Torna il consueto appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo Verona-Torino 1-1

Come già accaduto una settimana fa contro il Parma, anche a Verona la squadra di Nicola ha provato a spiccare il volo in classifica con un gol confezionato dai propri esterni. Anche in questo caso con Ansaldi nelle vesti di suggeritore e Vojvoda in quelle di finalizzatore, stavolta in proiezione aerea con un bel colpo di testa. Non è bastato il secondo exploit consecutivo dei due per portare a casa i tre punti però e, oltre alla differenza di punti raccolti quanto mai importante a poche giornate dalla fine, c’è pure l’aggravante di aver subito il pareggio dei gialloblu a due minuti dalla fine e dopo appena tre dal gol realizzato. Non è un mistero che il gioco di Nicola, e lo schieramento con gli esterni alti in genere, preveda questo tipo di soluzione, con i quinti di centrocampo che stringono a raccogliere il cross dell’omologo e ciò costituisce senz’altro una risorsa preziosa, tanto più in tempi di sterilità realizzativa degli attaccanti. Niente di cui meravigliarsi, però, il Toro è una squadra e lo spirito di collaborazione prevede pure ciò che è accaduto al Bentegodi con un attaccante (Belotti) che salva un gol praticamente fatto ed un difensore (Vojvoda) che il gol lo realizza. Contro il Milan la difesa sarà decimata considerate la certa defezione di N’Koulou e quella probabile di Izzo ma con un Sirigu ritrovato ed un Buongiorno già così affidabile i granata sembrano disporre delle necessarie garanzie e della relativa tranquillità che mette la squadra di Nicola in posizione di vantaggio grazie all’attuale posizione di classifica ed alla consapevolezza che potrà gestire le energie grazie ad una rosa più ampia e più forte rispetto a quella delle due dirette concorrenti che incontrerà nei prossimi weekend. Sono quelle contro Spezia e Benevento, in fondo, le partite da non sbagliare e nelle quali dimostrare di meritare la permanenza nella massima serie.

Verona-Torino 1-1, chi sale

SIRIGU: magistrale già al 7’ su testata ravvicinata di Salcedo, teme di farsi seriamente male dopo uno scontro con Kalinic ma si riprende e sfodera almeno tre altri grandi interventi. Tornato in forma Nazionale.

BUONGIORNO: conferma di essere più di una giovane speranza, anzi sembra quasi un veterano di sicuro affidamento nelle diagonali con le quali chiude in area azioni avversarie pericolosissime e nell’opporsi a un tiro a botta sicura di Kalinic.

Verona-Torino 1-1, stabili

BREMER: come spesso accade funge da jolly nelle diverse posizioni del terzetto difensivo. Inizia a destra per sostituire Izzo e passa al centro dopo l’uscita di N’Koulou mentre di solito gioca a sinistra. Buona prova.

BASELLI: trova altro minutaggio e nelle vesti di rifinitore riesce a fare più e meglio di Verdi: due ottime verticalizzazioni hanno consentito a Belotti e Bonazzoli di concludere in porta. Dopo tanta sfortuna, può recitare un finale di stagione importante.

BONAZZOLI: Nicola gli concede uno scampolo di partita e lui trova il modo per impegnare Pandur con un bel diagonale e innescare Ansaldi nell’azione del gol. Vivo, si fa trovare pronto.

LYANCO: le defezioni di Izzo e N’Koulou potrebbero rilanciarlo in questo finale di stagione. Nei minuti a disposizione al Bentegodi intanto non ha pienamente convinto.

VOJVODA: non era facile sulla sua corsia opporsi ai due clienti più ostici tra gli scaligeri, Lazovic e Zaccagni, che spesso gli vanno via. Tuttavia spesso non riceve protezione ed aiuti validi e col gol di testa nel finale trova ampio riscatto.

ANSALDI: come il kosovaro anche lui fatica a rendersi pericoloso con suggerimenti in area dalla sua corsia. Soffre meno ma è decisivo nel murare una conclusione a botta sicura di Faraoni ed a servire l’assist – gol a Vojvoda.

MANDRAGORA: rientra dopo il turno di squalifica, fatica anche lui a centrocampo dove le prende e le dà in una sfida ad alto coefficiente fisico. Si rende comunque utile e prova anche a servire Sanabria in profondità.

BELOTTI: tra astinenza da gol e diffida pendente, le prestazioni del Gallo ristagnano nel consueto contributo nel far salire la squadra e far ammonire avversari e nell’aiutare anche in difesa (prezioso quando mura un tiro di Barak). Ha anche un’occasione da gol e fa il possibile.

ZAZA: subentra nell’ultimo quarto d’ora ed ha pochissime occasioni per rendersi protagonista. La sua prova è ingiudicabile ma il piglio è quello giusto e probabilmente avrà più spazio nelle prossime partite.

Verona-Torino 1-1, chi scende

RINCON: si vede davvero poco nonostante la gara fosse adatta alle sue caratteristiche gladiatorie. Non riesce a vincere molti duelli a centrocampo né ad aiutare adeguatamente Vojvoda.

SANABRIA: anche lui ha perso confidenza col gol, in 78’ appena mezzo tiro in porta e diversi errori nell’ultima soluzione. Preoccupante involuzione che si aggiunge al momento negativo di Belotti.

LUKIC: appena entrato sembra poter far meglio del suo compagno sostituito ma poi non si dimostra adeguatamente convinto e non è reattivo sul tiro vincente di Dimarco. In generale in questo finale appare svogliato.

VERDI: partita incolore anche nella nuova posizione nella quale sembrava aver trovato una seconda vita. Si nota solo su calcio da fermo e per il resto la vede molto poco e viene giustamente sostituito.

N’KOULOU: incappa in una giornata-no: se la vede con un Kalinic che non è più quello dei tempi viola ma al quale tuttavia concede qualcosa e rimedia anche il cartellino che lo terrà fuori dalla gara contro il Milan. Ma non basta perché si procura anche un infortunio e non è detto che torni in campo in tempo utile per il rush finale.

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ultimo aggiornamento: 12-05-2021


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poggiardo granata69
poggiardo granata69
5 mesi fa

Non vedo l’ora che finisca questo campionato.
Spero solo che finisca bene…

Troposfera Granata
Troposfera Granata
5 mesi fa

Di Marco trova il gol da fuori perché lasciato colpevolmente libero da Mandragora, che lo rincorre blandamente.

Il Toro riprende a salire

E ‘l modo ancora m’offende