Toro, cambi finalmente decisivi

di Carlo Quaranta - 2 Marzo 2017

Il borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo Fiorentina-Torino e in vista della gara col Palermo

Una volta tanto il Toro rimonta anziché essere rimontato. Una rimonta parziale che ha portato a rosicchiare un punto in casa di un’altra squadra che, fresca di eliminazione europea, non vive certo un momento di grazia. Accomunate da un gemellaggio storico, dalla rivalità nei confronti “dei gobbi” e ora anche da un presente piuttosto anonimo nonostante potenzialità tecniche importanti e la consacrazione di alcuni giovani (Bernardeschi e Belotti su tutti), Fiorentina e Torino hanno dato vita ad una partita dai due volti nella quale i granata, per un’ora completamente fuori dal match, hanno rischiato di capitolare risollevandosi proprio quando la ragione lasciava presagire la resa, dopo il rigore sbagliato sul 2-0 a favore dei padroni di casa. Invece il caso, l’ostinazione di Belotti e soprattutto i demeriti dei toscani che si sono seduti sul più bello – proprio come la squadra di Mihajlovic nelle giornate peggiori – per poco non consentivano al Torino di espugnare il Franchi.
Ciò avrebbe forse segnato un’inversione di tendenza ma sarebbe stata una lezione troppo severa per i gigliati e tre punti immeritati per una squadra che presenta troppe lacune in fase difensiva laddove scaricare tutte le colpe su Ajeti sarebbe miope oltre che ingeneroso e non sempre i gol subiti sono figli di errori individuali quanto invece di dormite collettive (quante volte si è assistito a reti simili a quella di Saponara con i difensori granata a fare da belle statuine mentre Hart faceva gli straordinari per ribattere tiri avversari?). Il cambio apparentemente sprecato con il quale Mihajlovic ha ridato sostanza alla difesa inserendo Rossettini ha sì inciso ma forse meno dei successivi cambi logici (ruolo per ruolo) in luogo dei soliti schizofrenici tentativi di assaltare le aree avversarie con cinque attaccanti.
L’auspicio è che questo punto possa tornare utile per le lezioni apprese in attesa che alcuni giocatori (il capitano su tutti) si ridestino dal torpore e ritrovino la forma migliore senza adagiarsi sul risultato ottenuto con poco sforzo (anche perché nel finale i viola hanno legittimamente invocato un rigore che avrebbe potuto ridare loro la vittoria) e su una posizione di classifica tranquilla ma non appagante.

CHI SALE:
HART ci chiediamo come sarebbe finita senza le sue parate fondamentali, il primo tempo si sarebbe certamente concluso con ben altro risultato. Lui probabilmente si chiederà invece come mai non bastano i suoi miracoli perché dopo ogni respinta non si trova mai un compagno a ricacciare il pallone lontano. Prezioso.

BELOTTI in ombra per circa un’ora, apparentemente sconsolato cerca di aiutare la squadra considerato che la squadra non aiuta lui. Poi in pochi minuti passa dall’inferno (altro rigore sbagliato) al paradiso (doppietta). Il regno dei bomber è di nuovo suo, l’Olimpo del calcio è a portata di mano… anzi, di piede.

ROSSETTINI mossa a sorpresa di Mihajlovic ad inizio ripresa che si rivela azzeccata poiché, pur reduce dall’infortunio, il 31enne difensore veneto nella ripresa cambia volto alla difesa a cui ridà stabilità: onnipresente sui traversoni in area granata, intercetta e si propone.

BASELLI il più lucido e dinamico a centrocampo. Autore di varie iniziative, buone giocate e anche qualche finezza ma non è sempre lezioso, quando occorre bada pure al sodo come in occasione dell’assist per il pareggio del Gallo e non lesina impegno nell’inseguire gli avversari. In crescita.

STABILI:

MORETTI forse poteva fare di più in occasione del primo gol viola, si rifà con l’assist per il gol con cui Belotti accorcia le distanze. Al di là degli episodi è sempre ordinato in impostazione e fa valere la propria esperienza nei contrasti (al limite quello su Kalinic al 70’).

