Il borsino del derby: così il Toro vince

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Andrea Belotti of Torino FC competes for the ball with Leonardo Bonucci of Juventus FC during the Serie A football match between Torino FC and Juventus FC.

Torna il consueto appuntamento con il borsino granata: ecco chi sale e chi scende dopo il derby Torino-Juventus

Serviva una prestazione da Toro per tentare il colpaccio e c’è stata. Poi serviva anche una direzione arbitrale impeccabile che non prestasse il fianco a recriminazioni in casa granata come spesso è accaduto e questa purtroppo non c’è stata. Belotti e compagni però stavolta non hanno perso. Hanno dato l’anima e hanno giocato da squadra in ogni zona del campo, hanno aggredito gli avversari e cercato di fare la partita non manifestando alcun timore reverenziale. Hanno anche sbagliato, ci mancherebbe, e Zaza e Ichazo (la strana coppia!) hanno anche confezionato il regalo alla Vecchia Signora in ossequio al clima natalizio. Gettare ora la croce addosso ai due sarebbe tuttavia quantomai ingeneroso poiché in ogni partita si commettono degli errori e se questo passa sotto la lente di ingrandimento è solo perché si tratta di un derby ed è costato la partita. Certo, ciò non è propriamente un dettaglio di poco conto ma va sottolineato che i due sostituivano i titolari assenti (Falque dall’inizio e Sirigu a partita in corso) e che per buona parte della gara hanno fatto il possibile impegnandosi e dando il massimo anche loro.

Semmai va posto l’accento sulle infelici decisioni arbitrali soprattutto del VAR che, protocollo o non protocollo, non è intervenuto per far esaminare a Guida due possibili casi da rigore in area bianconera nel giro di un minuto. E sul fatto che questa partita la si poteva vincere davvero approfittando di un avversario che non è sembrato né irresistibile né trascendentale mentre invece è rimasta soltanto quella sgradevole sensazione di non aver saputo approfittare che già si era assaporata in altre stracittadine recenti. Magari se sullo 0-0 avessero accordato almeno uno dei due penalty possibili o se Zaza non fosse rimasto annebbiato al momento di effettuare quel retropassaggio sciagurato o se ci fossero stati Falque e Sirigu sarebbe davvero finita diversamente. Ma tutto ciò resterà nel campo dell’ipotetico, la certezza invece è quella che per una notte il Torino è tornato ad essere Toro rovesciando la rassegnazione di alcuni secondo i quali non sono queste le partite nelle quali confidare per fare punti. Ed invece per il Toro queste devono essere le partite da vincere, altroché. E semmai va aggiunto che non dovrebbero essere altre quelle da perdere, a cominciare dalla prossima!

Il borsino granata: chi sale

IZZO: affronta l’esame CR7 con la stessa personalità con la quale aveva affrontato nelle uscite precedenti altri attaccanti. Gioca una partita attenta, opportunamente non si prende rischi e riesce a domare l’artiglieria pesante bianconera senza ricorrere alle maniere forti. Ed in più è pericoloso anche davanti a Perin per due volte.

N’KOULOU: dirige il reparto con la solita intelligenza alzando o abbassando il baricentro a seconda delle necessità. Attento nella sua zona e pronto a murare e chiudere i tentativi avversari nel cuore dell’area granata, concede solo un’occasione vera a Cristiano Ronaldo e soci. Difensore d’alta scuola e da grande squadra.

DJIDJI: il francese supera brillantemente anche la prova di maturità conquistandosi definitivamente il posto da titolare nella difesa a tre. Bravo nell’uno contro uno e nelle diagonali, conferma la sua crescita costante controllando attentamente Dybala ed effettuando un intervento per fermare CR7 con una freddezza da campione.

BELOTTI: ennesima partita da Capitano, stavolta anzi da degno Capitano di un derby. Indomito, insegue gli avversari in ogni zona del campo, cerca la conclusione appena può sapendo di non poter contare su molti rifornimenti, fa ammattire e ammonire gli avversari quando scatta via in contropiede e cerca spesso di fare la sponda per i compagni. Generoso.

