Dopo l’umiliante sconfitta interna contro il Milan, torna il consueto appuntamento con Il Borsino di Carlo Quaranta

Che fosse difficile fare risultato contro un Milan galvanizzato dal 3-0 di settantadue ore prima all’Allianz Stadium nello scontro diretto contro la squadra di Pirlo poteva essere nell’ordine delle cose, così come poteva esserlo applicare il turn over in vista degli impegni ravvicinati che vedono i granata in campo ogni quattro giorni da qui alla fine del campionato. Ciò che non era preventivabile era una sconfitta di siffatte proporzioni giunta in un modo che sembrava ormai inconcepibile a distanza di quindici mesi dalla medesima umiliazione inflitta sempre al “Grande Torino” (che profanazione!) dall’Atalanta al Torello di Mazzarri. La squadra di Nicola non aveva mai subito una sconfitta con un passivo superiore a due reti e anche col Napoli, quando le condizioni sembravano far temere un’imbarcata, i granata erano riusciti ad alzare gli argini e contenere il fiume partenopeo attraverso una gara accorta, cosa che non è accaduta mercoledì sera.

E così, insieme ai funesti ricordi, che a distanza di tempo riaffiorano (persino l’arbitro Guida era lo stesso di quel 25 gennaio 2020!) a farsi strada ora c’è un terribile tormento che darà il suo primo verdetto già tra poche ore, quando i granata scenderanno in campo a La Spezia nel primo spareggio salvezza che li attende: i fantasmi da scacciare sono quelli del post 0-7 di quindici mesi fa cui seguì una serie di sconfitte irrefrenabile che solo l’interruzione del campionato a causa del covid seppe arrestare. Stavolta però Belotti e compagni non possono permettersi passi falsi perché mancano soltanto tre partite alla fine di una stagione ancora in bilico e se anziché tirare subito fuori la rabbia e l’orgoglio dovessero iniziare a tremare le gambe non ci sarà più tempo per recuperare e per evitare una retrocessione che nelle ultime settimane sembrava allontanarsi sempre più.

Torino-Milan: chi scende

SIRIGU pressoché incolpevole nonostante abbia raccolto ben 7 palloni alle sue spalle ed abbia risposto bene ad un colpo di testa ravvicinato di Kessie. Inoltre ha almeno dimostrato un rigurgito d’orgoglio.
BUONGIORNO l’unico della retroguardia che almeno nel primo tempo ha tenuto testa agli avversari con buone letture in anticipo. Poi naufraga anche lui, senza un faro, nella notte del secondo tempo.
ANSALDI subentra a Rodriguez nella ripresa, sembra offrire un po’ di brio ma è solo un’illusione poiché evapora ben presto commettendo errori in appoggio e sbattendo su Tomori.
BASELLI dimostra almeno di tenerci e di sentirsi in colpa per non riuscire ad esprimersi ai livelli che vorrebbe. Mette anche un buon pallone in profondità per Zaza ma anche lui si perde nel confronto con Kessie e company.
ZAZA tra i meno peggio, qualche buona giocata e un movimento a tagliare per raccogliere il filtrante di Baselli e provare a incrociare, poi il passaggio per Bremer in area che avrebbe meritato maggior fortuna. Evanescente nella ripresa.
BONAZZOLI conferma di poter incidere di più a partita in corso. Nel primo tempo ha un paio di opportunità ma non riesce a centrare la porta, nel secondo sembra spaesato. Non è convinto, basti vedere come lascia Hernandez sul primo gol, né convincente.
MANDRAGORA anche colui che era stato giustamente elogiato e celebrato come nuovo messia e l’uomo che tanto serviva al centrocampo granata, si dissolve come neve al sole limitandosi a raccogliere qualche pallone vagante.
RODRIGUEZ contro la sua ex squadra non sembra avere particolare spirito di rivalsa e si adegua all’andazzo sebbene inizialmente si faccia notare per una buona diagonale in area granata ed altre chiusure anche aeree.
LINETTY sarebbe facile prendersela con lui che quantomeno all’inizio fa qualcosina in fase di impostazione. Certo, non fa il dovuto filtro e si fa ammonire per un fallo evitabile che gli costerà la squalifica.
RINCON il suo ingresso non migliora le cose a centrocampo ed anzi coincide con i minuti peggiori nei quali i granata mollano completamente consegnandosi agli avversari. Conferma di essere deludente anche sul piano del temperamento da leader.
VERDI il più costoso giocatore granata di sempre, ha appena il tempo di entrare, battere due punizioni orribili e perdere da pivello il pallone che porta al sesto gol dei rossoneri.
SINGO sarebbe stato meglio per lui se fosse rimasto seduto in panchina anche stavolta. Theo Hernandez gli fa vedere i sorci verdi e gli segna due gol. Irruento, non riesce mai a partire.
LYANCO dal tragicomico rinvio su Bremer al rigore procurato, passando per una serie di posizionamenti sbagliati. Un tempo si sarebbe usata l’espressione “a farfalle” per sintetizzare la sua prestazione da ipotetica guida difensiva.
BREMER prestazione inguardabile, da film horror, quella del centrale brasiliano che allo stato di confusione totale in difesa dove sbaglia tutto aggiunge anche il grave errore in attacco fallendo il gol che avrebbe riaperto la gara.

Lyanco Vojnovic
Lyanco Vojnovic
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ultimo aggiornamento: 15-05-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
5 mesi fa

Cosa dire? Spero solo che sia stato solo un incidente di percorso.

Roby65(Filasempre)
Roby65(Filasempre)
5 mesi fa

In una partita così non puoi parlare di singoli. A meno che uno dribbli tutto il Milan e segni pure.
Qui è mancata la squadra. Tutta. Nicola ha fatto scelte che non lo hanno ripagato.
Almeno contro il Milan.
Speriamo oggi di vedere altro piglio.

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