Vietato rimuginare

Toro, vietato rimuginare

di Carlo Quaranta - 21 Febbraio 2017

Torna l’appuntamento con il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo la brutta sconfitta per 4-1 sul campo della Roma

Nonostante la bella vittoria dell’andata, punto più alto della stagione granata sino a questo momento, in pochi si erano illusi di poter uscire dall’Olimpico, dove finora tutte le squadre hanno perso, con dei punti utili (più per il morale che per la classifica).
A preoccupare non è dunque la sconfitta ma l’aria dimessa, l’arrendevolezza, il vuoto esistenziale, le facce deluse di giocatori e tecnico a fine partita. E la mancanza di motivazioni e di una strada da perseguire per dare un senso ad una stagione che pare già archiviata causa una classifica senza stimoli ed un clima che risulta già essere quello dello “sciogliete le righe” tipicamente pre-vacanziero. Con tutti i rischi del caso, primo tra tutti l’effetto boomerang per le casse sociali che paradossalmente potrebbero vedersi impoverite da una situazione di tranquillità di classifica (seppur in linea con le possibilità economiche del club), di conti in ordine, di pace dei sensi.

Una seraficità che si è materializzata sul campo sin dai primi minuti della partita quando Dzeko e Salah hanno imperversato mettendo a ferro e fuoco una difesa invero improvvisata, con De Silvestri centrale, ed hanno rischiato dopo nemmeno 20’ di annichilire la sterile resistenza che i granata opponevano specialmente sulle fasce dove Zappacosta e Falque ma soprattutto Ljajic e Barreca venivano travolti da inesperienza e indolenza. La gara dell’Olimpico è stata piuttosto simile a quella del San Paolo in cui nei primi minuti i granata, che con Mihajlovic non rinunciano mai a proporre uno schieramento offensivo con il lusso di almeno tre attaccanti, erano stati in balia degli avversari fino ad avere un risveglio con un accenno di reazione manifestata sotto forma di pressing più alto e più convinto a cavallo dei due tempi. Tuttavia, nemmeno nella fase migliore Belotti (piuttosto in ombra) e compagni avevano posto le premesse per impensierire Szczesny, hanno semplicemente accorciato le linee e faticato di meno a gestire il pallone tenendo lontani gli avversari dalla propria porta. Tanto che il gol di Maxi Lopez nel finale è arrivato su una verticalizzazione e non a seguito di una manovra elaborata, e cioè nel modo che aveva visto il Toro protagonista in autunno, a partire proprio dalla gara contro i giallorossi. Eppure sembra un’era fa.

CHI SALE

LUKIC: nonostante la giovane età e sia appena alla seconda presenza da titolare, è uno dei migliori in campo per personalità e giocate efficaci. Un po’ in ritardo sul gol di Dzeko, si fa perdonare con altri prodigiosi recuperi (in particolare su Salah!) e gran temperamento. E’ già più di un’alternativa.
M. LOPEZ: torna dopo le solite polemiche sul peso forma e le mette a tacere realizzando un gol importante dopo ben dieci mesi di digiuno (dal gol). Questa marcatura potrebbe alimentare il morale e magari metterlo nella condizione di tornare utile da qui in avanti.

CAMPO, 12.2.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 24.a giornata di Serie A, TORINO-PESCARA, nella foto: Sasa Lukic
CAMPO, 12.2.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 24.a giornata di Serie A, TORINO-PESCARA, nella foto: Sasa Lukic

STABILI

FALQUE: è vero che non si vede tanto e che in avvio sembra patire la partita da ex perdendo alcuni palloni. Ma suoi sono gli assist più importanti della partita, a fine primo tempo per Benassi e ad inizio ripresa per Baselli che ritarda la conclusione. Innesca anche Lukic poco prima di essere sostituito proprio nel momento migliore.
MORETTI: il veterano granata è uno dei più positivi ed incolpevoli nonostante le quattro reti subite. Calamita tanti palloni ed è brillante e puntuale anche nel gioco aereo. Contiene quanto più possibile Salah chiudendo in più di un’occasione. Inoltre la sua presenza è importante anche per personalità e autorevolezza.
DE SILVESTRI: difensore centrale per necessità non sfigura sebbene si trovi davanti il più forte attacco della serie A al completo e tenda comunque ad allargarsi troppo sull’esterno nella posizione a lui più congeniale. Poi prende le misure ringhiando su Nainggolan e compagni. Poteva andare decisamente peggio…
ZAPPACOSTA: al rientro dopo l’infortunio muscolare, ha un avvio stentato e commette qualche errore concettuale grave perdendo palla con un passaggio per vie centrali. Si riscatta con una grande verticalizzazione per il gol nel finale per M. Lopez.
BOYE’: gioca una ventina di minuti e prova a farsi vedere ed a giustificare il suo ingresso con dei buoni suggerimenti per Lopez e Belotti ed un tentativo personale. Certamente, quando è in giornata, è colui che per piglio ed intensità più si avvicina al modo di giocare del Gallo.
ITURBE: ancora fumoso e poco utile alla causa tanto da beccarsi i rimproveri di Moretti per una mancata copertura. Spaesato, cerca qualche giocata da solo e nella migliore occasione, dopo aver saltato alcuni avversari in area, è fermato da Nainggolan e lì si arena.

CHI SCENDE

BELOTTI: partita al di sotto del suo standard con un solo colpo di testa nel finale fuori di poco. Tuttavia non è certo il confronto perso con Dzeko o quello con Fazio, né i pochi rifornimenti avuti a preoccupare quanto la sua espressione mesta a fine partita. Chissà quali brutti pensieri gli passavano per la testa…
HART: diciamo pure che forse il n.1 inglese poteva piazzarsi meglio sul gol di Dzeko e opporsi con più convinzione a Salah… Ha preso quattro gol dalla distanza e magari non ha visto nemmeno partire i tiri ma comunque il giudizio ne risente; inoltre ha effettuato due parate importanti ma a gioco fermo e ha cercato di aiutare Belotti chiudendo la porta a Dzeko.
BARRECA: sottotono nella fase di spinta, sin dall’inizio deve preoccuparsi soprattutto di controllare Salah che lo mette subito in grande difficoltà e difatti realizza un gol e mezzo anche grazie alla sfortuna del terzino. Nell’ultimo periodo più bassi che alti.
BASELLI: appare troppo dimesso e quasi rassegnato nelle azioni dei gol giallorossi, non ci mette l’anima. Anche in area avversaria si comporta con timidezza non tirando di prima intenzione. Eppure, a tratti, fa vedere che se vuole la grinta non gli manca. Incostante.
BENASSI: il capitano granata continua a brancolare nel buio in questo periodo. Non conferisce personalità alla squadra perché anche lui dovrebbe averne di più, ha solo pochi minuti di “garra” alla fine del primo tempo quando combatte e pressa di più, poi di nuovo si spegne fino alla sostituzione.
LJAJIC: sempre più involuto e lontano sia dalla porta avversaria che dalla propria quando si tratta di difendere. Non incide in alcun modo, non aiuta i compagni ed anzi li mette in difficoltà perdendo dei palloni che armano le ripartenze giallorosse. In campo dura più del dovuto e quando esce è sommerso di fischi.

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poggiardo granata69
poggiardo granata69
3 anni fa

spero e mi auguro che tirino fuori l’orgoglio.se non x loro almeno x noi tifosi

fringomax
fringomax
3 anni fa

Minchia manco padellone nostro !!!!