Torna il consueto appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta. Anche dopo la sconfitta con lo Spezia non c’è nessuno che “sale”

Gira e rigira di nuovo e di strano attorno a questo guazzabuglio chiamato Torino FC c’è poco e niente: l’angosciante ripetitività di situazioni ed eventi è fin troppo scontata. E non serve a nulla cambiare gli interpreti: da Mazzarri, spesso etichettato quale lagnoso vittimista, a Nicola, motivatore dal cuore – Toro, il risultato non cambia, sette pappine in faccia a domicilio da una squadra in lotta nelle zone nobili di classifica a cui seguono quattro sberle in una partita delicata contro una neopromossa. Legittimo chiedersi allora cosa vi sia dietro questo crollo psicologico che con l’avvento del tecnico di Luserna San Giovanni sembrava essere definitivamente accantonato. Le scorie della passata stagione evidentemente sono sempre presenti e la pesante sconfitta subita contro il Milan ha fatto riaffiorare paure solo apparentemente sommerse. La prova che non fosse colpa del turn over operato dall’allenatore nella partita contro i rossoneri si è avuta a La Spezia dove in campo è scesa una formazione per otto undicesimi diversa rispetto a quella schierata quattro giorni prima con l’aggravante di aver potuto contare sulla difesa titolare che, a quanto pare, non offre più garanzie (per la cronaca mai lo Spezia aveva segnato quattro gol in una sola partita in serie A) e andrà comunque rifondata nella prossima stagione. Se poi si pensa all’intera rosa, ottava per monte ingaggi, è legittimo pensare che i conti non tornino a prescindere e qui le responsabilità sono naturalmente della Società e del direttore sportivo ma in campo contro la Lazio per giocarsi il primo jolly ci andranno i giocatori tra cui, probabilmente, anche alcuni tra i diffidati Lukic, Vojvoda, Buongiorno, Zaza, Belotti. Stavolta non occorre fare molti calcoli, solo il giusto, ed allo stesso tempo non farsi l’illusione che la Lazio rimasta ormai senza obiettivi regali qualcosa. È importante resettare tutto ed essere realisti, le possibilità di salvezza sono chiaramente tutte a vantaggio dei granata. Certo, in questo momento, anche la paura…

Spezia-Torino: gli stabili

ANSALDI ci prova e ci riprova. Ed anche se i suoi traversoni stavolta non sono decisivi quantomeno supera l’uomo e arriva sul fondo. Utile anche una chiusura in diagonale difensiva.
BELOTTI ritrova il gol, seppur su rigore. Cerca con appoggi e qualche sporadica intuizione di creare qualche condizione ma niente di concreto se non il corner da cui nasce il rigore e la trasformazione dello stesso, appunto. Ma le buone notizie si fermano qui e i prossimi 180’ diranno tutto.

Spezia-Torino: chi scende

SIRIGU sembra in ritardo sul primo (ma era coperto) e sul terzo gol (colpo di testa leggibile), un doppio intervento ravvicinato nel finale a risultato ormai compromesso non gli rallegra la giornata.
MANDRAGORA prova ad alzare il baricentro ed a proporre qualcosa in avanti ma sbaglia anche la misura di passaggi semplici e l’unico risultato è che viene tagliato agevolmente dalle ripartenze avversarie.
SANABRIA partecipa con poca convinzione con appoggi semplici e qualche recupero ma sono più gli errori e, data l’inadeguata intesa con Belotti, viene cercato con lanci dalle retrovie invano… Non prova mai a tirare.
IZZO non è al meglio fisicamente ma ci mette del suo a complicarsi la vita con disimpegni macchinosi sia da centrale che da terzino. Fatica molto, in particolare su Saponara.
RINCON difetta di personalità, caratteristica che dovrebbe elargire ai compagni data la sua esperienza, non aiuta a dovere Vojvoda ed è sfortunato sul primo gol. Nella ripresa ok sulle seconde palle al limite dell’area spezzina.
BUONGIORNO stavolta anche lui è sul banco degli imputati: a freddo sbaglia un facile disimpegno ma l’errore più grave è nella libertà concessa a Nzola su palla inattiva nell’episodio che taglia le gambe alla rimonta e chiude la partita.
LUKIC in mezzo al campo non si vede molto, soprattutto in fase di interdizione. Si districa bene nello stretto sia da interno che nei minuti da esterno ad inizio ripresa ma non è mai decisivo e ritarda sempre la giocata finale.
ZAZA entra sul 2-1 facendosi notare per qualche sponda e voglia di lottare ma sparisce ben presto anche perché il terzo gol dei padroni di casa taglie gambe e i già precari rifornimenti utili.
SINGO spacciato forse troppo frettolosamente per fenomeno, non riesce più a saltare l’uomo e creare pericoli e nemmeno ad arrivare al cross come Ansaldi dall’altra parte. Qualche semplice chiusura difensiva e nulla più.
NKOULOU anche il suo recupero che sembrava fondamentale per ristabilire gli equilibri si rivela un flop, soffre Nzola in marcatura e commette errori nella gestione di palloni e posizionamento. Troppo molle.
VERDI forse è stata cantata vittoria troppo presto per qualche barlume di rinascita nel nuovo ruolo. Il suo apporto sia da esterno che dietro le punte è desolante e come spesso capita perde palloni e deve spendere ammonizioni per provare a recuperarli.
VOJVODA dopo le due prove con gol contro Parma e Verona, si è smarrito nuovamente. L’inizio non è malvagio ma poi va in confusione nel finale di tempo; il pestone con cui causa il rigore è fortuito per quanto decisivo.
BREMER due situazioni (salvataggio su Saponara dopo essersi fatto superare e rigore procuratosi) non bastano a salvare una prestazione da incubo, iniziata e chiusa con superficialità imbarazzante: ingenuo nel regalare la punizione del 3-1, rischia pure il cartellino rosso.

Torino in cerchio
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ultimo aggiornamento: 18-05-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
4 mesi fa

Quello che mi preoccupa è proprio la paura

ardi06
ardi06
4 mesi fa

Quindi lo spezia mai aveva fatto 4 gol ad una squadra in serie a. I record negativi di cairo ormai non si contano più e pensare che non è un barbone, con tutto il rispetto per questi ultimi e che è il primo presidente a poter avere una sessantina di… Leggi il resto »

rokko110768
rokko110768
4 mesi fa

Il primo ostacolo è davvero la testa. Perchè siamo scarsi e questo è un fatto ma siamo anche in grado di vendere la pelle cara se giochiamo da Toro come abbiamo fatto spesso nel girone di ritorno. Quindi riscattiamoci, in ogni modo e dando tutto in queste 2 partite restanti.… Leggi il resto »

E ‘l modo ancora m’offende

Ora si scongiuri il “Non c’è due senza tre”