Dopo lo 0-0 tra Lazio e Torino che ha permesso ai granata di raggiungere la salvezza, ecco il Borsino di Carlo Quaranta

C’è da festeggiare perché non era affatto scontata questa salvezza per come si era messa e per l’impegno (che dovrebbe essere sempre giusto) e la cattiveria anche spropositata (questa invece davvero inconcepibile) messa in campo dai laziali per vincere la partita. Non era scontata per tutto ciò che è successo in questa stagione, che poi si è rivelata la coda di quella passata e proprio perché era già andata bene una volta non era detto che andasse bene pure una seconda dato che di solito gli errori si pagano, soprattutto quando c’è la pervicacia nel commetterli.
Insomma si deve proprio tirare un sospiro di sollievo perché è andata bene, per tutto ciò che ha detto Sirigu a fine gara, per tutte le analisi societarie e mercatare fatte in questi mesi e perché, sarà per vecchie questioni psicologiche o per limiti tecnici, questa resta una squadra composta da giocatori che presi singolarmente hanno pure un “pedigree” migliore rispetto a quelli di altre rose di medio – bassa classifica ma che, innegabilmente, faticano non poco a fare più passaggi precisi di fila, effettuano sempre troppi tocchi palesando di non saper dove andare e cosa fare prima ancora che la palla passi dai loro piedi.

Per una volta gli episodi hanno girato a favore e tra pali e rigori dati e non dati la difesa che aveva subito dieci gol in due partite per puro caso (e soprattutto grazie a un ritrovato Sirigu) è rimasta imbattuta e così si è potuto portare a casa quel punto fondamentale per non rischiare l’inferno negli ultimi 90’ e consentire così l’ennesimo annuncio di rifondazione al Presidente Cairo.

Dopo le peripezie della passata stagione, tuttavia, già a settembre scorso tale rifondazione si era resa indispensabile ma misteriosamente non è stata fatta. Pertanto oggi le parole presidenziali rischiano di restare vuote e poco credibili, considerando diverse situazioni incancrenite e diversi nodi da sciogliere a partire da allenatore e capitano, passando attraverso questioni di sovrabbondanza di giocatori ed ingaggi e i rientri di prestiti che hanno fallito anche altrove (Meité, Segre, Ola Aina) che aggiungono problemi a problemi. Passare dalle parole ai fatti non sarà semplice ma resta comunque l’unica strada.

Lazio-Torino: chi sale

SIRIGU torna ad essere protagonista nel momento più delicato tenendo in vita il Torino. Protagonista di almeno tre parate decisive ma c’è anche nelle uscite, sul rigore e sul palo di Lazzari e persino nel post partita…
IZZO uno dei migliori in campo, il più continuo e concentrato in difesa, imbavaglia Immobile, le prende tutte di testa e sbroglia alla grande un pericolo a centro area a fine p.t. Gioca con ardore ed astuzia, prova anche il lancio lungo.
SANABRIA non è molto utile nel possesso palla per far respirare la squadra ma è l’unico che va vicino al gol con un tiro dopo una buona azione personale e un palo su assist di Belotti. Certamente meglio rispetto a La Spezia.
NKOULOU dal salvataggio disperato sul tiro di Muriqi al rigore procurato su Immobile, ha avuto una gara di alti e bassi. Positivo nello schermare le conclusioni avversarie, meno nel gioco aereo e nelle uscite.

Lazio-Torino: gli stabili

ANSALDI ha il merito di essere quello più pericoloso dei suoi nella costruzione di azioni offensive attraverso i cross e non soltanto. Contiene bene Lazzari salvo nel finale e in una delle tante chiusure rischia di commettere un rigore su Muriqi.
BELOTTI fatica molto a rendersi pericoloso dalle parti di Stakosha ed allora cerca di rendersi prezioso anche nella propria area e ritornando a contrastare sulla trequarti dove rischia anche intervenendo in scivolata sugli avversari. Preciso ed intelligente l’assist di testa col quale libera al tiro Sanabria.
MANDRAGORA gioca una partita accorta posizionandosi spesso sulla linea dei difensori nella ripresa. Contrasta Leiva all’impostazione e quando ha più libertà d’azione si fa vedere con un tiro alto e l’assist a Belotti da cui scaturisce il palo di Sanabria.
RINCON duella e battibecca per tutta la gara con Luis Alberto senza risparmiarsi. Alla fine concede poco al suo avversario che viene pure ammonito mentre lui riesce a farla franca. Tuttavia partita da dimenticare nella gestione del pallone.
LUKIC aiuta la difesa ed Ansaldi in fase di contenimento opponendosi a Lazzari e Marusic. Si prende anche qualche rischio di ammonizione pur essendo diffidato ma non si intende con i compagni sbagliando spesso l’appoggio o l’ultimo passaggio.
SINGO non commette gravi errori anche se si fa superare ingenuamente da Lulic non leggendone per tempo le intenzioni e talvolta appare svagato. Davanti affonda poche volte e non azzecca il traversone giusto.
BREMER all’ultimo respiro rischia di rovinare tutto il lavoro svolto da lui e dai suoi compagni saltando in modo scomposto su Muriqi in area granata. Ma per la verità per tutta la gara ha sofferto il kosovaro ed è sembrato il più in difficoltà.

Tomas Rincon e Armando Izzo
Tomas Rincon e Armando Izzo
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ultimo aggiornamento: 21-05-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
4 mesi fa

Sicuramente non si festeggia la salvezza,ma il fatto che x il secondo anno consecutivo l’abbiamo scampata bella. X quanto riguarda Cairo,già questanno mi sarei aspettato qualcosa in più visto il campionato precedente,x cui neanch’io mi fido più delle sue parole. Ora servono i fatti,se ne è capace bene,altrimenti passi la… Leggi il resto »

odix77
odix77
4 mesi fa

cairo non è in grado di fare nessuna rifondazione lo ha già ampiamente dimostrato. se non si affida a gente che ne capisce fa solo danni… ha fatto danni ascoltanto spesso gli allenatori di turno : niang con miha, e le cessioni volute da mazzarri , lynetti rodriguez con gianpoalo… Leggi il resto »

Filippo Bull
Filippo Bull
4 mesi fa
Reply to  odix77

L’unica speranza,credo molto remota, è quello di fare meno errori possibili ma x farlo bisogna anche avere i dirigenti giusti al posto giusto…….. perché se continuerà a decidere sempre Lui ci sono poche speranze…..

T9
T9
4 mesi fa
Reply to  Filippo Bull

Moggi farebbe il nostro caso. Da radiato può lavorare in smartworking, probabilmente costa pure poco.

odix77
odix77
4 mesi fa
Reply to  Filippo Bull

sinceramente non so quanta % di colpe abbia cairo nella scelta di alcuni giocatori che sono risultati flop totali, di sicuro manca una struttura societaria in grado di valutare meglio ciò che si fa e quindi evitare, non c’è mai la certezza comunque, di continuare a buttare soldi per giocatori… Leggi il resto »

davidone5
davidone5
4 mesi fa

Per poterlo scongiurare bisogna avere gente preparata come Petrachi e Ventura e non sicuramente RoVagnati.

Basta un pareggio ma prima occorre battere la paura

Il borsino granata / Il Toro concede il bis: un’altra stagione negativa