Toro, il borsino: una rivoluzione granata che era tanto attesa...

Una rivoluzione tanto attesa…

di Carlo Quaranta - 2 Settembre 2016

Ecco chi sale e chi scende dopo la gara tra Torino e Bologna: tra i granata anche tanti esordi stagionali

Con gran parte delle attenzioni ancora rivolte al calciomercato, quasi in sordina, il nuovo Toro di Mihajlovic sbriciola un Bologna deludente grazie soprattutto alla buona vena realizzativa di un Belotti formato Nazionale. Il merito di un’affermazione così straripante, tuttavia, non è certamente tutta del “Gallo” – il quale peraltro ha fallito il secondo tiro dal dischetto consecutivo – ma, ancor più che nei numeri, è nella generosità, nell’altruismo, nel pressing, nel sudore delle maglie dal primo all’ultimo minuto che ha riconciliato lo spirito della squadra con quello dei tifosi assetati di veder sbuffare i granata in campo.
L’atteggiamento, dunque, è ciò che convince di più. Al di là dei tre punti in classifica che potevano essere quattro, di Belotti capocannoniere con quattro gol in due partite, dei cinque gol rifilati ai rossoblu e i sette totali in 180’. Mihajlovic ha rivoltato come un calzino la rosa (in fase di completamento in queste ore) e la predisposizione della squadra non più attendista ma votata al pressing continuo a tutto campo e per tutto l’arco del match, anche con il risultato ampiamente in cascina.
Dopo la sfortunata gara di San Siro, affrontata per circa un quarto con uno sfrontato 4-2-4, il Torino ha cambiato alcuni interpreti ma non il modo di stare in campo e stavolta il risultato ha dato ragione al tecnico serbo che ha avuto risposte positive un po’ da tutti, soprattutto dai nuovi. De Silvestri si è confermato, Castan e Iago Falque hanno svolto bene il loro compito, il subentrato Boyè ha cambiato subito registro trasformando l’eccesso di egoismo di una settimana prima in sano altruismo. Unico neo i nuovi guai fisici di Ljajic ma al di là dei nomi è l’ingrediente entusiasmo ritrovato e che può fare la differenza più di qualsiasi altro elemento. In attesa che gli ultimi botti di mercato autorizzino persino un pizzico di euforia senza tuttavia lasciarsi andare troppo. Il brillante avvio di un anno fa, d’altra parte, è ancora troppo vivo…

CHI SALE:

BELOTTI e il gallo cantò tre volte… prima tripletta in carriera e prestazione super per l’attaccante di Calcinate, galvanizzato dalla fresca convocazione nella Nazionale guidata dal suo mentore, Ventura. Segna in tutti i modi ma in più lotta e si fa trovare dappertutto. Capocannoniere del campionato e straordinario momento per lui. Unico neo il secondo rigore consecutivo fallito.

BASELLI
stavolta è in campo dall’inizio, fa il suo pressando gli avversari e cercando di inserirsi ma commette anche un errore imperdonabile perdendo il pallone che porta al pari Taider. Tuttavia anche quest’anno l’avvio di campionato è positivo in fase realizzativa (due gol in due partite).

MARTINEZ entra col piglio giusto, già alla prima azione si libera e tira caricando se stesso ed imprimendo fiducia ai compagni. Stavolta gira bene pure lui, trova il gol a porta sguarnita ma prova pure altre conclusioni e dà fastidio agli avversari anche in fase di ripiego nel finale.

MOLINARO sebbene non si veda granché (anche perché si gioca maggiormente sulla corsia opposta), la sua prestazione è positiva e, a differenza di una settimana prima, non sbaglia nulla nemmeno in difesa dove è anzi autore di ottimi anticipi. Da manuale l’inserimento e l’assist per il quinto gol.

BOYE’
stavolta entra e dimostra immediatamente di aver imparato la lezione di San Siro: sveste i panni del solista mettendosi a disposizione dei compagni, suo il merito del quarto gol poiché prima pressa il difensore e ruba il pallone e poi lo cede su un piatto d’argento a Baselli.

DE SILVESTRI già perfettamente inserito tanto che da due suoi assist (il secondo direttamente da fallo laterale) nascono i due primi gol di Belotti. Spinge mai casualmente, dialoga bene con Falque e si propone bene. Qualche piccola sbavatura dietro in fase di disimpegno.

BENASSI partita utile per ritrovare il ritmo partita che gli manca da un bel po’. Contro il Bologna è stato spesso nel vivo del gioco anche se ha denotato qualche perdonabile esitazione. La sua condizione è ancora approssimativa infatti esce per crampi, la sosta sarà per lui propizia.

STABILI:

VIVES
onora la maglia fino in fondo, attento nei raddoppi, prudente nelle giocate, illuminante con le sue aperture sulla fascia che propiziano il primo e l’ultimo gol. Potrebbe essere stata la sua ultima partita in maglia granata, nel caso lascerebbe a testa alta.

PADELLI praticamente inoperoso, vede insaccarsi alle sue spalle la staffilata di Taider ed è protagonista di un’uscita coi piedi sulla trequarti, unica azione che gli vale come straordinario. Probabilmente al capolinea della sua avventura granata, senza squilli.

ACQUAH non ci mette molto a farsi notare con una percussione che conclude con un tiro troppo centrale. Come al solito usa la sua esuberanza fisica per farsi valere in mezzo al campo, stavolta compito facilitato da un avversario già alle corde quando il ghanese entra in campo.

BOVO redivivo. Tiene a bada il cliente più pericoloso dei felsinei (Destro) e si conferma il solito difensore affidabile, capace di impostare il gioco da dietro e abile anche in alcune provvidenziali chiusure aeree.

LJAJIC
inizio stagione sfortunata per il serbo che, dopo la tremenda botta al ginocchio patita a San Siro, anche stavolta è costretto al forfait dopo nemmeno mezzora per problemi muscolari. La speranza è che la sosta gli sia utile per rimettersi in sesto.

I NUOVI:

CASTAN debutto positivo per l’ex Roma che si adatta subito nella nuova retroguardia varata da Mihajlovic. Da applausi una sua chiusura in tackle sulla trequarti e senza problemi in altri interventi. Non altrettanto puntuale in occasione del gol quando lascia a Taider un po’ troppo spazio.

FALQUE esordio coi fiocchi per lo spagnolo che dimostra di saper giocare sia largo a destra (suo l’assist per il terzo gol) che di accentrarsi smistando palla e fornendo buone aperture per i compagni. Gioca su tutto il fronte d’attacco togliendo riferimenti.

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Roberto (RDS 63)
RDS TM
4 anni fa

Dove l’hai letto sul New York Times?

TorinoUSA
TorinoUSA
4 anni fa
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No Miami Herald.

poggiardo granata69
poggiardo granata69
4 anni fa

sia a S.Siro che domenica scorsa si è già vista la mano dell’allenatore. squadra grintosa che non si vedeva da tempo e mai doma. certo ci sono ancora alcune cose da correggere ma lo spirito e l’atteggiamento è quello giusto

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
4 anni fa

AVVENTO pero’ mi sembra un tantin esagerato, sembra che parli della Madonna