilizzato ha sempre alzato il baricentro della squadra e dimostrato le sue potenzialità anche se nelle ultime uscite il suo rendimento anziché migliorare è andato calando per cui la sua permanenza resta in bilico.
OBI il nigeriano difficilmente si scrollerà di dosso l’etichetta di quello “eternamente rotto” o “dai muscoli di cristallo”. Anche questa stagione è stata costellata da vari acciacchi che lo hanno tenuto lontano o lo hanno costretto ad abbandonare il terreno di gioco pregiudicandone le prestazioni al punto che lo stesso Mihajlovic ad un certo punto lo prese di mira dandogli del… ragioniere! Quando è stato sostenuto dalla condizione fisica ha dato il suo contributo lottando e giocando anche sprazzi interessanti pur con i suoi limiti tecnici e di irruenza.
LJAJIC nella sua indole e nel suo numero di maglia c’è tutta la spiegazione del suo essere, del genio e della sregolatezza, delle perle balistiche che hanno regalato gioie immense e della sua indolenza costata errori pesantissimi. Si è acceso sempre ad intermittenza, ha “costretto” il mister col quale ha un rapporto speciale a disegnare un nuovo modulo su misura per lui, ha siglato 10 gol e 7 assist realizzati per lo più con palla ferma. Se fosse altrettanto prolifico anche in movimento farebbe campionati migliori ed invece fondamentalmente questo lo ha salvato con la magia nel derby.
GUSTAFSON lo svedesino, come preventivato, non ha avuto molte occasioni per mettersi in mostra. Dopo l’esordio nella partita di Coppa Italia contro il Pisa, ha debuttato in campionato contro il Pescara disimpegnandosi con semplicità e aiutando i compagni con buona disinvoltura. In generale non sembra un calciatore che ama stare nel vivo del gioco, tende un po’ a nascondersi anche se talvolta si è concesso qualche giocata stilisticamente apprezzabile. Nelle partite ufficiali non è sembrato pronto per un campionato impegnativo come quello italiano ma in allenamento lo staff tecnico avrà avuto modo di valutarlo meglio.
ROSSETTINI l’ex Bologna arrivato per contendersi una maglia di centrale con Bovo e Ajeti ha finito per giocare quasi sempre rappresentando uno dei capisaldi della difesa colabrodo di quest’anno. Lui ha alternato buone prestazioni ad altre meno, si è fatto valere spesso nel gioco aereo ma ha denotato dei limiti evidenti in marcatura (tipici quelli con avversari di spalle alle porta). Ad ogni modo, sebbene i numeri siano impietosi, potrebbe essere riconfermato come alternativa ai titolari.
CARLAO il difensore brasiliano acquistato nella finestra del mercato di riparazione è stato, suo malgrado, il simbolo della scarsa volontà societaria di rinforzare la rosa. Da oggetto misterioso prelevato dal club cipriota dell’Apoel Nicosia ai guai fisici nei suoi primi mesi di permanenza italiana, il centrale sudamericano è stato catapultato in campo per cause di forza maggiore a Cagliari dove ha disputato una prova soddisfacente. Nelle tre altre occasioni a sua disposizione, tuttavia, non ha confermato quanto di buono fatto vedere al Sant’Elia.

