Toro nuovo, limiti vecchi

Toro nuovo, limiti vecchi

di Carlo Quaranta - 24 Agosto 2016

Ricomincia il campionato e torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta. Ecco chi sale e chi scende dopo la partita del Toro contro il Milan

Per la prima partita di campionato sulla panchina granata, in pieno agosto, Mihajlovic non si fa mancare un bagno… di Toro. Nonostante il cambio di guida tecnica e di alcuni protagonisti, anche dell’ultim’ora, infatti, puntualmente sono riemersi i soliti problemi che hanno contraddistinto spesso questa maglia: si può definire eccessiva bontà o altruismo e si traduce in incredibili sviste difensive ed in punti pesanti regalati agli avversari negli ultimi minuti. A conferma della continuità in questo percorso autolesionista e a dispetto dei tanti volti nuovi, sono stati i “vecchi” Molinaro, Moretti, Obi e Belotti a macchiarsi delle solite colpe. Ciò, tuttavia, non esenta i nuovi da responsabilità poiché la squadra è un blocco unico e non un coacervo di solisti né tantomeno il tecnico che ha preferito rivoluzionare la rosa in difesa affidandosi a giocatori che hanno svolto appena un paio di allenamenti in Sisport. La scelta di una mediana più muscolare, poi, non ha dato esiti sperati dal momento che uno dei principali problemi è stato lo scollamento tra difesa e centrocampo e la mancanza di filtro nonostante l’impegno del solito Vives. Se il contemporaneo impiego di Acquah e Obi in luogo dei più tecnici Benassi e Baselli (in realtà ancora reduci da acciacchi) non ha assicurato la necessaria copertura magari sarà anche a causa degli automatismi non sufficientemente rodati ma pone già un problema circa l’utilizzo di un modulo forse un po’ troppo ambizioso per le potenzialità di questa squadra. Nel 4-3-3 occorre un centrocampo robusto ed un maggiore sacrificio degli esterni nella doppia fase. Atteso che non si reputa Baselli un playmaker e che, nonostante gli acquisti di Lukic e Tachtsidis e la presenza di Vives, si cerca ancora un regista, ci si augura che allo smantellamento della difesa non segua anche quello del centrocampo dove giovani di qualità sui quali puntare come Benassi e Baselli dovrebbero trovare spazio più o meno costantemente. Altrimenti, magari per non sacrificarli sull’altare delle esigenze tattiche, si potrebbe valutare un’ipotesi di partenza che contempli il 4-3-1-2 magari con un regista, due mezzali di quantità e qualità (Benassi e l’auspicabile Kucka andrebbero benissimo) e Baselli vertice alto per sfruttare le proprie qualità balistiche dietro a due punte (Ljajic e Belotti) almeno finché Iago Falque e Boyé non avranno dimostrato di poter essere pronti.

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Giuseppe Vives
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Giuseppe Vives

CHI SALE:
BASELLI rivitalizza la squadra con la sua qualità, mette a disposizione la sua lucidità nelle incursioni, nei suggerimenti e nelle conclusioni (ben tre di cui una vincente). Vista la sua prestazione e considerata quella dei suoi colleghi dovrebbe vestire i panni del titolare.
VIVES il sempiterno centrocampista partenopeo, promosso a capitano, sfoggia una forma invidiabile a dispetto delle trentasei primavere. E’ lui il principale tappabuchi, pronto ai raddoppi e nelle chiusure, almeno finché ha benzina in corpo.