BASELLI: ancora una bella prestazione del centrocampista ex Atalanta che gioca il derby con la giusta grinta ma senza strafare e lasciarsi prendere dalla foga (come lo scorso anno). Soprattutto nel primo tempo è molto attivo e prova anche un inserimento ma ritarda la conclusione. Si fa valere anche in area granata opponendosi ad una conclusione di Dybala.

Il borsino granata: stabili

RINCON: El General gioca con spirito da derby, si sbatte in ogni zona per disturbare col suo pressing gli avversari a tutto campo rubando palloni ed intercettando. Bravo ed aggressivo anche in difesa quando ringhia su Dybala e quando allontana palloni vaganti nella propria area. Qualche errore di lettura e soprattutto qualche errore di mira glielo si può perdonare.

SIRIGU: sfortunato il portierone granata che sarebbe stato sicuro protagonista di tutta la partita così come lo è stato per i 20’ nei quali è rimasto in campo effettuando una parata da fenomeno su Cristiano Ronaldo nonostante il dolore per la botta subita in uno scontro con Emre Can prima di abbandonare il campo a malincuore.

ANSALDI: teoricamente il terzino argentino dovrebbe avere il compito più facile contro De Sciglio, invece inizia maluccio ed è più il bianconero a creare grattacapi a lui che viceversa. Gradualmente prende le misure ed aiuta in fase difensiva accentrandosi all’occorrenza. I granata però non sfondano sulle fasce.

AINA: il giovane nigeriano è promosso a giocare sin dall’inizio la sua prima stracittadina torinese e paga un po’ lo scotto dell’inesperienza sebbene provenga da una scuola come quella del Chelsea e non commetta alcun errore grossolano. Qualche disimpegno fuori misura, pochi affondi, un solo cross degno di nota e troppa timidezza nei contrasti. Quasi sufficiente ma non propriamente un atteggiamento da derby.

MEITE’: assolve bene il lavoro tattico giocando più avanzato rispetto a Baselli e Rincon e cercando di impedire a Pjanic la costruzione della manovra. Probabilmente per questo appare meno nel vivo del gioco rispetto ad altre volte. Da sottolineare la naturalezza con la quale gioca di fronte ad avversari così quotati ma talvolta appare lezioso e quasi superficiale. Ma questa non era partita da fioretto.

PARIGINI: al debutto nel derby dei grandi, gioca un quarto d’ora nel quale non riesce a far valere la propria freschezza e sembra più emozionato che determinato. Ovviamente non gli si poteva chiedere di essere a tutti i costi decisivo ma praticamente non riesce ad entrare in partita.

ICHAZO: chiamato all’arduo compito di sostituire Sirigu a freddo dopo 20’ nella partita dell’anno, non sfigura effettuando un paio di interventi con coraggiose uscite basse e non commettendo errori. Certo, conferma che con Zaza nei derby non ha comunque un buon rapporto e forse poteva evitare il contatto con Mandzukic e magari anche riuscire a deviare meglio il tiro dal dischetto sul quale pure era arrivato.

ZAZA: al di là dell’errore con il quale provoca il rigore e la conseguente sconfitta, non si rende pericoloso dalle parti di Perin (se si eccettua un diagonale innocuo) sebbene sia spesso lui il giocatore più avanzato del Torino. Tuttavia sembra determinato e nel primo tempo lotta e aggredisce prendendosi pure un’ammonizione evitabile e i compagni lo cercano spesso. Insomma più che altro a tradirlo è soprattutto la voglia di strafare.

 

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Denis-Joe
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Denis-Joe

Amici, capisco che da troppi derby ormai ne usciamo in gran parte demoralizzati e umiliati.
Ma vorrei dirvi che ogni derby per me è un appuntamento speciale per ringraziare mia madre di non essere nato gobbo.
Sono disposto a perderli tutti ma sono fiero di essere di un’altra razza.

Gianluca
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Gianluca

Io non ci sto proprio a questo gioco. C’è chi dice che è morto il Toro… può essere e un po’ l’ho colto quando all’80’ sullo 0-1 in 11 contro 11, l’80% della gente allo stadio si è arresa e la squadra di conseguenza. Io non mi ci ritrovo in… Leggi il resto »

rotor
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rotor

Chi si accontenta gode.