Tre punti ma ancora poche certezze: il borsino granata

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Cristian Ansaldi of Torino FC celebrates after scoring a goal during the Serie A football match between Torino FC and Genoa CFC.

Ecco chi sale e chi scende dopo Torino-Genoa e in attesa delle prossime due gare settimanali contro Suditirol e Milan

Belotti e compagni, pur con più fatica del dovuto, si regalano una vittoria che consente di festeggiare degnamente il 112° compleanno del Toro. Battendo il Genoa in rimonta, così come accaduto nel 2014 (allora negli ultimi minuti della ripresa, stavolta della prima frazione) ed al cospetto del medesimo direttore di gara, i granata espugnano dopo ben due mesi il “Grande Torino” portandosi al sesto posto. Tuttavia dovrebbe essere vietato guardare la classifica adesso. Non per puro masochismo che impedisce anche ogni piccolo godimento e strozza ogni ottimismo con le proprie mani ma perché è frutto semplicemente di un presente molto fluido che propone ben sette squadre in tre punti (tutte molto discontinue): basterebbe rivolgere uno sguardo al passato per disperarsi per i diversi punti persi per strada finora ed un altro per scrutare il futuro prossimo che prospetta la visita al Milan e il derby in rapida successione. E poi le indicazioni provenienti da quest’ultima partita non sono così difformi da quelle precedenti (eccezion fatta per i picchi eccezionali rappresentati dalla vittoria in casa della Samp o del secondo tempo a San Siro contro l’Inter): dietro non si è sempre sufficientemente reattivi e si assiste sempre a qualche sbandamento soprattutto quando si viene presi in velocità; a centrocampo è continuamente riproposto un giro palla lento e macchinoso con rarissime impennate e variazioni di tema; in avanti sono troppi gli errori di misura nell’ultimo passaggio o al momento del tiro e gli spunti individuali latitano.

Torino-Genoa 2-1: il borsino granata

L’esperimento dell’anomalo tridente ha testimoniato ancora una volta limiti nell’intesa tra gli attaccanti e ridotto le potenzialità di Falque il quale resta il solo deputato ad inventare qualcosa protetto da centrocampisti muscolari come Rincon, Baselli e Meité (o Soriano) che assicurano buona fisicità ma poca imprevedibilità. Così, gli unici sussulti si hanno quando subentrano i giovani Berenguer, Parigini o Edera (raramente) i quali, se si trovano in giornata di grazia, riescono talvolta a creare quello spunto, quello strappo, quella superiorità numerica necessaria per scardinare le difese avversarie. Confidando in necessari miglioramenti da parte dei protagonisti e nelle capacità di Mazzarri nello scegliere uomini e moduli giusti partita per partita rimandiamo lo sguardo alla classifica fra due settimane sperando possa essere ancora così lusinghiera.

Torino-Genoa, chi sale

ANSALDI coraggioso e costante nella spinta, gioca una partita praticamente da vecchia ala con pregevoli scambi con Falque e buoni cross oltre al fendente con il quale pareggia momentaneamente i conti e dà la spinta per la rimonta. Commette qualche errore ma recupera anche il pallone che porta al rigore su Falque.

RINCON giocatore ritrovato. Anche dopo la sosta forzata per squalifica si ripresenta in modo più che convincente davanti ai propri tifosi. Gioca una gara generosa e grintosa che ha il suo culmine nel pallone conteso al limite dell’area rossoblu che permette ad Ansaldi di pareggiare. Distrugge la manovra avversaria ed alimenta quella granata con continuità.

BASELLI passata la paura per la botta al ginocchio subita a Cagliari, rientra ad un quarto d’ora dalla fine con buona intensità. Si propone sfiorando il gol della tranquillità in un paio di occasioni ma non riuscendo ad andare a segno e nelle giocate dimostra di non aver paura e dà equilibrio alla mediana.

BELOTTI sempre vivo sul piano dell’agonismo e della voglia, non sempre preciso nell’appoggio tanto che un suo errore sulla trequarti rossoblu costa ai granata il palo colpito da Piatek. Tuttavia tiene sempre in apprensione la difesa ospite, timbra il gol del successo su penalty e va vicino al 3-1 con due bei colpi di testa, la sua specialità.

