Toro, tutto ruota attorno al Gallo: Belotti è il migliore contro il Palermo

Toro, tutto ruota attorno al Gallo

di Carlo Quaranta - 8 Marzo 2017

Il borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Palermo e in vista della trasferta contro la Lazio di lunedì sera

Inutile girarci attorno: mai come domenica scorsa è stato dimostrato che sì, nel calcio l’aspetto tattico può contare tanto, così come possono incidere i cambi in corso d’opera piuttosto che le decisioni arbitrali o la fortuna e la sfortuna nelle situazioni importanti. Ma se hai la qualità di un campione o di fuoriclasse, come Belotti, in giornata di vena che con le proprie giocate ti risolvono le partite allora puoi persino sopperire a tutti gli altri elementi.

Il Torino è riuscito nell’impresa di rimontare lo svantaggio per la seconda volta consecutiva dopo Firenze (e questa è già una notizia dal momento che finora si era avuta la propensione inversa). Ci è riuscito grazie alla mentalità offensiva, al possesso palla ed all’intensità superiori, alle sostituzioni di nuovo azzeccate, ai colpi da maestro da fermo di Ljajic il quale se rendesse in movimento quanto sui calci piazzati offrirebbe un contributo tale da non poter essere mai messo in discussione e/o punizione: tutti elementi importanti ma che sarebbero rimasti semplici dettagli se l’eroe della patria, il capitano ora anche formale oltre che materiale di questo Toro, tale Andrea Gallo Belotti non l’avesse messa dentro per tre volte, anzi per cinque considerando anche i due gol di Firenze! Per un attaccante i numeri significano molto e sarebbero sufficienti i 22 gol fin qui realizzati in campionato che lo issano in vetta alla classifica dei cannonieri a tre lunghezze dai più immediati inseguitori e ad una lunghezza dal “divino” Messi nella corsa alla Scarpa d’oro, la tripletta realizzata in appena 7’ (roba che non si vedeva da Shevchenko nel 2000), i 100 milioni di clausola rescissoria del suo contratto che dopo questo exploit sembrano addirittura pochi!

Del resto si è già accennato, la squadra sembra (in attesa di essere valutata nelle prossime sfide più probanti contro Lazio e Inter) più unita e dinamica anche se i gol sono giunti su palle inattive, i giovani provati anche per necessità danno risposte ancora contraddittorie, la difesa sembra più solida con Rossettini, Baselli è in ripresa, Barreca è bravo a proporsi meno a marcare, Falque ha cercato di svariare ed a muoversi tra le linee per creare soluzioni meno scontate ma non sempre ci è riuscito.

Ma al centro di tutto resta sempre lui, il Gallo. Un patrimonio da tutelare e su cui investire magari dando una pedata al calcio moderno che ruba i sogni imponendo l’unica legge ora in vigore, quella dei soldi. Questo sport probabilmente non tornerà più romantico come una volta, non esistono più campionati avvincenti ed equilibrati né le bandiere, ovverosia quei calciatori che si legavano ad una maglia per tutta la carriera o quasi. Anzi per i calciatori è persino difficile fare progetti a lungo termine, talvolta anche per un’intera stagione, e questo ormai rientra nella normalità Ma arrivare al paradosso di essere quasi costretti a sperare che il proprio idolo non faccia gol per non accendere troppi riflettori su di lui e che quindi aumentino le probabilità che possa andar via a fine campionato può essere normale? E chiedere che possa restare almeno fino al Mondiale del 2018 (ammesso che l’Italia lo disputi) per difendere i colori azzurri con sotto la maglia granata rendendo ancora più orgogliosi questi tifosi vi pare un auspicio troppo esagerato?

CHI SALE:

BELOTTI: difficile trovare parole per descrivere la prestazione contro la sua ex squadra e il peso specifico del campione di Calcinate in questa partita e nell’intera stagione granata: l’unica cosa che può rendere l’idea è la discussione scaturita dopo il match sul fatto che per un calciatore così 100 milioni potrebbero essere persino pochi… Lotta, ruba palloni, fornisce assist splendidi, fa restare gli avversari in inferiorità numerica, segna tre gol coi quali capovolge la partita, stacca gli altri nella classifica cannonieri. Superlativo!

LJAJIC: nella speranza di ridargli le motivazioni giuste, Mihajlovic lo lascia un tempo in panchina. Quando entra cerca di essere decisivo e si fa trovare pronto su una bella apertura in area di Falque ma non inquadra la porta. Dimostra quindi di essere molto più preciso ed efficace sui calci da fermo mettendo sul piede e sulla testa di Belotti due assist formidabili.

M. LOPEZ: subito pericoloso pochi secondi dopo il suo ingresso con un tap in mancato per pochi centimetri ma sufficiente a preoccupare gli avversari. Il suo ingresso si rivela azzeccato poiché “alleggerisce” Belotti dalle attenzioni dei marcatori rosanero e dà maggior peso all’attacco. Sfiora anche il gol. Appare più in forma.

