Torino-Parma 1-2: niente di strano…

di Carlo Quaranta - 13 Novembre 2018

Torna il consueto appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi è salito e chi è sceso dopo la partita contro il Parma

Probabilmente c’è soltanto una cosa che sarebbe più strana della sconfitta contro il Parma: pensare che tale stop sia inatteso. Per carità, dopo una serie positiva di sei partite per una squadra con la caratura e gli obiettivi di questo Torino la battuta d’arresto può starci. Ciò che non può starci è perdere malamente in casa contro un avversario sulla carta ben più debole (anche se ora condivide la medesima posizione in classifica) dopo la vittoria strameritata e straconvincente riportata contro la Sampdoria, sulla carta diretta concorrente, nemmeno una settimana prima a (loro) domicilio. I granata si confermano così maestri di karahiri, perdono una grandissima occasione per issarsi su una posizione di classifica più comoda non sfruttando una giornata sulla carta favorevole e complicandosi la vita in vista della settimana di sosta, che ora sarà inevitabilmente più lunga. È di tutta evidenza, ormai, che queste ripetute altalene non siano figlie di condizioni fisiche (a Genova si arrivava sempre primi sul pallone, contro il Parma mai!) bensì di tenuta mentale, di concentrazione, di maturità. Che sia più colpa della Società piuttosto che dell’allenatore o dei giocatori di turno non è facile stabilirlo ma certamente ogni componente ha la propria fetta di responsabilità e temiamo che continuando così sarà difficile sradicare quest’andazzo e per inculcare una mentalità vincente occorra una figura extra.

Un’altra falsa stranezza riguarda il fatto che in casa il Torino con appena sette punti conquistati in sei partite disputate fatichi di più a fare risultato. Ma non è un mistero che quando si deve “fare la partita” affiorano tutti i problemi di qualità di questa squadra: la manovra è ripetitiva, contro le difese chiuse non produce sbocchi e in certi casi la differenza può farla solo l’episodio fortunato o il giocatore di qualità che al momento risponde al nome di Iago Falque: se lo spagnolo incappa in una giornata no o è ingabbiato le speranze di vittoria si riducono notevolmente. Se poi sbagli anche la partita tatticamente e non riesci a correggerla in corsa – com’è accaduto sabato – ecco che la montagna diventa insormontabile. Da sottolineare semmai che il cammino casalingo è in controtendenza rispetto allo scorso girone di ritorno (da quando Mazzarri prese in mano la squadra): con sei vittorie, un pareggio e tre sconfitte ed una media di 1,9 punti a partita contro quella attuale di 0,85 è evidente che ci sia qualcosa che strida (o che manchi). Se poi i nuovi acquisti teoricamente di maggior qualità (Soriano e Zaza) steccano e non conferiscono quell’apporto atteso, non garantiscono quello scatto in più come ad esempio un Gervinho nel Parma, ecco che pure qui qualche spiegazione ce l’abbiamo. Per il resto aspettiamo che anche il tecnico la smetta di farsi delle domande sui perché degli approcci sbagliati, della mancanza di continuità, della pratica non rispondente alla teoria, delle partite diverse dagli allenamenti ecc. e inizi a darsi (e a darci) delle risposte. Eventualmente anche andando da Marzullo…

Torino-Parma, il Borsino: gli stabili

SIRIGU non difende in maniera irreprensibile il primo palo sul gol di Gervinho, fucilato senza colpe da Inglese, si oppone da par suo sulle conclusioni ravvicinate di Biabiany, Ceravolo e soprattutto Gagliolo nel finale. Bene nelle uscite alte, cerca di tenere in piedi la baracca. Ora la meritata Nazionale per distrarsi…
BASELLI a parte il tiro con cui scarica in rete di prima intenzione tutta la rabbia del Toro sotto di due gol, è l’unico che cerca di produrre qualcosa con giocate extra in una giornata in cui Falque latita. Certo, anche per lui qualche errore in appoggio e un tiro impreciso ma se non altro è il più propositivo.
BELOTTI va bene che sia lui a inventare un bell’assist in area per De Silvestri, va bene pressare i difensori nella propria trequarti e cercare di rubare palla in quella zona, passi anche che possa allargarsi ed essere lui ad effettuare il cross per i compagni ma vederlo a tutto campo, persino in area granata per fermare Grassi nemmeno fosse un difensore… Non ha occasioni gol in tutta la partita, men che meno con Zaza al suo fianco.
DE SILVESTRI protagonista nell’azione non sanzionata da Massa al limite dell’area ducale, ha svolto per la maggior parte del match il suo lavoro in fase di proposizione seppur non sia arrivato in tempo all’appuntamento col gol ed abbia effettuato un solo cross preciso (per Zaza). Le azioni dei gol gialloblu partono dalla sua zona però…