STABILI:
BELOTTI poteva essere ben diverso l’umore alla fine di una partita che lo ha visto protagonista nel bene e nel male dopo un primo tempo da autentica comparsa. Da attaccante puro l’incornata del momentaneo pareggio, più i meriti di Donnarumma sul calcio di rigore. Un avvio comunque migliore rispetto ad un anno fa.
PADELLI denota ancora le solite incertezze nelle uscite alte, non riesce ad evitare i tre gol di Bacca ma gli nega il quarto con un’uscita bassa provvidenziale. Per il resto ordinaria amministrazione. Ancora in bilico la sua posizione, potrebbe anche essere stata l’ultima in granata.
MAXI LOPEZ viene gettato nella mischia sul 2-1, sfiora subito il 2-2 con un bel diagonale fuori di poco e non fa in tempo a rammaricarsi che assiste impotente al 3-1. Da lì non riesce a imbastire nulla di concreto o a guidare i suoi giovani compagni di reparto, anzi…
MOLINARO si fa notare quasi esclusivamente nelle azioni dei primi gol: nella prima è protagonista negativo lisciando l’intervento, nella seconda è positivo regalando un cross perfetto a Belotti. Per il resto evanescente e non attentissimo nelle diagonali. Chissà se sarà ancora lui il titolare a sinistra in futuro…

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Joel Obi e Alessio Romagnoli
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Joel Obi e Alessio Romagnoli

CHI SCENDE:
ACQUAH lo si nota di più in fase di impostazione, cerca spesso il suggerimento per i compagni davanti ma ha il solito problema del piede poco educato. Non riesce però a fare diga nella sua zona tanto che i rossoneri riescono a passare facilmente. Rimandato.
OBI pugnace ed attivo inizialmente, perde man mano certezze e ha la peggio nel duello con Kucka. Somiglia più al giocatore visto nella prima parte della scorsa stagione che nell’ultima. Aggrava la sua prestazione causando il rigore che taglia le gambe ai piemontesi.
MARTINEZ cambiano i ruoli, cambiano i moduli, cambiano gli allenatori ma il risultato è sempre lo stesso per il venezuelano: tanto fumo, poco arrosto. Cerca di rendersi utile in fase di ripiegamento ma becca il primo cartellino giallo della stagione. Nuova chance sciupata.
MORETTI non aveva iniziato male, poi forse a causa della desuetudine alla difesa a quattro perde la posizione sul raddoppio di Bacca e da lì in poi la sua partita diviene un calvario. Orfano di Ventura, deve ritrovare presto nuove certezze.

CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Lucas Boye
CAMPO, 21.8.16, Milano, stadio Giuseppe Meazza, 1.a giornata di Serie A, MILAN-TORINO, nella foto: Lucas Boye

I NUOVI:
LJAJIC il nuovo acquisto più atteso resta in campo meno di mezz’ora facendo in tempo a far intravedere sprazzi della sua classe con una serpentina al limite dell’area con tiro a fil di palo e poco altro. L’infortunio al ginocchio è frutto della sua generosità ma è meno grave del previsto. Si attendono buone nuove.
DE SILVESTRI ripaga la fiducia incondizionata del mister che, conoscendolo bene, lo manda in campo dopo un paio di allenamenti coi nuovi compagni. Limita il pericoloso Niang cui concede solo il cross del 2-1 ed una conclusione in porta ed evita con una bella diagonale aerea un gol sicuro.
ROSSETTINI anche lui appena arrivato viene buttato subito in campo a fermare il Milan a San Siro. Certo, l’esperienza in serie A non gli manca ma il debutto in granata non è dei migliori. Spende un cartellino evitabile e sembra troppo preoccupato.
BOYE’ il ragazzo ha avuto modo di mettersi in mostra più del previsto a causa dell’infortunio di Ljajic e non ha pagato per niente l’emozione del debutto nel campionato italiano, per giunta nel tempio di San Siro. Da subito grande personalità e buone giocate che denotano una bella tecnica sebbene per ora fine a se stessa. Dovrebbe anche aiutare di più i compagni, ha tempo per imparare e migliorare, le basi ci sono.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

spero e mi auguro che la società sappia cosa fare.fino ad adesso la situazione non è incoraggiante

greto
greto
3 anni fa

Prima di tutto il pensiero va alle vittime del terrrmoto, e a chi si ritrova senza una casa, spero che tra i fratelli del forum, non ci sia nessuno colpito dal sisma….tornando al nostro amato Toro, credo ci sia poco da dire al momento, tante parole r pochi fatti, mi… Leggi il resto »

madde71
madde71
3 anni fa

poi se vengo smentito,datemi pure del picio,me lo merito