Lo spirito giusto

di Carlo Quaranta - 12 Dicembre 2018

Dopo Milan-Torino, torna il consueto appuntamento con Il Borsino di Carlo Quaranta: ecco chi sale e chi scende dopo l’ultima partita

Con una bella prestazione i granata escono indenni anche dal Meazza rossonero dopo aver rischiato prima di vincere e infine di perdere. Pareggio che tutto sommato ci sta e che passa quasi in secondo piano rispetto alla prova di maturità offerta da Belotti e compagni che hanno convinto per lunghi tratti ed hanno onorato con una gara da Toro il Mister dell’ultimo scudetto, Gigi Radice. Arrembante e propositiva per circa due terzi di gara, la squadra di Mazzarri ha concesso al Milan solo la parte finale del match e prima alcuni contropiedi potenzialmente letali, figli di eccessiva generosità e confidenza, che gli attaccanti rossoneri non sono riusciti a sfruttare ma che andrebbero certamente evitati in futuro.

I motivi per essere soddisfatti, tuttavia, restano in maggioranza rispetto alle cose che non sono andate per il verso giusto: l’approccio ed un gioco efficace, il carattere e la tenuta mentale dimostrata per tutti i 90’, la voglia di vincere mista alla capacità di soffrire rappresentano tutte doti proprie di quello spirito granata di cui Radice fu immenso interprete e al tempo stesso costituiscono un buon viatico per il prossimo impegno proibitivo sulla carta ma stimolante nell’animo.

I granata hanno dimostrato ancora una volta di essere squadra da trasferta in grado di giocarsela contro compagini attrezzate e che non si chiudono in difesa: questa partita va inserita nella stessa lista di quella inaugurale contro la Roma (quando però Dzeko, a differenza di Cutrone, castigò Sirigu nel finale), del secondo tempo sempre a San Siro ma contro l’Inter e della larga vittoria in casa della Samp. Particolarmente convincenti le prestazioni dei tre difensori centrali con un Djidji sorprendente e N’Koulou ed Izzo bravi a reggere l’urto pur giocando per molto tempo condizionati dall’ammonizione e della diga dei centrocampisti Baselli, Rincon e Meité che hanno combattuto alla pari con la mediana muscolare dei rossoneri avendo spesso la meglio.

Ora, dopo questa partita, il derby fa meno paura. A patto di essere consapevoli del fatto che le occasioni a favore vanno capitalizzate perché quelle contro difficilmente verranno fallite e di scendere in campo con lo spirito dell’indimenticabile Gigi Radice.

Il Borsino: chi sale

BASELLI grande tempra. In una partita da gladiatore forse gli manca soltanto di sfruttare una delle sue doti migliori, ovvero l’inserimento con conclusione in porta. Tanto lavoro in mediana per “pulire” diversi palloni, contrastare Bakayoko e raddoppiare dove serve. Sempre lucido, esce dopo l’ammonizione per evitare rischi.
DJIDJI maestoso. Disputa un’ottima gara fermando il più talentuoso dei rossoneri, lo spagnolo Suso con un’interpretazione impeccabile giocando d’anticipo e non concedendogli di rientrare sul sinistro per battere a rete. Concentrato anche su Calabria e nei minuti finali quando si oppone all’ultimo sussulto di Higuain.
IZZO si aiuta in tutti i modi su Higuain che anticipa e limita sistematicamente. Imperioso nel gioco aereo, si fa vedere pericolosamente dalle parti di Donnarumma e soprattutto chiude con buona scelta di tempo in quella granata su Calhanoglu. Attento a non commettere sbavature e a non incappare nel secondo cartellino giallo.
NKOULOU si prende subito qualche rischio cercando la giocata d’anticipo su Higuain e dopo un quarto d’ora è già ammonito ed è costretto a giocare tutta la partita condizionato dal cartellino precoce. Ma si dimostra ancora una volta saggio e capace nel salvare il salvabile murando i tentativi avversari, anticipando e allontanando ogni minaccia.

Il Borsino: gli stabili

BELOTTI rendimento sufficiente per il Gallo a cui mancano solo i gol per tornare ai livelli di due anni fa. Certo, non un dettaglio insignificante per un centravanti ma nello specifico, contro il Milan, non gli si può addebitare alcun errore dal momento che nelle due occasioni avute fa il massimo. Poi gioca da capitano vero a tutto campo, lottando, provocando le ammonizioni dei centrali rossoneri e rendendosi prezioso anche dietro nel finale.
RINCON moto perpetuo, nonostante la superiorità numerica dei granata a centrocampo moltiplica gli sforzi disputando una partita tutta cuore. Macina km per chiudere spazi alle incursioni dei milanisti e talvolta ne risente la lucidità nel fraseggio e nell’impostazione. Arriva anche al cross e in generale continua ad interpretare nel modo giusto il ruolo che ricopre.
AINA preferito un po’ a sorpresa a De Silvestri, probabilmente ci mette un po’ troppo ad osare ed a sprigionare i suoi cavalli sulla corsia destra laddove Calhanoglu e Rodriguez non sembrano dei fulmini di guerra. Contro i rossoneri si è comunque apprezzato un miglioramento in fase difensiva.
SIRIGU sempre vigile. Disinnesca di piede un tentativo ravvicinato di Cutrone nel primo tempo ed è efficace nelle uscite alte. Presidia bene la propria area e se si deve trovare un difetto nella sua prestazione va ricercato nei rinvii di piede. Ma mantiene porta inviolata e imbattibilità in trasferta.
FALQUE non riesce nemmeno stavolta a trovare la giocata decisiva perdendosi in mille tentativi di dribbling e contro dribbling. Forse rimugina troppo sull’occasione iniziale quando si fa trovare nel cuore dell’area rossonera ed impatta bene di testa ma Donnarumma gli dice di no.
ANSALDI un cross perfetto all’inizio della gara, qualche uscita sbagliata di troppo soprattutto nel corso della ripresa quando la sua tenuta fisica viene un po’ meno a causa del doppio lavoro sulla corsia laddove deve dare una mano a Djidji nel controllo di Suso e creare problemi a Calabria. Un calo giustificabile.
MEITE’ contrapposto a Kessie, ingaggia un duello muscolare riuscendo ad avere spesso la meglio. Pecca di convinzione quando ha sul sinistro una discreta occasione dal limite e quando si fa soffiare ingenuamente un pallone che innesca una pericolosa ripartenza rossonera. Può e deve essere più costante.
ZAZA gioca il quarto di match nel quale i compagni, dopo aver speso tanto, vanno un po’ in sofferenza e abbassano il baricentro. Non riesce ad incidere nemmeno stavolta ma cerca di rendersi utile nella pugna a centrocampo. Finora il suo rendimento è al di sotto delle aspettative ma se dovesse sbloccarsi nel derby la sua stagione potrebbe svoltare…

più nuovi più vecchi
Notificami
poggiardo granata69
Utente
poggiardo granata69

a me personalmente piace questo Toro.certo sabato non sarà facile,ma intanto non abbiamo perso in quel di San Siro,dove abbiamo preso un punto d’oro.

10genà
Utente
10genà

lo Spirito Santo servirebbe

X