PARIGINI l’ex Primavera che sta diventando ormai il pupillo di Mazzarri subentra solo negli ultimi 5’ ma tanto basta per alimentare un’ottima ripartenza e creare i presupposti per il terzo gol ma Zaza spreca il suo assist. Può rivelarsi una risorsa importante.

AINA subentra a De Silvestri e fa meglio di lui, soprattutto in fase di spinta: mette subito un insidioso cross basso in area e poi il miglior traversone della partita per il colpo di testa ravvicinato di Belotti. Ha corsa, velocità e gamba e costruisce buone trame. È sembrato in giornata di grazia, peccato abbia disputato solo mezz’ora.

Torino-Genoa, stabili

MEITE’ si accontenta. Non fa valere la sua prestanza e non si fa ammirare per l’intraprendenza dimostrata altre volte ma, pur tra qualche distrazione, non sfigura nei raddoppi di marcatura e quando cerca di mettere ordine nella trequarti avversaria. Ha il merito di far rimanere in inferiorità numerica i genoani.

Soualiho Meite of Torino FC competes for the ball with Sandro of Genoa CFC during the Serie A football match between Torino FC and Genoa CFC.

SIRIGU subisce due soli tiri in porta nell’arco dei 90’: il primo finisce sul palo, il secondo in rete ma in nessuna delle due circostanze ha responsabilità o poteva fare di più. Giustifica la sua presenza con un paio di proficue uscite alte. Solita garanzia.

NKOULOU ottimo senso della posizione sui rinvii e sui traversoni alti, va un po’ fuori giri nelle azioni in velocità perdendo talvolta la marcatura. Alterna giocate sontuose a qualche eccesso di sicurezza che in una circostanza gli costa anche il cartellino giallo. Nel secondo tempo è quasi spettatore, nelle prossime partite deve dare di più.

FALQUE per supportare la contemporanea presenza di Belotti e Zaza gioca troppo lontano dalla porta e non è incisivo come al solito sebbene si procuri il calcio di rigore decisivo proprio quando si decentra. Nemmeno in superiorità numerica trova però più spazio per tessere manovre per vie centrali.

IZZO non riesce ad opporsi con particolare efficacia a Bessa in occasione dell’assist a Piatek ma non è il solo a ballare nell’azione che si conclude col palo del polacco e la successiva conclusione alta di Kouamé. L’ivoriano poi non è un cliente facile ed a volte l’ex più fresco di giornata deve ricorrere alle maniere forti.

DJIDJI anche per lui compito facilitato dopo l’uscita di Piatek, si fa notare in avanti provando anche un tiro (deviato) e sovrapponendosi sulla fascia per provare il cross con buoni esiti. Poco impegnato nella ripresa, non commette errori ma saranno altre le prove del nove per lui.

DE SILVESTRI non viene molto cercato dai compagni, è vero. Ma non brilla nemmeno lui in proposizione e tantomeno per i rifornimenti. Si fa notare per un buon recupero n pressing e nella forza di volontà nel rincorrere avversari più veloci di lui.

ZAZA ci mette l’impegno ma i risultati non sono certo quelli sognati dai tifosi nel mese di agosto: ancora difficile l’intesa con Belotti (no che con Falque vada meglio), poco freddo in zona gol (vedi azione nel finale) e talvolta anche sfortunato (tiro al volo a botta sicura murato da un difensore). Appare anche nervoso, deve trovare la giusta calma e autostima.

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poggiardo granata69
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poggiardo granata69

è vero che è ancora presto per guardare la classifica,ma è anche vero che è troppo bella per non farlo.ovviamente non dobbiamo illuderci perché il cammino è ancora lungo e tortuoso come le prossime due partite che ci vede affrontare prima il Milan e poi gli innominabili.cmq aspettiamo la fine… Leggi il resto »

fuser90
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fuser90

Eh si dopo che abbiamo provato a proporre alla roma meite sicuramente faremo strada ma vaff

rotor
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rotor

De Silvestri deve accomodarsi in panchina e lasciare il posto a Ola Aina,Zaza puo’accomodarsi in panchina,Soriano in tribuna.Parigini va impiegato per un tempo.

GranataDentro
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GranataDentro

rotor Hai 4 si! Poi chi scende: Iago. In calo di forma o comunque di prestazione. E troppo prolisso con il pallone tra i piedi. Chi scende De Silvestri mai in partita e anche lui in evidente calo di forma. E’ un guerruiero, si riposi un po’! Chi scende zaza.… Leggi il resto »