CHI SCENDE:
PADELLI anche lui ha legato il suo nome alle stagioni più libidinose dell’era Cairo nonostante sia sempre stato un portiere controverso raramente protagonista di parate miracolose, ricordato anzi più per le sue uscite un po’ allegre e i piedi non eccelsi e per la sua espressione impotente il più delle volte che un pallone carambolava in fondo alla sua rete. Ma è stato anche un professionista esemplare e, sebbene quest’anno non abbia avuto molte occasioni per mettersi in mostra, andrà a fare il vice Handanovic all’Inter.
CASTAN perno sul quale costruire la difesa nelle intenzioni estive, il forte centrale della nazionale brasiliana che aveva disputato con Benatia una stagione straordinaria nella Roma nel 2013-14 ha disputato un discreto girone di andata, dove fatte salve alcune partite (in particolare il derby), aveva destato una buona impressione smentendo la Sampdoria con la quale aveva sostenuto la preparazione estiva e i più scettici circa il suo completo recupero dopo il delicato intervento alla testa per un cavernoma. I dati dicono che la media dei gol subiti con lui in campo è stata certamente migliore e senza di lui nel girone di ritorno i granata hanno sempre subito almeno un gol. Tuttavia i ripetuti infortuni che gli hanno impedito di scendere in campo da gennaio bocciano la sua stagione.
M. LOPEZ ha legato il suo nome ad imprese memorabili negli anni scorsi, ha dimostrato di avere un feeling particolare coi tifosi che gli hanno perdonato kg in eccesso e “lavatrici sulle spalle” che ne hanno impedito l’utilizzo per una parte di stagione. L’esplosione di Belotti, l’incompatibilità evidente a giocarci insieme, l’anagrafe e le prove insoddisfacenti degli ultimi tempi hanno chiuso il suo percorso granata con 16 presenze e 2 reti. E un buon ricordo.
VALDIFIORI tormentone dell’estate, atteso come il messia del centrocampo per assicurare alla rosa un regista di ruolo per dettare i tempi di gioco della squadra, l’ex empolese non ha rispettato le attese. Ha distribuito palloni, smistato il gioco ma non è stato decisivo con gli assist e le verticalizzazioni che ci si attendeva. In più si è dimostrato leggerino e poco adatto in interdizione e nella parte finale del torneo, complice anche il suo infortunio al piede, Mihajlovic ha adottato un modulo che lo esclude. Riconferma difficile.
BENASSI da capitano a escluso. Da giocatore su cui costruire il futuro a possibile partente poiché non rientra nei piani del mister: soprattutto nel 4-2-3-1 per lui, abituato a giocare come interno destro nel centrocampo a tre, non ci sarebbe più posto poiché le sue doti sono più quelle dell’incursore che dell’incontrista tanto che proprio nella fase difensiva ha palesato i maggiori limiti. Indubbiamente resta un giocatore che ha buone basi e ottime prospettive come dimostrano le stagioni precedenti e l’inizio di questa (ed è sempre il capitano della nazionale Under 21) ma per continuare ad esserlo deve essere funzionale al gioco della squadra.
DE SILVESTRI il colpo di coda finale con la prestazione da migliore in campo e col primo gol in granata non può salvare un’intera stagione nella quale il pupillo di Mihajlovic, fortemente voluto dall’allenatore quest’estate, ha mostrato più ombre che luci. Da un terzino con la sua esperienza ci si sarebbe aspettato di più e dopo aver iniziato la stagione coi gradi di titolare, qualche errore da matita blu (come i rigori causati contro Atalanta e Roma) ha convinto il tecnico a promuovere il più tonico Zappacosta. Difficilmente resterà da riserva.
AVELAR il lungodegente giunto dal Cagliari con ben altre prospettive è rientrato solo in aprile dopo essersi fermato praticamente ininterrottamente dal settembre 2015 ed aver disputato appena 9 partite in due stagioni in maglia granata (appena 3 presenze in questo campionato) probabilmente giunge al capolinea di questa esperienza praticamente da ingiudicabile. Aveva fatto vedere di avere un bel piede sinistro capace di effettuare cross al bacio ma anche di avere dei limiti in copertura come dimostrato nella sua ultima apparizione contro il Genoa.
AJETI il nazionale albanese è stato senza dubbio sfortunato in questa parentesi granata e probabilmente verrà ricordato soprattutto per la pozzanghera di Empoli che frenò le ultime ambizioni di rincorsa europea. Eppure fino a quell’episodio in quella partita era sembrato all’altezza della situazione. Ma a certi livelli occorre tenere viva sempre la concentrazione ed avere anche un pizzico di fortuna certamente non guasta e a lui sono mancate entrambe. Altre apparizioni disastrose (in particolare a Firenze) ne hanno poi sconsigliato definitivamente l’utilizzo. Per lui anche un gol e un autogol nella stessa partita contro il Pescara.
ITURBE il “colpo” invernale arrivato in prestito dalla Roma utile, solo nei piani, a fornire una valida alternativa in attacco sugli esterni si è rivelato un flop così come per un anno e mezzo nelle fila dei giallorossi. Per lo più fumoso e indisponente nei suoi tentativi di involarsi sbattendo spesso sugli avversari, ha avuto pochi picchi positivi tra i quali il gol del pareggio contro la Sampdoria e un paio di assist per i gol di Maxi Lopez contro la Lazio ed Acquah contro l’Inter. Da dimenticare anche le ultime uscite con il pallone perso malamente appena entrato che costò il raddoppio del Napoli e il rigore provocato contro il Sassuolo. A tratti imbarazzante, per poco non è riuscito a far rimpiangere Martinez ed è tutto dire…

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

a mio modesto parere questa stagione è stata buona, certo si poteva fare di più, ma il materiale a disposizione (sopratutto in difesa) del tecnico non era eccelso.non sono d’accordo su modulo (il 433)che ha fatto andare in gol il gallo nell’ultima giornata.nelle partite precedenti è stato solo sfortunato o… Leggi il resto »

TRAPANO
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TRAPANO

Come si fa a mettere iturbe in quelli che scendono ? Quando mai è salito?

cuoretoro
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cuoretoro

la prima pagina RUTTOSPORT fa vedere le immagini delle vittorie (rubate, grazie ai vari rizzoli bastardo, valeri mafioso ecc.) del campionato e della coppa. MA COME SONO MESSI???? NON SANNO PROPRIO PERDERE!!!! NON VOGLIONO ACCETTARE NESSUNA SCONFITTA!!!! INFATTI IERI SERA HANNO STRAPERSO ALLA FACCIA DI QUEL PANZONE DI MERDAIN E… Leggi il resto »