BOYE’ di fatto cambia l’inerzia della partita con un suo spunto la prima volta che decide di saltare l’uomo procurando il rigore. Un lampo nel buio che dimostra che il giovane argentino può fare di più ma non ha smarrito le qualità dimostrate ad inizio stagione ed ha solo bisogno di fiducia.

GUSTAFSON lo svedese non è propriamente un esempio di personalità, non incanta ma gioca semplice come richiesto e mette il suo zampino nel gol del 2-2 toccando intelligentemente a Baselli il pallone poi trasformato in gol da Belotti. Alla seconda presenza in campionato, sarà utilizzato più spesso nell’ultimo scorcio di stagione per capirne appieno il valore.

BARRECA imperdonabili certe disattenzioni difensive, è sovrastato da Kalinic sul gol. Produce qualcosa di positivo in avanti partecipando anche al secondo gol e grazie alla sua velocità ripiega con buone diagonali. Paga dazio da fermo e nel gioco aereo, bene invece sulla corsa.

LJAJIC forza fresca che contribuisce alla ripresa granata, tenta il clamoroso sorpasso con una spingardata dal limite dell’area nel finale. La panchina punitiva non lo ha trasformato in un campione ma magari potrebbe avergli scosso l’orgoglio per il finale di campionato.

CHI SCENDE:

ZAPPACOSTA giudizio simile a quello di Barreca, anche lui responsabile sul gol di Kalinic su cui era in marcatura. La differenza è che la catena di destra è stata molto deficitaria tanto che sia lui che Benassi e Falque sono stati tra i peggiori in campo. Si è proposto un po’ di più nella ripresa ma la sua prova resta insufficiente.

LUKIC passo indietro sia sotto il profilo del gioco che della personalità. Troppo nascosto, qualche errore di troppo nei suggerimenti e poco reattivo dopo la respinta di Hart sul primo gol. Ancora una volta ammonito dopo nemmeno mezz’ora, forse anche condizionato.

AJETI ingeneroso gettare la croce addosso all’albanese che pure commette un errore macroscopico fortunatamente rimediato da san Joe. E’ autore pure di qualche recupero su Kalinic e compagni. Tuttavia la bocciatura a fine primo tempo e il recupero di Rossettini lo tagliano ormai fuori dai giochi.

FALQUE assolutamente abulico, per lunghi tratti di gara non pervenuto. Ben controllato da Sanchez, nessuno spunto interessante, aperture fuori misura. Un po’ meglio negli ultimi minuti ma stavolta ci si aspettava la sua sostituzione.

BENASSI appannato, controfigura di se stesso, sembra trascinarsi in campo, non si capisce su cosa si adagi perché pur essendo il capitano di questa squadra e dell’under 21 ha ancora molto da dimostrare. Fuori per squalifica contro il Palermo magari avrà modo di riflettere.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

mi auguro che la mezz’ora finale sia stata da sprone x il futuro.è vero che la classifica è tranquilla, ma migliorarla non fa male

ExIgneFaxArdetNova
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ExIgneFaxArdetNova

Spesso i giudizi li fanno i risultati… sicuramente un bilanciamento meno scriteriato della squadra puo’ aiutare. Non basta pero’ occorre sempre tensione (adesso si dice cazzimma) e attenzione, concentrazione. Insomma testa.

Troposfera Granata
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Troposfera Granata

Un difensore per un presunto difensore Un centrocampista voglioso per uno ormai spompo da tempo Un ljajic a minutaggio ridotto per un boyé che ci mette fisico e impegno Cose semplici, niente ammucchiate di punte e mezzepunte Un inizio di saggezza tattica? Dove sarebbe ora questo Toro senza gli assalti… Leggi il resto »

AmmaMi
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AmmaMi

..Meglio non farsi troppe domande…ormai credo sia più saggio vivere alla giornata fino a giugno…per il prossimo anno staremo a vedere…