Torino-Parma, il Borsino: chi scende

AINA stavolta le giocate, le scorribande e i traversoni restano solo nelle intenzioni. Non assicura imprevedibilità, difetta nelle sovrapposizioni e nel secondo tempo, col cambio di modulo, si limita alla fase difensiva: anche lì denota qualche lacuna su Biabiany però…
BERENGUER anche lui propone la versione peggiore di sé. Subentra nell’ultima mezzora e potrebbe approfittare di una maggiore freschezza ma nonostante un ingresso vivace e promettente non riesce a garantire il cambio di passo necessario ed anzi, con i suoi errori, concede il contropiede agli avversari.
DJIDJI schierato sul centrodestra contrariamente alle abitudini con l’intento di arginare il veloce Gervinho poiché ritenuto più adatto non soddisfa le aspettative del suo allenatore che poi lo sostituisce nella ripresa per passare alla difesa a quattro. Nel frattempo Gervinho aveva già risolto la partita…
ZAZA gli viene concesso un tempo a disposizione con i propri compagni tutti votati all’attacco nel tentativo di rimontare. Paradossalmente però le occasioni create diminuiscono e né lui né Belotti sono adeguatamente serviti o riescono a mettersi in luce. La convivenza si sta rivelando sempre più una scommessa persa.
RINCON è uno dei maggiori rappresentati dell’involuzione rispetto alla gara contro la Samp: sovrastato, mai in anticipo, in ritardo nelle chiusure (vedi secondo gol), molle ed impreciso come spesso gli capitava lo scorso anno. Nella ripresa si fa vedere un po’ di più ma non lo vedremo alla ripresa del campionato poiché, sebbene fosse diffidato, si fa ammonire piuttosto ingenuamente.
NKOULOU coinvolto nel pasticcio del primo gol, fatica anche lui a riprendersi ed a trovare le giuste distanze. Non rinuncia all’impostazione e a giocare comunque a testa alta ma anche dopo denuncia qualche passaggio a vuoto quando viene sorpreso sulle veloci ripartenze emiliane. Da rivedere in certe dinamiche.
FALQUE dovrebbe essere l’arma in più ed invece si rivela l’arma in meno. Prestazione decisamente sottotono per lo spagnolo che non trova spunti interessanti ma solo azioni sterili. In giornata di scarsa vena non è assistito dai compagni ma ci mette del suo sbagliando anche facili appoggi. Evanescente lui, ne risente tutta la squadra.
IZZO una giornata da dimenticare al più presto per il centrale sul quale gravano le maggiori responsabilità sui due gol del Parma. Avventato nella prima circostanza quando disturba Nkoulou, in ritardo sulla seconda, dimostra che la scelta di Mazzarri di invertirlo con Djidji non è azzeccata. Sbaglia le diagonali e la difesa perde i suoi equilibri.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

è una storia vista e rivista purtroppo.ogni volta che ci si aspetta il salto di qualità,puntualmente stecchiamo.oggi si critica mazzarri,ieri si criticava mihajlovic,l’altro ieri ancora, Ventura.a niente serve aspettare che il tecnico smetta di farsi le domande,chiedetevi piuttosto perché ogni anno è sempre il solito film e datevi delle risposte.

Vanni(CAIROVATTENE)
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Vanni(CAIROVATTENE)

Ma sarà mica che la differenza di punti/partita della scorsa stagione di vuoolter rispetto a questa sia dovuta alla mancanza di un lavativo che giocava 15 minuti a partita? Pensa se giocava mezz’ora che media avrebbe avuto.

tarzan_annoni
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tarzan_annoni

Come saprai, se mi hai letto qualche volta, a me Adem non faceva impazzire, non tanto come tecnica (illimitata) quanto come temperamento (scazzato, indolente, egocentrico); ad oggi, però sto iniziando a ricredermi…..forse ci farebbe comodo anche se un giocatore da solo non ha mai vinto nessun trofeo

Vanni(CAIROVATTENE)
Utente
Vanni(CAIROVATTENE)

Certo, da solo, solo Maradona.
Però una palla qui, una palla là, una punizione che sbatteva sulla traversa e qualcuno la metteva dentro, fanno una GRAN differenza in una squadra che non ne fa 5 a partita

Vanni(CAIROVATTENE)
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Vanni(CAIROVATTENE)

L’anno scorso c’erano Ljajic e Iago che proponevano gioco e fantasia. Quest’anno è rinasto solo Iago. Diventa oltremodo difficile se Iago non è in giornata. Il Gallo quest’anno è sano ma non gli arrivano più quelle palle da mettere dentro. Grossa caxxata non includerlo in un gioco. Meglio tenere lui… Leggi il resto »

tarzan_annoni
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tarzan_annoni

Sono d’ accordo con te. Credo, comunque, che il problema sia molto più articolato….I giocatori di valore vanno, se li hai in rosa, fatti giocare e va strutturata la squadra in base alle loro caratteristiche. Se decidi di venderli devi metterti nelle condizioni di avere una rosa di giocatori in… Leggi il resto »

Vanni(CAIROVATTENE)
Utente
Vanni(CAIROVATTENE)

Esatto. Le sqyadre vanno fatte sui giocatori forti. Persino Sarri, che reputo il miglior trcnico in circolazione e fa un gioco globale, si affuda principalmente sui 4-5 in squadra che sobo ad un livello superiore. Questo incapace crede di essere superiore col SUO gioco, a prescindere dai soggetti. Presuntuoso è… Leggi il resto »

tarzan_annoni
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tarzan_annoni

Già….credo che de zerbi, andreazzuoli, maran o altri non farebbero peggio di quello che abbiamo

paolo 67 (tabela)
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paolo 67 (tabela)

Condivido al 100% l’ analisi di Carlo Quaranta. Sarebbe interessante, per rendere meglio l’ idea di come è andata la partita, fornire i dati su palle perse , contrasti vinti , % di passaggi andati a buon fine ecc…….