STABILI:

BASELLI: è nel vivo del gioco, regala subito un bel lancio d’esterno in profondità per Belotti ed è propositivo in diverse azioni. Recupera, raddoppia, smista proponendosi pure in cabina di regia. Prova anche a bucare Posavec sia di testa che di piede ma con scarso successo. Conferma di trovarsi in un buon momento.

FALQUE: finché resta in campo, con gli spazi intasati da gambe rosanero è l’unico che cerca l’invenzione per sorprendere la difesa rosanero. Disegna buone geometrie seppur a sprazzi, tuttavia la squadra trova i gol dopo la sua uscita. Sa essere più incisivo.
HART: non è giudicabile per la partita di domenica pomeriggio, prende un gol dalla distanza con un tiro ben indirizzato e deve stare solo attento per gestire retropassaggi ed effettuare due parate facili facili su Nestorovski e Diamanti. Il periodo di forma resta comunque più che buono.

ZAPPACOSTA: prestazione più costante rispetto al solito sia in fase di contenimento su Balogh (contrasta con efficacia anche Aleesami e Diamanti) che in fase di spinta partecipando all’azione offensiva e mettendo in mezzo diversi cross. Tuttavia manifesta le solite lacune al momento della giocata decisiva.

ROSSETTINI: fa buona guardia sullo spauracchio Nestorovski, controlla e amministra ogni pallone che vaga nella sua zona e si propone in avanti per sfruttare la sua abilità nelle mischie in area sui calci da fermo. Non ha grosse difficoltà.
MORETTI: anche l’esperto difensore romano non deve compiere gli straordinari per fermare i pochi pericoli portati dagli avversari. Si dedica all’impostazione con la sua solita classe e con la sua esperienza induce all’errore gli avversari. Poteva tuttavia accorciare su Rispoli anziché attenderlo nell’azione del gol.

BARRECA: gli sfugge il controllo di Rispoli sulla ripartenza letale, eppure nel primo tempo il terzino mantiene il baricentro piuttosto basso. Tutt’altra musica nella ripresa quando invece staziona prevalentemente nella trequarti avversaria con azioni importanti che seminano il panico anche in area siciliana. Ancora qualche difficoltà in marcatura.

GUSTAFSON: la settimana scorsa aveva dimostrato di essere pronto per la prima da titolare e difatti lo svedese inizia col piglio giusto opponendosi con decisione agli avversari e recuperando importanti palloni in pressing. Offre anche una buona verticalizzazione a Belotti in area rosanero, poi cala alla distanza. La sensazione è che possa osare di più.

LUKIC: ci aveva abituati ad una maggiore personalità. Nella sfida contro il Palermo non si nota molto, anzi sbaglia qualche pallone di troppo e poche volte apre il gioco sugli esterni. Le sue qualità vengono fuori solo nel finale a risultato acquisito e con un uomo in più. Sfiora anche il gol ma non è stata la sua prova più convincente.

ITURBE: ancora scampoli di partita per il paraguaiano che smania dalla voglia di dimostrare le sue doti a Torino. Non si fa vedere molto ma stavolta ha almeno il merito, appena entrato, di aver fornito a Belotti direttamente dalla bandierina del corner il pallone del momentaneo pareggio.

CHI SCENDE:

BOYÈ: si gioca male la sua chance e viene sostituito dopo un tempo nel quale aveva sbagliato molto e non aveva mai impensierito gli avversari. Cicca una deviazione in area su assist di Belotti e non contrasta Rispoli nell’avvio dell’azione del gol. Sembra così lontano il tempo dei promettenti esordi in maglia granata…

 

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

ormai il calcio di una volta non esiste più è purtroppo haime’ conta il Dio denaro.arrivati a questo punto neanche augurarsi di non segnare più serve, ormai lo hanno notato tutti. mi auguro davvero che possa rimanere x fare i mondiali(sempre se ci qualifichiamo ovvio),sarebbe veramente un’emozione unica vedere un… Leggi il resto »

Scin{[Scin(Scin)]}
Scin{Scin[Scin(Scin)]}
3 anni fa

Già…anche Cairo, come un moderno Goldrake, sta affilando le armi per combattere contro gli attacchi al Gallo.. Ed ecco le sue famose armi: 1) Plusvalenza spaziale 2) Raggio antigranatità 3) Disintegratori paralleli -Barreto e Larrondo n.d.r.- 4) Balle rotanti 5) Minchiate perforanti 6) Boomerang economici

Giovanni64
Giovanni64 (Pelide)
3 anni fa

Ahahahah troppo forte! ???

TRAPANO
Claudio (Trapano)
3 anni fa

Le minchiate perforanti sono le armi più distruttive ……

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
3 anni fa

OK Reda. Per risolvere i vostri e nostri dubbi mandate qualcuno di voi a chiederlo a Cairo.